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Pd, Bori ha scelto: al suo posto in Regione Simona Meloni, la Porzi vicepresidente e Bettarelli stia sereno

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il gruppo in Assemblea legislativa verrà guidato dalla giovane talento del Trasimeno, un riconoscimento anche per l’ala “centrista”. Il neosegretario ha una carta vincente: non si dimette finché non si fa come dice lui. Per guidare il partito e rilanciarlo servono mediazioni e saggezza

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sembra che la politica di luglio sia pigra, dedicata alle polemichette da ombrellone. Sbagliato, si prendono le decisioni vere. Tommaso Bori, giovane brillante, sol dell’avvenir del Pd umbro, è impegnato nella laboriosa trama di lasciare la poltrona di leader del gruppo Pd in Regione per abbracciare l’arduo compito di segretario regionale del suo partito e rilanciarlo. Ma non intende lasciarla al primo che passa.

Bori è uno tosto, quando ha deciso una cosa difficilmente si smuove. E lui un’idea su chi deve sostituirlo ce l’ha. Non la troppo centrista Donatella Porzi, ma neanche l’alleato al titanio nella corsa alla segreteria, Paparelli, che comunque un ruolo ce l’ha (coordinatore dell’opposizione), quindi il posto da capogruppo tocca a Simona Meloni, una donna giovane e con un futuro, che magari viene accusata di essere equi vicina a tutti, ma che nessuno può considerare priva di talento politico e con una leadership di prospettiva (viene anche dall’ultimo serbatoio “rosso” della regione, il Trasimeno).
Per far passare la sua idea Bori ha una carta vincente. Detta cruda: non si dimette finché non fanno come dice lui. Pensate come la sta prendendo il povero, fedelissimo boriano dell’Alto Tevere, Bettarelli, che un pensierino a diventare capogruppo non solo ce l’aveva fatto, ma si riteneva l’interprete ideale del borismo in Assemblea legislativa.
Ma una cosa è la corsa per vincere la segreteria, nella quale servono alfieri e fanti, e una cosa l’impegno quotidiano per mantenere la leadership e guidare un partito dalle molte anime e che deve essere ogni giorno rimodulato secondo tattiche e strategie le quali vanno mediate con tutti, simpatizzanti e antipatizzanti, alleati della prima ora e avversari interni.
Come finirà? Come dice Bori. Volete scommettere? Quindi complimenti anticipati (e meritati) a Simona Meloni e a Donatella Porzi, per la quale è prevista la vicepresidenza dell’Assemblea legislativa al posto della Meloni, e un pensiero riconoscente a Bettarelli, se non la fa troppo lunga.
Questo finale può saltare? Difficile, molto difficile. Sarebbe la prima sconfitta – e quindi un gran brutto viatico – per il nuovo segretario regionale Bori, che, come detto, è uno tosto, vietato sottovalutarlo,
In aggiunta a quanto detto: se qualcuno ha voglia di cimentarsi in profezie e vaticini, tra un po’ vedrete che anche l’asse tra i neosegretario Bori e il ternano Paparelli non sarà più così solido. Ne rimarrà uno solo, come dicono nei cartoni dei supereroi.

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