in , ,

Se la “dottrina Tesei” (spending review permanente per aiutare nel sociale) diventa patrimonio di tutti si può fare “debito buono”

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Risparmiare ovunque dove si può per investire in spesa produttiva, che crea lavoro, più ricchezza per tutti e occasioni di crescita e contribuisce a disincagliare risorse. Maggioranza e opposizione possono ripartire da qui

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ognuno si fa la sua idea e – ci mancherebbe – esprime i suoi giudizi. Su un punto, nel mentre fiorisce una diversa, meno angosciosa, stagione che ha in Draghi il suo profeta, si dovrebbe trovare un’intesa definitiva: la “dottrina Tesei” della spending review permanente, del risparmio sui costi di gestione dell’Ente Regione, come di ogni ente pubblico, da destinare al sociale o direttamente alle famiglie potrebbe diventare un impegno di maggioranza e opposizione. Come dire: questo è un punto acquisito, da qui non si torna indietro.

La “dottrina Tesei” ha il merito di essere stata la prima da questa parti, espressa e poi subito applicata: lo scorso anno la presidenza della Regione ha risparmiato, sui propri fondi, 100mila euro che sono stati destinati alla protezione civile, e sono stati utili per combattere il Covid e tenere il timone nella grande tempesta scatenata da questo virus infido e di origine, diciamo, “misteriosa”.
Quest’anno i risparmi ammontano a 150mila euro e la destinazione è un bonus bebè regionale per dare una piccola mano dove si può a 300 piccolissimi umbri: 500 euro per ognuno che sono pur qualcosa accanto agli altri benefit nazionali.
Dice: è ovvio, la presidente in carica cura così la sua immagina e si fa bella con pochi soldi. No, Tesei ha avuto il coraggio di indicare quello che andava fatto e di farlo sul serio, anche con poco.
L’opposizione può fare sua la “dottrina” e assicurare di adottare le stesse misure. Un modo anche – se si vuole – per disinnescarla come strumento propagandistico. Risparmi nella gestione per un piccolo sollievo o uno stimolo dove c’è bisogno.
Il bonus bebè umbro è stato lodato da Giorgia Meloni, che passava a Perugia a presentare il suo libro, la quale ha sancito la sua pace con la Tesei già sottoscritta due mesi fa lontano dai riflettori – e ne ha voluto sottolineare e ne ha voluto sottolineare anche la portata politica.
L’opposizione potrebbe promuovere il bonus bebè con i numeri: l’Umbria, dati alla mano, ha un tasso di denatalità inquietante, più che doppio rispetto a quello dell’Italia che già è un mezzo incubo. Gli umbri non fanno figli. Questo è il dato. Con 500 euro non ricominceranno ma è certo che il segnale di attenzione è utile. Ancora di più se tutti sono concordi nel sottolinearlo.
Ma il punto non è tanto il bonus bebè, quanto la “dottrina Tesei”. Motivo? Perchè contiene l’indicazione di una strada giusta, rispetto al bivio indicato da Draghi del debito buono e di quello cattivo.
Dice Draghi: non esiste il debito senza aggettivi, per definire il debito bisogna vedere a che cosa sono serviti i soldi spesi in debito. Se sono per investimenti produttivi, per spesa virtuosa, per creare opportunità di lavoro che si trasformano in ricchezza per tutti, se vengono incontro a bisogni essenziali che una volta soddisfatti disincagliano potenzialità di crescita, il debito è buono. Se serve per spesa improduttiva, per assistenza e sussidi senza sbocco è debito cattivo. Se è per mantenere una spesa elevata di gestione dell’ente pubblico è debito che condanna un Paese intero.
In che senso? Già i falchi europei cominciano a dire che i debiti si devono saldare. Non si sa come e quando, non si conosce entità e modalità ma è certo che i soldi (una parte o la gran parte) dovranno tornare da dove sono partiti.
Hai voglia a dire che sommando – lo aveva per altro affermato tanto tempo fa l’allora premier Berlusconi – sommando il debito delle famiglie con quello dello Stato l’Italia sta meglio dell’Olanda e non è lontana dalla rigorosissima Finlandia.
L’unica possibilità di restare un Paese sovrano (non sovranista, solo sovrano) è quello di trasformare il debito in crescita o almeno in fiducia (il caso del bonus bebè) e quindi in opportunità.
Ci starà l’opposizione umbra a dire che dalla “dottrina Tesei”, applicata alle spese della presidenza della Regione e anche di tutti gli assessorati, non si torna indietro? Accetteranno la sfida, magari anche contrattaccando? Ci sarà l’impegno coerente – in questa fase in cui soldi ne arriveranno tanti – di maggioranza e opposizione umbra di spendere in debito buono e schizzare la tentazione di quello cattivo come sant’antonio nel deserto? Ah, saperlo.

Riportare ordine a Fontivegge

Duomo di Perugia, il sostegno di Brunello Cucinelli per il restauro della facciata