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Libri in piazza Birago e il sogno di diventare il Baggio degli arbitri

Ottobre al via con un doppio appuntamento da PopUp

PERUGIA – Proseguono gli appuntamenti con i libri in piazza Birago a Perugia, venerdì 1 e sabato 2 ottobre, da POPUP • libri / spunti / spuntini, lo spazio culturale e sociale nato in primavera e promosso e animato dall’associazione MenteGlocale insieme all’associazione di quartiere CAP 06124 e all’associazione settepiani.

Si comincia venerdì 1 ottobre, alle 18, con Tiziana Luciani e il suo cofanetto Eroine ed Eroi in corso (Carthusia edizioni). Dialogherà con l’autrice Gaia Rossetti, della vicina Biblioteca Villa Urbani. L’albo – per bambine e bambini, ragazze e ragazzi, accompagnato da una guida per insegnanti, educatori, operatori e genitori – racconta le vite di eroine e eroi del passato, del presente e dell’immaginazione: tutti legati dal filo rosso dell’imperfezione che rafforza. Nella guida è possibile seguire passo per passo le tappe del “percorso eroico” attraverso esperienze vissute, riflessioni e attività di laboratorio da leggere e poi rivivere in famiglia, a scuola e nel sociale.
Sabato 2 ottobre, alle 18.30, Pier Luigi Brunori presenterà invece il suo romanzo La versione dell’arbitro (Edizioni Radici Future), intervistato dal giornalista Andrea Chioini. Roberto Reali, un ventenne che sogna di somigliare a Baggio e al nonno Achille, uomo con un buon passato da calciatore, comincia una promettente carriera nel calcio professionistico. Quando Baggio abbandona il calcio, e pochi giorni dopo suo nonno smette di respirare in questa vita, Roberto entra in campo deciso a ricordare la scomparsa del nonno segnando un gol alla Baggio. Ci riesce, ma il gol viene annullato per un fuorigioco millimetrico. Le sue proteste saranno così scomposte da causargli sei giornate di squalifica. Durante la lunga squalifica la vita di Roberto sbanda. Affronta così un percorso tormentato che lo avvicina ad altre realtà. Smette allora di essere convinto che giocare a calcio sia come scrivere versi immortali sul tappeto verde, che i calciatori siano come poeti che ricevono palla e si rende conto che la narrazione orale dei tifosi, le pagine scritte di giornalisti e scrittori, tramandano di generazione in generazione le gesta dei soli calciatori. La loro competenza in azione. Si accorge che esiste un altro punto di vista, un principio regolatore che tiene in armonia tutta la narrazione, un punto di vista che però non interessa a nessuno: la versione dell’arbitro.

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