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Tesei, dai treni agli aerei, dal turismo alla rivitalizzazione delle imprese, ecco le 10 sfide per far ripartire l’Umbria

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La governatrice agli Stati generali dell’economia umbra. «Siamo partiti da una situazione drammatica. Dopo i primi provvedimenti presi, cauto ottimismo. Calo del Pil 2020 limitato». La grande scommessa sul brand Umbria

di Marco Brunacci

PERUGIA – Stati generali dell’economia umbra. Adesso che col Covid si comincia a respirare, torna n sala operatoria il malato economia da rivitalizzare ed è un compito altrettanto difficile.

Perchè la presidente Tesei ci tiene molto a raccontare le cose dall’inizio. Si viene da dieci anni di Pil da disgrazia. Da investimenti non fatti, da risacca di ogni intrapresa.
Tesei arriva per invertire la rotta, non per dare un colpetto di timone. C’è “l’inverno demografico, con gli over 65 che sono più del doppio degli under 25”. Un dato che è un piccolo-grande incubo.
Cari signori e signore, alleati scettici e oppositori di tutte le gradazioni, argomenta Tesei, da qui si parte. Nessuno bari.
«Sono chiamata a fare delle scelte, a prendere decisioni. Ma prima di scegliere devo conoscere e comprendere». Ecco la mobilitazione per nulla dilatoria – afferma – delle Agenzie regionali che studiano i fenomeni. Servono le fondamenta dei numeri – continua – per calarci le colonne di una ripresa solida. L’Aur o Bankitalia, chiunque sappia dire da che parte cominciare.
Ma la domanda cardine è: «Perché è successo questo patatrac economico?».
Cinque fattori elenca Tesei:
1.Il sistema umbro è imploso per mancanza di fiducia e soltanto il Signore sa quel che questo significhi in una economia come quella interconnessa di oggi.
2.L’Umbria ha mancato la partita delle infrastrutture e si sa, ma anche quella dei vettori di collegamento veloci. Il primo Frecciarossa è di tre anni (ed è un Freccetta rossa). Più c’è «il disastro dell’aeroporto che è sotto gli occhi di tutti».
3.Le imprese più importanti e vitali del territorio non sono state sostenute. Anzi, parole e musica di Tesei, «si è andati incontro alla desertificazione».
4.Non è stata curata l’attrattività turistica dell’Umbria «il cui marchio non è stato valorizzato e posizionato chiaramente nello scacchiere italiano o mondiale».
5.Non si è costruito un solido blocco delle Regioni del Centro Italia perchè l’1% del pil non può certo competere nella battaglia nazionale figurarsi in quella internazionale, mentre l’Italia centrale fa il 25% del Pil italiano (e qui Tesei si serve un assist, il giorno dopo l’aver stretto il patto del Quintetto con Lazio, Toscana, Abruzzo e Marche).
In qui la diagnosi, avanti con la terapia. Quella di emergenza, il Pil dell’anno orribile 2020. Svimez previde -12%, peggio dell’Italia. Adesso Bankitalia, dopo gli sforzi fatti dalla Regione – sottolinea Tesei – ha un dato che è sostanzialmente sovrapponibile a quello italiano, quindi un 9%, che non sfigura visti i punti di partenza. E che è anche il primo gesto dell’ombrello ai detrattori catastrofisti.

Da qui si passa ai 10 punti della cura Tesei sul medio periodo. Blocco e penna per prende nota e rinfacciare gli eventuali buchi nell’acqua.
1.Treni veloci (Perugia raddoppiata, Orte, Terontola) e aerei per congiungerci al resto d’Italia, all’Europa e al mondo. E così sia. Non è un caso che questo è il punto 1 della cura.
2.Realizzare le grandi opere (strade, ferrovie, stazioni).
3.Portare a casa i progetti cruciali del Pnrr, primo fra tutti la digitalizzazione dell’intera regione.
4.Concentrare le capacità di sovvenzione economica sulle aziende umbre campioni regionali e sulle filiere complete.
5.Sfidare e sovvenzionare le piccole e medie imprese su tre temi: managerialità, transizione digitale, internazionalizzazione.
6.Sostenere le famiglie facendo ogni sforzo, partendo la lavoro femminile.
7.Investire il più possibile su turismo e marchio Umbria. Obiettivo: un target di nicchia, che faccia turismo ma decida anche di trasferirsi qui per investire e magari lavorare.
8.Portare a casa il più possibile del Pnrr e del Recovery. La partita delle infrastrutture – ricorda Teseo – è andata benissimo, «ora dobbiamo centrare altri progetti strategici».
9.Compattare il nucleo originario dell’Italia di Centro, con Abruzzo e Marche (il Quintetto è più difficile da rendere operativo e la mission più complessa da definire)
10.Accelerare ancora di più sulla ricostruzione che già sta accelerando.
Ecco i 10 punti. Manca la sanità, ma conclude Tesei, è una “precondizione” per ogni possibile rilancio.
Fin qui Tesei, da qui in poi tutte le obiezioni possibili ma con alcuni dati di fatto:
il progetto economico della Tesei è limpido, fatto di non molte cose assai concrete, legate a finanziamenti e rimodulazioni dei fondi comunitari in generale (che viene indicato come un primo successo), obiettivi possibili, alcuni già quasi raggiunti, altri in bilico ma facili da individuare. E uno di maniera: la necessità di incentivare il lavoro femminile è un mantra nazionale. Alle donne si chiede di lavorare, di fare carriera nel lavoro, di fare figli e di essere cardini delle famiglie. Qui l’iniziativa più urgente sarebbe però di realizzare corsi di formazione per gli uomini su come aiutare le donne, alle quali si chiede così tanto.
Una sola scommessa ad alto rischio: il marchio, il brand Umbria, è tutto da inventare, per arrivare a qualcosa di simile alla Toscana e al suo Tuscany, ce n’è di strada da fare.

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