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Via al test dei test per la politica umbra, le elezioni di Castello. Secondi si candida e la pentola a pressione a sinistra è già pronta a esplodere

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il vicesindaco uscente fa la prima mossa. Lo vogliono Italia viva e Calenda, ma i tre quarti del Pd vorrebbero mangiarselo con i panni addosso. Il problema però è come non far irritare Bacchetta. Al centrodestra per fare il gran colpo serve un esponente della società civile

Palazzo dei Priori, Città di Castello
di Marco Brunacci

PERUGIA – Il test dei test 2021 per la politica umbra? Le elezioni di Città di Castello. Per il centrosinistra come per il centrodestra.

Partendo dagli attuali titolari della maggioranza. A sinistra il vicesindaco di Bacchetta, Secondi, ha messo sul fuoco la pentola a pressione: ha presentato le firme per la sua candidatura, mentori Vittorio Massetti e Claudio Serafini, suggerendo al Pd di riconoscere la sua candidatura e al resto della coalizione di centrosinistra di sostenerlo.
L’entusiasmo è stato subito evidente. Chi aveva un impegno, chi era forse d’accordo ma non ora, chi era contro le forzature, chi “è bravo, per carità, ma non è questo il modo”, fatto sta che Secondi. per attenti osservatori, avrebbe la stessa possibilità d’essere il candidato condiviso di un anatroccolo brutto di diventare un cigno: succede solo nelle favole.
Però Secondi, visti gli imbarazzi, ha già il piano B: chiede di indire le primarie. Ma dite voi: con quel che è successo in giro per l’Italia al Pd e alle sue consultazioni andate semideserte, qualcuno si azzarda a aprire i circoli per votare?.

AIUTO, LE PRIMARIE

Ammesso che venga accettata la sua proposta di primarie, resta il fuoco di sbarramento, questo palese, della parte “dura e pura” del Pd. A questo punto, allora, che succede?
Su Secondi sono pronti a convergere, e lo hanno fatto sapere, Italia viva e la lista di Calenda. Per i comunisti rosso fuoco dell’alto Tevere è già un marchio di infamia, però potrebbe essere che Secondi rimanga in campo, forte della sua popolarità, della buona prova amministrativa che ha dato a fianco di Bacchetta, e rischia pure di prendere un sacco e una sporta di voti per essere determinante in un eventuale ballottaggio. In questa maniera si candida, oltre che a sindaco, a diventare ufficialmente l’incubo notturno, il Nightmare, del candidato politically correct che vorrebbe esprimere il Pd insieme ad alcuni alleati di sua fiducia.
I nomi, a questo proposito, sono sempre due (ma c’è tempo per un terzo a sorpresa o semplicemente di mediazione): il professor Rosario Savato e l’assessora uscente Luciana Bassini.

BACCHETTA FOR EVER

Il bravo vicesindaco uscente Secondi non sarebbe neanche tutto questo problema, non fosse che, come compare, dietro di lui si staglia alta e minacciosa la figura di Luciano Bacchetta, del quale si può dire ciò che si vuole, non che non sia popolare e ben voluto (e ancora ben votato) nella sua città.
Perdi Secondi e hai contro Bacchetta. Tanto più che Bacchetta a destra non andrà mai – dicono persone a lui vicine – perchè è un socialista col fazzoletto rosso e il padre partigiano, però è in grado di far vedere alla sinistra i sorci verdi, per rimanere sulla scala dei colori.
Avranno voce in capitolo i mostri sacri, di grande successo nazionale, del Pd tifernate, Anna Ascani e Walter Verini? A quel che sembra, Città di Castello, per loro, è come “la notte” nella famosa canzone delle sorelle Kessler del secolo scorso: “piccola per noi, troppo piccolina”.
In manovra tra centro e sinistra ci sarebbe anche l’ottimo Marco Vinicio Guasticchi, che non ha digerito il congresso regionale con contorno di strappi e polemiche e ritiri clamorosi, del Pd. Che forza abbia non si sa, ma mai sottovalutare.

QUI CENTRODESTRA

Il centrodestra parte da un dato: per la prima volta a Città di Castello è competitivo. Se la sinistra in qualche modo si divide può vincere a braccia alzate. Se invece resta insieme, per conquistare il governo dell’ultima roccaforte rossa umbra di rilievo deve trovare un candidato giusto e a trovarlo è un problema mica da poco. In realtà tutti, a destra e dintorni, sognano un esponente della società civile da tirare fuori dal cappello. Ma al momento c’è un qualche identikit ma neanche mezzo nome.
E allora si gira sempre intorno all’evergreen Lignani Marchesani, a Carlo Reali, Roberto Cuccolini e Giorgio Baglioni. Poco per far sognare il rinnovamento epocale, tuttalpiù si può contare su un effetto Carizia, il sindaco leghista di Umbertide, arrivato da semisconosciuto al successo clamoroso “surfando” sull’onda dell’entusiasmo salviniano.

MARCHETTI DOVE SEI?

Oggi come oggi l’onda da “surfare” è quella della Meloni, ma da quelle parti non si vede gente da mercoledì da leoni. Il primo nome da proporre toccherebbe alla Lega. Ma il suo big cittadino in grande ascesa, il deputato Marchetti, intimo del vero cervello organizzativo della Lega nazionale e braccio destro di Salvini, Crippa, è troppo impegnato come commissario del partito nelle Marche, per aver tempo di fare scouting di candidati.
Forse però a troppi è finora sfuggito, ma Città di Castello sarà il test dei test 2021 della politica dell’Umbria. Affrettarsi a trovare soluzioni, di qua e di là. La pentola a pressione è già sul fuoco.

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Chiara Ferragni a tutta Tbs Crew