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«Afghanistan, sostenere iniziative di accoglienza e facilitare le richieste di asilo»

La mozione dei gruppi regionali di minoranza, prima firmataria Simona Meloni (Pd)

PERUGIA – I gruppi consiliari di minoranza all’Assemblea legislativa (Partito democratico, M5S, Patto civico, gruppo Misto) si sono attivati per «tenere alta l’attenzione su quanto sta succedendo in Afghanistan», con una mozione di cui Simona Meloni (Pd – vicepresidente dell’Assemblea) è prima firmataria.

Nell’atto predisposto dagli otto consiglieri regionali di opposizione viene richiamata la grave situazione umanitaria e il drammatico contesto attuale del Paese, tornato nuovamente sotto il controllo dei Talebani. La mozione chiede dunque alla Giunta di Palazzo Donini di sostenere iniziative di solidarietà, accoglienza e concreta vicinanza al popolo afghano a tutti i livelli e di chiedere che Italia ed Europa si impegnino per una evacuazione immediata, senza esclusioni, di coloro che sono in pericolo, in particolare il nostro personale e coloro che hanno collaborato con la nostra missione, le donne single o sole con figli, le ragazze e persone LGBT, le attiviste e attivisti per i diritti umani e coloro che sono politicamente esposti, le giornaliste e i giornalisti, gli insegnanti, gli studenti, le operatrici e gli operatori sanitari e sociali e chi ha lavorato in programmi umanitari e di sviluppo con le organizzazioni internazionali. Nell’atto di indirizzo rivolto dalla minoranza alla Giunta Tesei vengono inoltre auspicati un impegno per l’accoglienza e il ricongiungimento dei nuclei familiari, l’attivazione di corridoi umanitari nei confronti dei rifugiati provenienti dall’Afghanistan, un presidio diplomatico dell’Italia per facilitare le richieste di asilo dei cittadini e delle cittadine afghane.
Pd, Patto civico, M5S e Gruppo Misto propongono infine di coinvolgere le Comunità locali nel percorso di consapevolezza, conoscenza ed eventuale accoglienza in forza dell’evolversi della situazione, sostenendo la proposta formulata da Anci rispetto ad una sinergia con il Governo tesa a garantire percorsi di integrazione pieni e duraturi per i collaboratori afghani e per le loro famiglie e, al contempo, per tutelare i territori italiani attivando strumenti di accoglienza condivisi con i sindaci.

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