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Competente ed eco-friendly, protagonista per i prossimi 25 anni. Sarà l’ingegnere civile e ambientale a cavalcare l’onda del Recovery

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il direttore dl Dipartimento Giovanni Gigliotti: «Pronti per la sfida del prossimo futuro». Dai corsi di laurea innovatovi al Dottorato di ricerca con focus internazionale e industriale. Dal software per i ponti al monitoraggio dei monumenti umbri

di Marco Brunacci

PERUGIA – Tra scienze innovative e nuovissime figure professionali futuribili, tra digitalizzazioni in ogni dove e telematica che non se ne può più, stai a vedere che è l’ingegnere civile e ambientale, quanto di più concreto e legato a terra e studi di fattibilità, il professionista che avrà un posto d’onore sul balcone del futuro.

Giovanni Gigliotti, che è il capo dipartimento di ingegneria civile e ambientale all’Università di Perugia, “eccellenza riconosciuta” in un Ateneo che sta riprendono vitalità e colore dopo tanto grigio, col solo nome garantisce conoscenze ed equilibrio, equilibrio e competenze. Se si lascia andare su una profezia bisogna credergli: “Il ruolo dell’ingegnere civile e ambientale sarà strategico per i prossimi 25 anni”.
Dai, 25. Tanta roba. Una grande prospettiva. Come si direbbe nel calcio, comincia un ciclo. Un lungo ciclo. E Gigliotti sgombra anche subito al campo dai fuochi fatui del presente: “Non è il superbonus del 110% che impazza in questo momento, e pure crea domanda, a garantire un futuro alla professione. Si sa che presto o tardi questo slancio si esaurirà. E’ vero che gli studi vanno in cerca di ingegneri oggi per far fronte ad un’esigenza immediata, ma non è da qui che si riparte”.
Piuttosto, lascia intendere il saggio capo di Dipartimento, bisogna pensare alle nuove esigenze, alla rinnovata attenzione per le opere che devono essere fatte nel rispetto dell’ambiente, eco-friendly, senza se e senza ma, con criteri di sostenibilità e di sicurezza che mai come ora sono così tassativi. Da strutture a infrastrutture, dall’acqua ai rifiuti. «In questo senso la professione di ingegnere civile e ambientale sta per iniziare una nuova primavera. Non un mestiere datato, anzi, fondamentale in un momento in cui tutti fanno riferimento alla transizione ecologica».

E non è solo un’intuizione, ma anche descrizione di quello che sta succedendo e più succederà negli anni che ci aspettano: «Il Pnrr varato dal Governo Draghi è la dimostrazione di quanto stiamo dicendo. Ci sarà bisogno per anni di professionisti capaci, in grado di interpretare i progetti con nuove competenze». E non mette Perugia in fila dietro ad altre università quando si tratta di nuovo e di avanzato. E poi l’Umbria è un gran bel test per chi voglia approfondire: «Pensi solo al rischio idrogeologico o alla mitigazione del rischio sismico – continua Gigliotti – Ricordo che per l’Umbria abbiamo anche fatto un progetto molto avanzato sul monitoraggio dei monumenti e le possibilità di messa in sicurezza». Gigliotti è più noto per la saggezza che per essere un visionario, ma non si tira indietro quando si chiede se Perugia è all’altezza della sfida della ricerca lanciata nel mondo: «Ha debuttato – dice – un Dottorato di ricerca che è internazionale e industriale». Come dire: punti di riferimento nel meglio che si trova in giro negli Studium, insieme a un solido collegamento con la produzione. Una volta si diceva “ricerca applicata”. Insomma: non uno sterile esercizio accademico, ma lavoro e risultati sul campo. E Perugia non si tira indietro mai sulle sfide. «Abbiamo realizzato un software per monitorare i ponti. Risultati? Molto interessanti».

Guardare i numeri per capire che la “dottrina Gigliotti” ha ottenuto già i suoi primi successi: gli studenti del Corso di laurea sono aumentati di un buon 20%. In termine assoluti un segnale, ma il trend che parla da solo. E quest’anno si attende ancora di più. Se funziona lo slogan scelto per la presentazione (A.A.A. cercasi ingegneri civili e ambientali) magari si raddoppia in poco tempo. «Dopo anni di stasi nel campo dell’Ingegneria Civile e Ambientale, dovuta in larga misura alla farraginosità delle procedure e alle inadeguate risorse investite, queste richieste rappresentano un importante segnale del risvegliato interesse del modo del lavoro nei confronti degli Ingegneri civili e ambientali. Ma qui ricordo che il Dipartimento di Perugia è riconosciuto come Dipartimento di Eccellenza».
Giovani dabbene, in cerca di un orientamento, qui il futuro vi sorride. Un po’ di impegno (non proibitivo) e si apre una promettente e duratura stagione se non proprio un’età dell’oro ingegneristico. Parola del cauto e misurato professor Gigliotti.

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