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La nuova sanità dell’Umbria, ecco dove muove l’offensiva dell’assessore Coletto

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Dalle battaglie vinte contro il Covid alla lotta al disequilibrio economico, dal rosso degli ospedali alla mobilità passiva, dal nuovo Piano socio sanitario alla chiusura entro ottobre della Convenzione sanitaria con l’Università

di Marco Brunacci

PERUGIA – Tensioni nel mondo della sanità umbra. Ma l’assessorato di Luca Coletto è pronto all’offensiva. Su tre filoni.
1.Cosa è stato fatto
2.Cosa si sta facendo
3.Cosa si farà nel futuro prossimo

1.Il passato recente è nella lotta al Covid e Coletto e i suoi possono elencare successi, insieme alla Tesei. Il grande sforzo, unito alla flessibilità, che ha permesso di aumentare le terapie intensive secondo le necessità ed evitare supplementi di lockdown prolungati per l’Umbria.
L’Umbria – ricordano all’assessorato – è stata la prima a promuovere le cure domiciliari contro il Covid e a ottenerne benefici. E il primo successo da sottolineare sta nel tasso di mortalità, che resta tra i più bassi d’Italia, nonostante l’Umbria sia, insieme alla Liguria, la regione da record per popolazione anziana.
E sempre qui – si sottolinea – è stato dato per la prima volta il giusto rilievo alle varianti, che sono state scoperte e monitorate. 
In questo contesto la campagna vaccinale è un successo di ieri e di ora e ci sono le premesse perchè si chiuda a livelli record. L’Umbria è sicuramente tra le prime regioni in Italia come vaccinazione per prima e seconda dose. Ora si tratterà di vedere come porre – ma è un problema nazionale – un argine a coloro che insistono a non voler fare il vaccino. Una parte della popolazione che va dal 5 al 10%. E non sembra assottigliarsi.

2.Ora quel che si sta facendo, dopo aver messo le basi in questi mesi passati soprattutto a combattere il Covid: l’operazione fatta su Umbra salute – anche qui con la presidente Tesei protagonista insieme all’assessorato – è stata un lungo passaggio che ha portato la “partecipata” regionale a una stabilizzazione che oggi permette di aprire un concorso per 127 nuovi assunti.
Questo per sottolineare una cosa specifica. 
Ma, più in generale, continua su tre direttrici il lavoro anche per stabilizzare la sanità regionale nel suo insieme.
La sanità umbra è da almeno 6-7 anni malata di mobilità passiva (pazienti umbri che scelgono di essere curati in altre regioni, con relative risorse che si perdono). Quindi ha un male ancora più antico che si chiama spesa farmaceutica sproporzionata. E il terzo male emerso in questi mesi riguarda gli ospedali umbri, tutti in rosso, ma soprattutto con un conto economico strutturalmente in deficit tra prestazioni erogate e costo della prestazioni stesse.
Si è agito e si sta agendo – fanno presente dall’assessorato – con una task force per la spesa farmaceutica (come “suggerito” dalla Corte dei Conti), mentre si continua a lavorare per sopperire allo squilibrio economico che i tre fattori sopra elencati producono nella sanità umbra. 
Un impegno molto rilevante – fanno presente – e decisamente prioritario in vista di quel che si vuol realizzare nel futuro.

3.Ecco allora il futuro. La sanità umbra, guidata dall’assessore Coletto, si sta impegnando per i due nuovi ospedali, quello di Narni-Amelia e quello di Terni. Dovranno essere degli avamposti per recuperare pazienti ai confini sud dell’Umbria. Dovranno migliorare l’offerta sanitaria umbra.
E vanno avanti i progetti di Telemedicina e il Fascicolo sanitario elettronico, così fondamentale e così complicato da rendere operativo per vecchie ruggini del sistema informatico sanitario. 
Si sta, inoltre, predisponendo il piano socio-sanitario,. Ritardi? Non si poteva certo iniziare il dibattito – si obietta dall’assessorato – prima che il Pnrr fissasse i nuovi modelli di sanità centrata sul territorio e non più ospedalocentrica come è stata immaginata negli ultimi decenni.
Sulla Convenzione sanitaria con l’Università il ritardo c’è ed è evidente ma arrivano rassicurazioni. Stavolta la data finale viene fissata per fine ottobre. 
Si sta prospettando – ma qui i tempi sono decisamente più lunghi – un potenziale Ircss, l’Istituto di eccellenza sanitaria per l’Umbria, del quale si parlerà nei prossimi anni.

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