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Settima arte, Totò e Peppino inaugurano la rassegna di cinema a Solomeo

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Film d’essai sotto le stelle: La banda degli onesti merita di essere rivista. Sempre

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – Riparte questa sera, e tutti i giovedì del mese di luglio per un totale di sei appuntamenti, la seconda edizione di Settima Arte, rassegna di cinema d’essai nell’anfiteatro dello splendido e suggestivo borgo di Solomeo, a Corciano.

La stagione 2021 (qui il programma completo) bissa, in seguito al grande successo avuto con la prima edizione, aprendo con un capolavoro senza tempo del cinema comico italiano, niente di meno che il binomio indissolubile Totò e Peppino, non “chicche e sia” dunque, ma due grandi definitivamente introdotti alla fama da un magistrale Camillo Mastrocinque alla regia de La banda degli onesti, del 1956. Antonio Buonocore (Antonio De Curtis) ha “una portineria ben avviata” con la quale si accontenta di occupare il proprio posto nella media borghesia italiana. Nel paradosso di un primogenito arruolato nella guardia di Finanza e di una vita condotta sempre con estrema onestà, a Buonocore viene confidato un segreto da un suo inquilino che, in punto di morte, decide di ripulirsi la coscienza rivelando d’essere in possesso di un cliché per banconote da 10 mila lire e di carta filigranata; insomma l’alibi perfetto per diventare un improbabile falsario. Non potendo, evidentemente, mettere su una banda composta da un singolo, Buonocore chiama a rapporto il tipografo Lo Curto, Gianturco, Lo Tripoli, Lo Turzo, Lo Struzzo, Turchesi, ehm, Lo Turco (Peppino De Filippo), e il Pinturicchio prima maniera Cardone (Giacomo Furia), entrambi inquilini del suo stesso condominio. Vero e autentico capolavoro del cinema d’autore comico italiano, una comicità da cui quella odierna si discosta totalmente e che punta, spesso e volentieri, tutto su volgarità di sorta o battute a sfondo sessuale, quella di Totò e Peppino è, invece, una comicità brillante, educata, in un film denso di sentimenti onesti – come la banda – e che rispecchia anche il periodo storico in cui è ambientato: se infatti, da una parte, la fiorente economia cominciava a far respirare un Paese reduce di guerra, dall’altra, le classi sociali più disagiate comunque continuavano a non godere di grossi vantaggi.
La banda degli onesti è un caper movie anni Cinquanta che, però, si adegua anche alle richieste commerciali dell’epoca ed in cui, quindi, viene intercalato anche l’idillio amoroso tra Michele Buonocore e la primogenita di Lo Turco, nonché intervalli con i bambini ed il simpatico Mustafà, il cane, per rendere la visione fruibile a tutte le fasce d’età.
Menzione speciale ad Alessandro Cicognini, sua la firma della vivace colonna sonora, che scandisce a tal punto il ritmo da sembrare un vero e proprio metronomo all’interno della scena, perfetto arrangiamento musicale a gag dal tenore folcloristico, quale era quello di Totò.

All’epoca la critica non accolse troppo favorevolmente il film, oppositamente ad un pubblico invece a dir poco entusiasta che, proprio in virtù di questo riuscì, col tempo, a risollevarne l’asticella, facendo diventare La banda degli onesti un vero e proprio classico tra i film di De Curtis e nel quale, infatti, si riconosce il carattere dei dialoghi dinamici e veloci, con disinvolti e spiritosi botta e risposta. La banda degli onesti inaugura, quindi, l’edizione 2021 di Settima Arte, questa sera dalle 21.30 presso l’Anfiteatro di Solomeo ma, se volete un consiglio, anticipate un po’ l’orario d’arrivo; l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (e secondo le normative vigenti) e, stasera come per tutte le proiezioni, street food come valida alternativa a pop-corn e Coca Cola.

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