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L’Umbria da record in prime dosi, ora deve mettere al riparo della variante Delta con le seconde dosi

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Quasi diecimila anticipi di richiami dei vaccini, un cambio di strategia necessario dopo la comparsa anche in Umbria di questo virus, così tanto particolare per pensarlo naturale, che cambia ancora faccia e aumenta la contagiosità

di Marco Brunacci

PERUGIA – Qualche numero (supportato dai grafici che vi proponiamo) per dire che l’Umbria sta di nuovo mutando strategia per star dietro a un virus che, più si conosce, e meno sembra naturale, e anzi si fa beffe di chi pensa di capirne l’evoluzione e il comportamento.

Comunque: l’Umbria è seconda in Italia per prime dosi di vaccini tra gli over 60, la categoria più a rischio di conseguenze gravi e ospedalizzazioni.
Ora, con la variante delta, sembra necessario avere anche la seconda dose per essere protetti. Sembra. Dicono infatti che i vaccini conosciuti diano una copertura intorno al 90% dopo la seconda dose. Non risulta però che ci siano conseguenze gravi nella stragrande maggioranza dei casi di variante delta che contagia vaccinati seconda dose.
Per avere qualche spiegazione in più magari bisognerebbe chiedere nell’unico Paese al mondo nel quale pare abbiano superato ogni problema: la Cina.
Ecco allora l’Umbria che col 67,2% è terza in Italia per prime dosi rispetto a tutte le categorie vaccinabili (quindi over 12 anni) ma è in fondo alla classifica per ciclo vaccinale completato.

Meglio tra over 60: secondo posto, con un risultato da centro classifica rispetto alla vaccinazione completa.
Qui va segnalato però un fenomeno che sta creando problemi in tutta Italia: una parte non irrilevante della fascia di età che va da 60 a 89 anni (sopra i 90 il numero praticamente si azzera) non vuole essere vaccinata. Mancano gli strumenti per costringerli e quindi questo crea una difficoltà oggettiva.
Resta da sottolineare che la variante delta – come già scritto una decina di giorni fa da City journal – è arrivata anche in Umbria e pur non creando difficoltà particolari, almeno per il momento, costringe a modificare la strategia vaccinale. Così si spiega come da qualche giorno non sia elevato l’utilizzo delle dosi arrivate in Umbria. Si pensa infatti ad anticipare il richiamo per la seconda dose di almeno diecimila persone. E si vuole accelerare ancora. Per questo è necessario avere una scorta a disposizione.

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