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La ricerca agroalimentare premia l’attenzione ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile

Presentata la terza edizione del progetto nazionale AGER – AGroalimentare E Ricerca, al quale aderisce la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia: oltre 5 milioni di euro per sostenere il rilancio e lo sviluppo del settore

PERUGIA – Dall’adattamento del grano duro ai cambiamenti climatici alle strumentazioni innovative per ottimizzare la quantità di sale necessaria per la produzione di prosciutti crudi di qualità fino al recupero dei sottoprodotti della filiera olivicola da riutilizzare in ambito alimentare.

Sono, questi, solo alcuni dei “frutti” delle ricerche scientifiche sostenute da AGER – AGroalimentare E Ricerca, progetto partito nel 2008 in seno ad ACRI, l’organizzazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa. All’iniziativa, giunta quest’anno alla terza edizione, ha aderito anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Nel corso di una videoconferenza stampa, il Vicepresidente della Fondazione Nicola Bastioni e la Project manager di AGER, Valentina Cairo, hanno presentato il progetto delineandone il potenziale fortemente innovativo. Grazie a tematiche di intervento di rilevanza nazionale l’iniziativa si propone di promuovere il rilancio e lo sviluppo dell’agroalimentare italiano, prestando attenzione anche agli effetti positivi che le ricerche produrranno nelle varie filiere e nei diversi territori attraverso il trasferimento tecnologico dei risultati alle imprese. Con un’unica finalità: sostenere una filiera agroalimentare made di Italy che incentivi la crescita delle comunità locali, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti nell’Agenda 2030. Come spiegato da Valentina Cairo, la terza edizione di AGER è indirizzata a sostenere azioni di ricerca per l’identificazione di soluzioni innovative al fine di garantire una produzione agricola sostenibile, che ottimizzi e limiti il ricorso alle risorse naturali e sia in grado di far fronte alle conseguenze del cambiamento climatico. I fondi a disposizione, oltre 5 milioni di euro, verranno assegnati attraverso bandi pubblici rivolti agli Enti di ricerca nazionali, nell’ambito di quattro aree di intervento: colture e cambiamenti climatici, contrasto ai patogeni, zootecnia e impatto ambientale, gestione forestale sostenibile. I progetti verranno selezionati con il supporto di esperti internazionali secondo criteri condivisi di peer review, garantendo la massima trasparenza e un livello scientifico d’eccellenza.

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«Ciascun territorio potrà avanzare delle proposte – ha sottolineato il Vicepresidente della Fondazione Nicola Bastioni – pertanto è fondamentale che si apra un confronto su scala locale affinché vengano focalizzate le priorità che anche l’Umbria potrà portare al tavolo nazionale per l’individuazione delle tematiche finali su cui verranno indirizzati i bandi. Grazie allo sforzo comune delle Fondazioni che aderiscono al progetto sarà possibile creare e rafforzare le partnership tra Centri di ricerca che vanno oltre la dimensione locale e offrire così ai nostri scienziati un’occasione per continuare a sviluppare le proprie conoscenze e competenze in un ambito che ha un ruolo cardine nell’economia del Paese. Nel contempo abbiamo l’opportunità di valorizzare le nostre eccellenze agroalimentari prestando attenzione a temi come la sicurezza alimentare, i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale, che saranno centrali per lo sviluppo futuro di questo comparto e per acquisire maggiore competitività sui mercati nazionali e internazionali». In questa chiave giocherà un ruolo fondamentale il secondo filone a cui guarda AGER: la possibilità di realizzare un piano di trasferimento delle conoscenze ottenute dai progetti sostenuti da AGER, o generate in altri contesti di ricerca, attraverso l’organizzazione di iniziative e tavoli di confronto nei territori delle Fondazioni. Individuando le modalità più efficaci per i diversi comparti produttivi per accelerare i flussi di trasferimento della conoscenza ed offrire soluzioni innovative, praticabili e sostenibili. Nel corso della videoconferenza è stato illustrato un caso di studio relativo al recupero dei sottoprodotti della filiera olivicola da riutilizzare in ambito alimentare e che potrebbe trovare diretta applicazione anche nelle realtà imprenditoriali locali.

Ad oggi AGER ha sostenuto 32 progetti in ben otto settori: ortofrutticolo, cerealicolo, zootecnico, vitivinicolo, agricoltura di montagna, prodotti lattiero caseari, olivo ed olio, acquacoltura, i cui risultati sono disponibili e a beneficio di tutti gli operatori della filiera agroalimentare. Con l’adesione al progetto la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia si propone di diventare un punto di riferimento su scala locale per chi è interessato ad avere informazioni sulle ricerche e sui relativi progetti sostenuti da AGER. Sul sito http://www.fondazionecrpg.com è stata aperta, inoltre, una apposita sezione che verrà costantemente aggiornata con le iniziative future e che contiene approfondimenti su quanto è stato già fatto fino ad ora.

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