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Vaccini, l’Umbria allo sprint tra gli over 60, ma ora il tema è: come convincere gli scettici. E il il bombardamento sulla variante Delta non basta

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Recuperato il gap anche sulle secondi dosi. Quasi l’80% della popolazione più a rischio è immunizzata e la campagna procede. La sfida ora è convincere a livello nazionale

di Marco Brunacci

PERUGIA – C’è un lavoro statistico che raffronta da inizio campagna vaccinale cinque regioni italiane del centro Italia che hanno molti aspetti simili tra loro: parliamo di Abruzzo, Lazio, Toscana, Marche ed Emilia Romagna.

Non deve sorprendere che, in fatto di prime dosi, l’Umbria risulta sempre in prima posizione, seconda sola al Lazio, e per un soffio, tra i cinquantenni. Segno di una coerenza nell’azione vaccinale per fasce di età e per necessità. Infatti  l’Umbria è all’ultimo posto nelle fasce di giovanissimi e giovani (dai 12 anni ai 29), nelle quali sono stati effettuati solo interventi legati a necessità particolari.Un altro studio, che riportiamo in grafica, invece, dice che tra gli over 60 l’Umbria è al secondo posto dietro alla Puglia (91.1% rispetto al 92,7) ma davanti alla stessa Puglia per over 60 vaccinati completamente, quindi anche con seconda dose: 77,5% rispetto a 76,7.  In questa classifica è il Lazio a primeggiare su Trento e l’Umbria è quarta. In una media ponderata il Lazio sta di poco davanti all’Umbria.Il senso delle classifiche, a questo punto della vaccinazione, sta tutto nella capacità che ha una Regione di rendere operativi certi indirizzi. L’Umbria ha dimostrato di essere all’altezza quando si è trattato di cambiare passo sulle secondi dosi, lasciate un po’ indietro all’inizio.Per dare un’idea: oltre al 100% raggiunto già da settimane con gli over 90, c’è il 94,7 con gli over 80, e il 71 per cento e passa tra sessantenni e settantenni. L’accelerazione che c’è stata non cancella però la questione che in tutte le regioni si sta proponendo adesso. I giovani cercano di essere vaccinati e non sempre riescono perché le Regioni sono concentrate a concludere la vaccinazione delle categorie più a rischio. E in quelle categorie, gli over 60 ma anche parte dei cinquantenni, resta una percentuale di scettici che è difficile abbattere. Si sta ricorrendo ad un’opera di sensibilizzazione che però non sempre sfonda. Si attendono prese di posizioni a livello di governo centrale che stentano ad arrivare.Di sicuro sarà questo il tema delle prossime settimane.Escluso che si possa rendere obbligatorio tout court il vaccino, quali saranno le forme di pressione per piegare le resistenze di una percentuale rilevante di popolazione?

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