in , ,

Basta coprifuoco, ecco cosa si può fare da subito nell’Umbria diventata bianca. Sui vaccini record nazionale di somministrazioni rispetto alle dosi

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Dai cinema e teatri aperti fino alle discoteche ma senza ballare. Sempre però con mascherina e distanziamento. I nuovi casi al minimo con i ricoveri che raggiungono un livello (51) da cessato allarme. E la campagna vaccinale mantiene una buona velocità

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria arriva tra le prime regioni in Italia alla zona bianca dal 7 giugno. Questo grazie ai dati molto buoni delle ultime tre settimane che vengono confermati anche dall’ultimo report: sono soltanto 24 i nuovi casi e relativi a quasi 4mila tra tamponi e test antigenici (l’Umbria resta la prima in Italia nello screening).

I guariti sono stati 100, mentre i ricoveri nei reparti ordinari si fermano nella regione a 51, considerato un livello da cessato allarme, anche se c’è stato un nuovo ricovero in terapia intensiva (in totale sono 6).

COSA SI PUÒ FARE IN ZONA BIANCA

E allora che bianco sia: ecco quindi cosa si può fare da subito: spostamenti in qualunque luogo e a qualunque orario (salta il coprifuoco, totalmente), mentre bar e ristoranti possono servire i clienti sia al chiuso che all’aperto. Al chiuso, ad ogni tavolo, possono sedersi 8 persone. Resta in vigore però l’obbligo della mascherina a e del distanziamento. Obblighi, questi, che si mantengono anche all’aperto e e in tutte le attività.
Possono riaprire anche cinema e teatri. Disco verde anche per le discoteche, ma non per ballare, solo per somministrazione di bevande o cibo.
Sì anche alle attività delle palestre e delle piscine al chiuso. Per le spiagge non ci sono più limiti rispetto alla normale di capienza.
Possono essere riprogrammati matrimoni e cerimonie, come cresime e comunioni. Per la partecipazione però viene richiesto il certificato che dovrebbe presto essere superato dal green pass.

VACCINI, OLTRE QUOTA 560MILA

La campagna vaccinale intanto procede (è stata superata quota 560mila dosi somministrate) con le scelte che la Regione Umbria ha fatto e che hanno ottenuto lo speciale riconoscimento del commissario nazionale all’emergenza Covid, Figliuolo, il quale però non si è lasciato intenerire dalle richieste dell’Umbria e mantiene un livello non elevatissimo di dosi. Anche se dalle prossime settimane si dovrebbe di nuovo accelerare, con l’arrivo in Italia di altre 20milioni di dosi..
L’Umbria continua però a fare il suo, seguendo il criterio scelto: chiudere la partita sugli over 70 e sui fragili, passando poi alle liste delle altre fasce di età.
Dopo i poco meno di 9mila vaccini somministrati in Umbria alle 6 della mattina del 6 giugno, il 67,6% dei sessantenni aveva avuto la prima dose e c’era il primo significativo balzo in alto per i cinquantenni che hanno raggiunto quota 48%, dopo qualche ritardo.
Secondo le proiezioni del commissario antiCovid dell’Umbria, Massimo D’Angelo, entro giugno anche i quarantenni umbri dovrebbero aver avuto la prima dose, e si potrebbe già passare ai trentenni (magari partendo negli ultimi giorni di giugno). Ma il ritmo viene deciso non dall’efficienza dell’Umbria, che ha mostrato di avere una notevole “potenza di fuoco” vaccinale, quanto dal numero di dosi che indirizzerà da queste parti il Governo nazionale.
Un dato spiega bene la situazione: per l’intera settimana passata (incluso l’ultimo giorni testato, come si vede dalla tabella che pubblichiamo) l’Umbria è stata la prima regione in Italia per dosi somministrate rispetto a quelle ricevute. Come l’Umbria, nelle ultime due giornate, hanno fatto le Marche e da ultimo anche la Lombardia. L’unica strada per mantenere un ritmo elevato è questa, contando sul fatto che il virus sta allentando la morsa (benedetti anche i raggi ultravioletti se funzionano).

Sanità, riprende l’attività dell’ospedale della Media Valle del Tevere

Harry e Meghan (foto Instagram Kensington palace)

Royal family: è nata Lilibet Diana la seconda figlia di Harry e Meghan