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Nella riunione segreta con gli industriali, Tesei alza la palla e Giorgetti schiaccia su tre capisaldi per la ripartenza dell’Umbria

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Defiscalizzazione per le nuove assunzioni, Zona economica speciale per l’Appennino, vendita – come da anticipazione di City journal – dell’Ast. Sarà politica, ma diventa musica per gli imprenditori. Da Colaiacovo a Papaleo, da Briziarelli jr (oggi indicato leader di Confindustria) a Spagnoli, tutti presenti tranne Cucinelli

di Marco Brunacci

PERUGIA – Scena prima e ultima: sala conferenze de La Valle, ai piedi di Assisi, feudo di Giampiero Bianconi, ex presidente Cassa di risparmio Perugia. Trama: riunione segreta tra la governatrice Tesei, il ministro dello sviluppo economico Giorgetti e 150 industriali umbri invitati uno a uno con conferma. Il film è stato – obiettivamente – un successo di critica e di pubblico, alla faccia degli antipatizzanti. 

Di critica: 
1.Tesei ha alzato la palla della defiscalizzazione per le nuove assunzioni, tra la ola degli industrial presenti, e Giorgetti ha schiacciato: “Giusto obiettivo”. Di mezzo ci sta però il fatto, non irrilevante, che bisogna confermare quell’atto che permette di continuare con gli aiuti di Stato alle imprese, causa Covid. I tedeschi sono contrari, ma, per rigidi che siano, capiscono che gli effetti del Covid ci sono ancora tutti, nella sanità come nell’economia. quindi si prosegue. Si prosegue per il bonus dell’edilizia sia per la defiscalizzazione. Questione di settimane, par di capire.
2.Tesei insiste sulla necessità di una Zona economica speciale (Zes) per l’Appennino, Nocera e Gualdo Tadino in particolare, Giorgetti qui può agire senza neanche sentire i tedeschi e spiega di averne tutte le intenzioni. Traduzione per i meno al dentro: la Zes dell’appennino vuol dire che l’Umbria avrà una delle 6-7 Zone in Italia (finora tutte al Sud) nelle quali si può investire con uno sconto del 35%. Non sono fiori ma opere di bene.
3.Giorgetti, tra un fervorino agli imprenditori (“Servono le buone norme, ma soprattutto servono imprenditori determinati”) e scenari che vivono nel fragile equilibrio tra realismo e ottimismo secondo il vangelo di Mario Draghi, ha spiegato agli ultimi reprobi che “entro settembre”, quindi prima dell’immaginato, “l’Ast di Terni avrà un acquirente”.
Per chi volesse approfondire sull’argomento, invece di correre dietro alle favole anche in Regione e in Confindustria umbra, c’è la raccolta completa degli articoli di City journal da un anno e mezzo a questa parte, compresa la postilla finale che spiega come alla Marcegaglia toccheranno i centri servizi, ma solo i centri servizi, e non anche il tubificio. La Cgil con ogni evidenza non li ha letti e sarà per questo che chiede un consiglio comunale aperto proprio adesso che la trattativa è chiusa. 
Su questi tre capisaldi – che sarà anche politica ma di concretezze, niente fuffa – può ripartire l’Umbria, insieme alla promessa – per ora – che il Pnrr sarà molto prodigo con la regione che mostra essere vivace e rapida. 
Tesei incassa il riconoscimento di essere la titolare indiscussa della politica economica dell’Umbria, decidesse anche di mettersi a fare politica vivrebbe meglio.

Ora il successo di pubblico: da Bianconi c’erano tutti, anche qualche suo antipatizzante. Carlo Colaiacovo stava in ultima fila (“E’ la democrazia”, ha scherzato, visto che era arrivato tardi e non c’erano posti assegnati). Ma vicino aveva Monini (grande azienda omonima) e soprattutto Papaleo, vertice Acea. E’ andata peggio a Luca Margaritelli (Listone Giordano) che è giovane e in ritardo e ha dovuto stare due ore in piedi, appoggiato alla parete.
Bene la rappresentanza del cachemire (MIrabassi – Lorena Antoniazzi – e Coccetta – Fabiana Filippi), e del tessile (Nicoletta Spagnoli, che vuoi di più), benissimo tutti i settori dei servizi e sarebbe lungo fare l’elenco. Naturalmente presente il presidente uscente di Confindustria, Alunni, e il presidente ternano Marco Urbani, ma anche più volte segnalato – la riunione era segreta, no? – anche il nuovo presidente che sarà il giovane Briziarelli, benedetto da apposito consiglio su proposta dei tre saggi già da stasera.
Chi mancava? Ahi, di fatto uno solo. Brunello Cucinelli, il grande condottiero di Solomeo che non è sceso ad Assisi. Aveva aderito, poi non ha confermato, dicono rumors. Le spiegazioni si accavallano. C’è quella classica della battuta del memorabile film di Nanni Moretti (“mi si nota di più se vado o se non  vado?”), oppure la spiegazione che una folla di 150 industriali umbri avrebbe finito per oscurare qualunque chiara e luminosa fama. Alcuni temerari si sono spinti fino a teorizzare che Cucinelli resta un potenziale candidato alla presidenza della Regione, ma si rientra nel genere fantapolitico. Magari non aveva voglia di mettersi a salutare tutti. Amici e meno amici.
Fatto sta che un tema cucinelliano è stato ripetuto nella sala: in tanti hanno polemizzato con la politica bancaria, molto poco attenta alle imprese in difficoltà, magari passeggera, causa Covid. Un altro spartito suonato da tutti è stata la richiesta alla Regione di fare meno bandi e scegliere di più tra progetti meritevoli quando si va a distribuire finanziamenti.
Da annotare poi nel taccuino di Tesei, Arpal, l’Agenzia per il lavoro della Regione, che non è considerata un’eccellenza dagli industriali, proprio no. Con un finale unanime contro il reddito di cittadinanza.

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