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Non nascono più bimbi e la regione invecchia: il Tesei-bonus bebè per combattere la madre di tutte le battaglie e delle crisi dell’Umbria

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Via al bando per 800 famiglie con neonati: 500 euro (ottenuti con la spending review della presidenza della Regione) non sono tanti ma il segnale è forte di fronte a dati da allarme rosso: i deceduti in un anno sono più del doppio dei 5000 nati, come gli over 65 rispetto agli under 14

Nonni anziani bimbi bambini

di Marco Brunacci

PERUGIA – Perché bisogna, passo dopo passo, dare tutte le indicazioni per seguire l’iter del bonus bebè? Perché qui si combatte la madre di tutte le battaglie e delle crisi dell’Umbria, la denatalità, l’invecchiamento impressionante della popolazione e il progressivo spopolamento.

La presidente Donatella Tesei torna in campo per spiegare e per dire che la cifra non sarà da svolta epocale ma l’impegno della Regione è importante perché vuol dare un segnale definitivo.
E allora ecco qua qualche dato per chiarire: lo sapete che una famiglia umbra ha in media un figlio. Roba da diktat cinese dopo il boom demografico, una cupola grigia sopra le teste di ognuno. Ma non basta: 5000 mila nati in un anno e più del doppio dei deceduti significa che l’Umbria inizia a essere a rischio spopolamento, con un dato già acclarato: l’Umbria ha perso 5mila abitanti nel solo 2020.
Se poi a tutto questo si aggiunge che gli over 65 anni sono il doppio degli under 14, la misura è colma.
L’Italia non va molto meglio ma va comunque meglio. L’allarme c’è ma non è così forte e chiaro come nella piccola Umbria.
Si tratta allora di agire su tre versanti:
1)il bonus bebè: 500 euro per quasi 800 famiglie con un Isee di meno di 40mila euro. I soldi sono arrivati dai risparmi fatti attraverso la spending review della presidenza della Regione. Cosa doppiamente benemerita. Perché l’ente pubblico spende di meno e perché sul delicatissimo comparto del sociale finalmente arriva qualche soldo vero.
Tecnicamente, potranno fare domanda le famiglie con un bimbo nato da ottobre 2020 a settembre 2021, attraverso un bando regionale annunciato come “in imminente uscita”.
2)mantenere in Umbria i ragazzi, permettendogli di studiare in una Università di livello e qui gli sforzi sono rilevanti, si pensa a diverse iniziative e anche a nuove indirizzi di studio o proprio nuove facoltà.
3)tornando a essere attrattivi, attraverso l’Università prima di tutto ma anche con l’offerta di lavoro di qualità per i ragazzi che da fuori regione sono alla ricerca di occasioni, come è successo per tanti anni nel secondo Dopoguerra.

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