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Sanità, parte il tango (col casquè) dei direttori generali. Zaffini (Fdi): «Coletto? Bravo assessore ma ora faccia le cose»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il segretario regionale apre la sfida sul Piano regionale sanitario e aspetta che Caparvi (Lega) lavori per lui sul rimpasto di Giunta. Mentre un tam tam racconta nuovi scenari, per ora solo immaginifici, in Assemblea legislativa

di Marco Brunacci

PERUGIA – La stagione politica umbra è appena iniziata, ma si parte tra molte tensioni. Da una parte le grane del possibile rimpasto di giunta regionale (anche se l’intenzione è di procedere solo dopo le elezioni amministrative del 3-4 ottobre), dall’altra il piano sanitario regionale che sta prendendo forma.

Su questo secondo argomento ha già aperto il fuoco Franco Zaffini, senatore, segretario regionale di Fratelli d’Italia, in questa fase la parte vincente del centrodestra in Italia e in Umbria. In una intervista televisiva a Tef channel-canale 12 ha chiarito bene che non intende star lì a scalpitare dietro alla porta, ma attende però cose concrete in tempi ragionevoli: «L’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, è un bravo assessore, ora faccia le cose», ha detto con pregevole sintesi tra bastone e carota. Parte da qui il tango (col casquè, perché molto difficilmente verranno tutti e 4 riconfermati) dei direttori regionali della sanità, che tecnicamente resteranno al loro posto fino a fine anno ma da subito sono sulla corda.

SANITÀ, LO SCENARIO

Cityjournal aveva già anticipato prima delle vacanze estive il nuovo scenario. A quel che si capisce sono almeno due, uno tra Asl e Azienda di Perugia e uno tra Asl e Azienda di Terni, i direttori a rischio elevato di permanenza. Ma ci potrebbero essere anche “ricollocamenti”, espressione usata da Zaffini, il quale per altro non sente storie e intende vedere una accelerazione immediata anche sulla Irccs a Terni, l’Istituto di eccellenza che dovrebbe sorgere nel sud dell’Umbria e diventare una sorta di presidio armato contro la migrazione di pazienti fuori regione (la famigerata mobilità passiva, che tanto costa alle casse della sanità umbra) . Anche i conti delle Aziende sanitarie (gli ospedali di Perugia e Terni) sono nel mirino di Fratelli d’Italia («Perdono 40 milioni», ha tuonato Zaffini nell’intervista di Tef, puntando anche il dito contro Gastroenterologia).
Come finirà? Se uno decide di dar ascolto ai tam tam conclude che rischi di ribaltamenti sono dati quasi per certi nelle Asl. Sulle due Aziende ospedale serve più cautela (e – da non dimenticare – serve anche il placet per le nomine da parte del rettore dell’Università di Perugia).

RIMPASTO, MOVIMENTI

Sull’eventuale rimpasto di Giunta è interessante ancora la posizione di Zaffini per FdI: quando sarà all’ordine del giorno – dice il segretario – ne parleremo e avremo pronto il nostro piano, comprensivo di proposta per un assessorato nostro (tecnico o politico che sia). Ora non abbiamo fretta. E ci mancherebbe. Per Fratelli d’Italia fa tutto il segretario regionale della Lega Caparvi che di fatto è già stato decisivo nello spianare la strada alla candidatura autonoma di Fratelli d’Italia a Spoleto, un gran bel modo per consentire al primo partito d’Italia, secondo i sondaggi, di contare i consensi. Quindi il saggio ed esperto Zaffini sta sull’uscio e, quando sarà il momento, è pronto a entrare in forze.

I DOLORI DELLA LEGA

Con FdI che attende le mosse – a volte troppo geniali per essere comprese – del segretario della Lega, Caparvi, un unico rumors sta agitando le acque della Lega.
In realtà siamo nel campo della politica immaginifica, ma il tam tam che raccontiamo almeno fornisce un segnale sul livello della tensione – elevata – che c’è tra i salviniani dopo l’espulsione dell’assessore regionale Melasecche e in attesa che la governatrice Tesei ne decida il futuro (e quello della Giunta) con un rimpasto o meno.

ATTENTI AGLI IPOTETICI TRE

Allora: il tam tam dice che il gruppo di dissidenti della Lega, che si ritrova nelle posizioni di Melasecche e del senatore Briziarelli, potrebbe muovere guerra in consiglio regionale, potendo contare su alcuni elementi, oltre ovviamente a Melasecche. Uscire dalla Lega per il gruppo misto? Sembra a tutti un’enormità, ma potrebbe essere sufficiente prendere iniziative autonome quando si è in contrasto con la linea ufficiale del partito. Con chi? Un paio di consiglieri, oltre a Melasecche, potrebbero essere già convinti, dice il solitario tam tam. E questo potrebbe creare grattacapi alla presidente Tesei nell’aula dell’assemblea legislativa, dove la sua maggioranza non è poi così ampia, secondo legge elettorale regionale.
Ma tutto sembra così vago da non poter essere preso in considerazione seriamente. Invece, seriamente, Tesei è chiamata, fin da ora, a fare, oltre all’amministrazione, che è già tanta roba, anche la politica della sua Giunta. Con l’augurio di buon lavoro (perché ce ne sarà bisogno).

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