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L’Umbria allarga i suoi confini? La strategia delle intese con i vicini e l’obiettivo di diventare il centro del Centro

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Dall’incontro tra Tesei e Acquaroli i primi passi per sinergie di grande prospettiva: Gualdo e Nocera che guidano la Zes, progetti comuni a trazione umbra per intervenire sul cratere del sisma, lo sblocco dell’Orte-Falconara. La Big-Umbria con un bacino di 1 milione e mezzo di persone

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria allarga i suoi confini. Va a prendersi in carico le zone di frontiera delle altre regioni. Possibile? Basta mettere insieme un po’ di tasselli e si vede che una strategia si sta delineando.

Nessun conflitto con i vicini, ma un cammino comune, di reciproco interesse. Tutto questo senza essere pazzi visionari. Sempre che funzioni, una bella idea.Vedere per credere: la presidente Tesei, da quando sta a palazzo Donini, si è messa a ragionare con le Regioni vicine. Prima un quartetto, poi un quintetto, adesso i bilaterali a Perugia. L’ultimo con le Marche. In ogni caso, dei successi. Il limite dell’Umbria è di essere piccola? Sì, ma è anche la sua forza. Le Regioni limitrofe non la percepiscono come antagonista. E allora ecco che il Lazio, che per forza di cose è romanocentrico, lascia che il suo nord venga sempre più da Terni e dalle infrastrutture in via di realizzazione che per l’Umbria passano. Ecco che il sud della Toscana trova maggiori attenzioni a Perugia che a FIrenze. Anche qui le infrastrutture nuove avranno un ruolo per modificare gli equilibri. Perfino l’Abruzzo ha interesse a condividere qualche spazio con la piccola Umbria ma le Marche sono quelle che danno idea di quel che sta succedendo (e potrebbe ancora succedere) da qui a poco.I governatori Acquaroli e Tesei hanno dato a Perugia un’idea concreta di quel che si può fare insieme.Acquaroli sa che lo sviluppo delle Marche è lungo il mare. Lì sta l’industria, lì fioriscono commerci. Non può però certo mollare le zone appenniniche. Ecco che sulla Zes, la zona economica speciale, lascia l’iniziativa all’Umbria: Gualdo e Nocera faranno fronte comune con Fabriano. Per Acquaroli un problema impellente in meno, per Tesei la possibilità di allargare i suoi orizzonti. La Zes significa che ogni impresa che apre entro quei confini pagherà il 35% in meno di tasse. Ce ne sono solo  6-7 in Italia, Tutte al Sud. E allora si collabora, si cresce e all’Umbria torna bene per il riconoscimento del suo ruolo centrale.Ecco il dossier aeroporto: Lo scalo di Ancona è a larga maggioranza di privati, ma si possono fare intese sulle destinazioni dei voli, sapendo che ormai, con le nuove strade di collegamento, si arriva da Perugia al capoluogo marchigiano in 40 minuti. Da un’intesa ben fatta potrebbe presto comparire una tratta Perugia-Bruxelles e Perugia-Rotterdam, mentre l’est Europa potrebbe essere riservato ad Ancona.La questione più annosa poi, quella del raddoppio – nessuno si ricorda più da quanto tempo se ne parla – della ferrovia Orte-Falconara potrebbe diventare un cavallo di battaglia di entrambi i governatori. Obiettivo: far sì che nel 2026 non sia completata con i fondi del Pnrr ma i lavori siano tanto avanzati da immaginare di programmare un bel viaggio veloce per l’estate 2030. Sarebbe poco meno di un miracolo. Serve unire le forze. Con reciproca soddisfazione.Ma tutto questo è niente rispetto ai lavori che stanno partendo nel cratere del sisma. Tanti soldi veri già arrivati. Umbria e Marche insieme, con l’Umbria che segue più direttamente, possono puntare a dare respiro agli interventi, invece della solita pioggia di spese, per le ambizioni di cento sindaci, Acquaroli non si distrae dalle rotte privilegiate dello sviluppo della sua regione, che corrono lungo il mare, Tesei allarga le sue attenzioni. Per l’Umbria, facendo due conti, diventa un bacino di intervento da un milione e mezzo di abitanti.Fantasie? No, potenzialità. Obiettivo finale: il rilancio del Centro, non più cuscinetto tra il Sud assistito e il Nord sviluppato, ma con un’identità forte, che punti su sviluppo sostenibile e futuro green. Non slogan, progetto saldamente ancorato al territorio. Con l’Umbria, centro del Centro. Una bella idea, sempre che riesca.

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