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Seconda per prime dosi tra gli over 60 e al top delle vaccinazioni rispetto alla popolazione, l’Umbria mantiene il ritmo alto senza rinviare prenotazioni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Solo il tasso di utilizzazione (88,1%) delle dosi si abbassa per evitare di rimanere a secco in un momento in cui c’è una frenata dell’arrivo dei farmaci in Italia. Recuperato il gap sui sessantenni, partenza lanciata per la fascia di età 39-30 (45,2%)

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria e i vaccini, un aggiornamento necessario adesso che la campagna vaccinale in Italia si trova in una nuova strettoia: da una parte l’Europa che per il green pass chiede che ci siano due dosi (e quindi ecco la necessità di non dedicarsi, come scelto, solo alla prima dose) e dall’altra una nuova frenata degli arrivi in Italia dei farmaci, con conseguenti difficoltà per le regioni.

E allora: l’Umbria prosegue senza scossoni sulla strada scelta, con continuità e tentando di mantenere un ritmo elevato di vaccinazioni prime dosi, seguendo le fasce d’età. Ecco l’ottima performance della tabella sugli over 60 anni che dimostra come la regione ha tenuto un posto di testa, nonostante certe difficoltà a reperire dosi. Ora, col ritorno dell’ultima settimana a livelli rilevanti di somministrazioni, ecco un secondo posto che è poi di fatto la media di giugno.
Interessante la tabella che ogni tanto proponiamo sulle vaccinazioni rispetto alla popolazione: anche qui si mostra come, sempre considerando il numero delle dosi che arrivano, la macchina regionale cammina a velocità sostenuta. Sono infatti Sardegna, Umbria e Trento a fare il “podio” delle regioni il 29 giugno delle dosi iniettate rispetto alla popolazione, al di sopra della media nazionale dello 0,9%.
Meritano citazioni altri dati: al 29 giugno il 65% degli umbri ha ricevuto una dose, a un passo da quel 70% che dovrebbe consentire una certa serenità collettiva (non chiamatela immunità di gregge, ma qualcosa del genere).
Di rilievo il recupero nella fascia di età che era stata più penalizzata dal fatto che gli over 70 in Umbria sono molti di più, proporzionalmente, rispetto alle altre regioni (qui si vive di più che altrove): si è raggiunto l’84,5% della popolazione nella fascia di età in esame, quarto posto assoluto in Italia. Stessa situazione tra i cinquantenni (4. posto con il 76,4% di prime dosi). Molto bene i quarantenni tra i quali c’è stato un avvio folgorante e un mantenimento elevato: nella fascia 49-40 l’Umbria è al quinto posto col 64,9% di vaccinati prima dose.
Ma va sottolineata la partenza lanciata dei trentenni: rispetto al 28 giugno, in un giorno, l’Umbria ha scalato 6 posizioni e ora è al settimo posto con il 45,2% dei vaccinati.
Ultima notazione: in un giorno sono state 9.929 le dosi somministrate, quindi un livello elevato nella media umbra, ma con massima attenzione – un’altra scelta confermata in queste ultime settimane – di mantenere riserve delle dosi ricevute dal commissario nazionale Figliuolo per continuare in maniera omogenea la campagna vaccinale. Ecco il motivo per il quale, in questi ultimi giorni di vacche magre di dosi, l’Umbria è tra le regioni italiane meno rapide nella utilizzazione delle dosi vaccinali. Solo l’88,1% è stata usata nell’ultimo giorno, questo per poter proseguire senza strappi e avendo in mente tutte le esigenze nelle vaccinazioni. E non trovarsi magari costretti a bloccare le prenotazioni o a rinviare gli appuntamenti per chi si è già prenotato.

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