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Mamma, rischio di perdere di nuovo l’aereo. Il San Francesco pronto al record (300mila utenti annui) ma Confindustria resta ancora a terra

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I numeri di settembre giustificano l’ottimismo: in un anno, con questo trend, si possono superare i 280mila passeggeri, top del passato. E ora arrivano i voli sugli hub di Londra e Monaco. Gli industriali (con Briziarelli) chiamati a rimediare all’incomprensibile “gran rifiuto”

di Marco Brunacci

PERUGIA – Per gli appassionati di numeri promettiamo una tabellina finale su settembre che supporta la conclusione, con la quale però iniziamo. Allora: con un passo mensile simile a quello che si è registrato a settembre, l’Aeroporto San Francesco dell’Umbria, in un anno normale, avrà un traffico di viaggiatori pari a 300mila unità.

La proiezione è fatta sui voli attualmente esistenti e su un mese che non è statisticamente il peggiore ma comunque è inferiore non solo a luglio e agosto ma anche ai mesi primaverili.
Che succederà – si chiedono con entusiasmo – i nuovi vertici dell’aeroporto quando ci saranno anche voli giornalieri su hub internazionali del livello di Londra Heathrow (non più Gatwick, disperso nella campagna inglese) e Monaco di Baviera?
I 500 mila passeggeri preventivati fra tre anni possono diventare un obiettivo a portata di volo, tenendo presente che sono diversi gli impegni per dare nuova linfa allo scalo umbro, attraverso promozioni e iniziative specifiche.
A questo punto giunti, è sempre più incomprensibile la posizione della Confindustria dell’Umbria che ha deciso di uscire dall’azionariato della Sase, la società di gestione dell’aeroporto. Un’assurdità alla quale ora è il momento di porre rimedio.
Il cambio di presidenza (da Alunni al giovane Briziarelli), con l’assemblea annuale fissata per i primi di novembre, diventano l’opportunità per gli industriale di “salire” di nuovo sull’aereo che può far decollare l’Umbria. Il turismo umbro ma anche le imprese umbre, almeno quelle votate al mercato estero e all’innovazione.
I numeri nuovi dell’aeroporto, l’attenzione da parte della gente comune sulle possibilità dell’aeroporto, confermano che c’è una “base” per gli spostamenti aerei che non solo giustifica investimenti importanti nel settore, ma certifica che questi investimenti fanno parte integrante dello sviluppo di tutta un’area fin da subito e con punte crescenti nei prossimi anni.
Il neo presidente Briziarelli e tutta l’assemblea confindustriale possono rimediare a una decisione incomprensibile, dettata da chissà quale timore e poi giustificata da una parsimonia che non ha alcun senso: lo dovrebbero sapere bene gli imprenditori, se si risparmia sugli investimenti produttivi si è destinati a finire. Se poi si scambia un investimento di prospettiva e di ampio respiro per una spesa voluttuaria è il momento di pensare a cambiare mestiere.
Ecco, allora, infine, la promessa tabella dei numeri di settembre e sulla proiezione per l’anno in corso.-
A settembre su Perugia sono transitati 23.653 passeggeri (+51% rispetto al 2020) ma anche +9,5% sul 2019.
I voli sono stati 488 (+130) rispetto al 2020 e +105 rispetto al 2019. I passeggeri che hanno trainato la ripresa sono quelli che hanno viaggiato su rotte nazionali (58%) rispetto a quelli internazionali (42%).
Da qui la proiezione di chiusura passeggeri per la fine del 2021: la stima è di 130mila unità con oltre 3mila movimenti di velivoli.
Si aggiunge che i 300mila passeggeri stimati in un anno “normale” già sarebbero il record dell’aeroporto San Francesco che, come massimo, ha visto transitare 280mila utenti.

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