in , ,

Regione, si apre uno spiraglio (piccolo) per evitare il rimpasto. Ma Melasecche accetterà mai di dimettersi da consigliere?

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Molte cose sono cambiate in questi ultimi giorni, prima di tutto lo stato di salute della Lega. E Fratelli d’Italia, che potrebbe avere dei vantaggi, sembra tutto concentrato sul nuovo piano sociosanitario. Un buon momento per un possibile contropiede di Tesei

Palazzo Donini, sede della giunta regionale
di Marco Brunacci

PERUGIA – Fino a qualche giorno fa chi diceva che si poteva evitare il rimpasto della giunta regionale (la causa scatenante – si ricorderà – è stata l’espulsione ad agosto di Enrico Melasecche dalla Lega per le sue mancate dimissioni da consigliere regionale una volta nominato assessore regionale) veniva preso per disinformato. Adesso non più.

Per alcuni motivi:
1.La Lega, che con una mossa troppo geniale per essere compresa, ha dato il via alla samba intorno alla giunta regionale e a Melasecche, versa in condizioni di salute meno buone rispetto a qualche settimana fa.
2.La Lega in generale non sta bene, ma quella iper salviniana col riporto di uno, non è più in grado di fare il bello e il cattivo tempo, a Roma come in Umbria (e tutti guardano a Giorgetti come una sorta di potenziale nuovo santo patrono e ai governatori del nord come la zattera in caso di naufragio)
3.L’Enrico Melasecche in questione ha superato i 70 anni, ha sempre un caratterino che il signore ci liberi, ma non sembra avere più in programma di rovesciare il mondo ogni mattina. Nel suo assessorato è il momento di realizzare i progetti e lui sui dossier lavora bene e certo non sarebbe felice di doverli passare ad altri. Fatto sta che, per almeno un minuto, ci ha pensato davvero a dimettersi da consigliere. Finora non era mai successo. Hai visto mai?
4.Melasecche che si dimette sarebbe l’assist alla Insigne per la governatrice Tesei per tenersi la sua squadra, che si regge come un castello di carte. Se ne sfili una, il rischio è quello della caduta generale. E una volta che le carte sono a terra non è facile rimetterle in equilibrio. Per nessuno.
5.Fratelli d’Italia, che è il partito che più vantaggi avrebbe da un rimpasto, sembra così tanto concentrato sul piano sociosanitario, che l’assessorato alla sanità sta predisponendo, da non avere tempo per dedicarsi ai giochi a incastro di una giunta regionale che se cade sarebbe da ricostruire come si faceva una volta con i pezzi del “meccano”, i quali mai una volta tornavano al posto.
6.Il pericolo per Tesei è che la Lega si offenda e si metta a sostenere che la sua Giunta, con Melasecche dentro, è tecnica e non rappresenta il primo partito dell’Umbria. Tesei però potrebbe facilmente obiettare che lei è la garanzia per tutti i partiti della maggioranza, la Lega come Fratelli d’Italia (che non sono direttamente rappresentati). La sfida non è governare col manuale Cencelli ma governare bene. O no?
7.È sicuro – se il rimpasto non si fa – che la Tesei dovrà attraversare qualche bella burrasca. Ma mica forse non così tante. Comunque ci sarebbe meno agitazione in giro che con il rimpasto.
Quello che abbiamo disegnato qui sopra è uno scenario che è tornato possibile. La vogliamo buttare sulle probabilità: al momento al 60% il rimpasto di giunta regionale si fa, al 40 no (ma il dilemma dei dilemmi è: Melasecche riuscirà ad autoconvincersi che è meglio dimettersi da consigliere che rinunciare all’assessorato proprio sul più bello?)

Sanità e malattia di Lafora, l’epilessia «ingiusta» che colpisce i ragazzini in salute

Fasci littori al Mercato coperto, il Pd scrive al Mibact. La risposta del Comune di Perugia