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Vaccini più veloci, l’Umbria gioca due assi: nuovo centro vaccinale a Perugia e intesa con medici e farmacisti. «Abbiamo protetto i più deboli»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il commissario D’Angelo “schizza” gli show propagandistici e spiega le scelte: «Noi abbiamo difeso i più anziani e i vulnerabili, che qui sono molti di più di altre regioni. Non è una gara: alla fine si vedrà chi ha fatto non solo in fretta ma bene». Ecco i tempi per la fascia 69-50

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il vulnus è la categoria della presidente della Regione (come segnalato alcuni giorni fa da Cityjournal): tra i 69 e i 60 anni l’Umbria è la penultima regione in Italia per vaccinazioni (dati aggiornati: ventesima). La spiegazione c’è e l’abbiamo già prospettata a grandi linee per i nostri lettori. Ora tocca al commissario per la lotta al Covid della Regione Umbria, Massimo D’Angelo, mettere i dati in fila (come si vede anche dia grafici che pubblichiamo).

Sapendo che il commissario ha due carte da giocare e sono entrambe pesanti: un nuovo centro vaccinale a Perugia che entro fine mese dovrebbe permettere di raggiungere ulteriori livelli molto elevati di vaccinazioni giornalieri e – seconda carta – una intesa che è già nell’aria e va solo perfezionata tra medici di medicina generale più tutte le altre professioni sanitarie abilitate alla vaccinazione (a partire dagli odontoiatri) e i farmacisti per aggiungere forze nuove nella categoria dei 69-60 (che potranno prenotarsi al sito della Regione da lunedì 17) e aprire rapidamente la fascia di età tra 50 e 59 (la data giusta potrebbe essere – se ci sarà l’intesa e arriveranno i vaccini, come va sempre ricordato – il 24 maggio).
Certo bisogna sgomberare il campo da quelle che sono soltanto – e si potrà ben capire alla fine di questa fiera – evidenti giri di valzer della più sterile propaganda, piuttosto che difesa della salute della popolazione.
«La finalità della vaccinazione, va ricordato soprattutto in questo momento, è proteggere la gente, partendo dai più deboli, quindi i più anziani e gli estremamente vulnerabili, con relativi caregiver. Questo l’Umbria ha fatto e sta finendo di fare, tra le prime Regioni in Italia, con grande impegno, sapendo che è la missione principale», debutta D’Angelo andando subito al cuore del problema. E lasciando intuire che anche il commissario nazionale su questo aveva insistito, prima di uscirsene con l’apertura delle liste ai quarantenni, che non sono certo una priorità nell’emergenza, ma fanno notizia e hanno successo mediatico.
E non c’è bisogno di aggiungere che le forme severe di Covid si sono abbattute e continuano ad abbattersi su anziani e fragili, con relativa ospedalizzazione elevata e una quantità di decessi.


«Vedremo alla fine, chi avrà vaccinato e come. Bisogna vaccinare bene e proteggere la popolazione a rischio, non affannarsi in corse. Alla fine vedremo chi ha vaccinato più popolazione ogni centomila abitanti, mettendo al riparo il maggior numero di persone che corrono rischi. Questo è il senso. Non c’è alcuna gara».
E D’Angelo insiste: «Questa settimana noi terminiamo tutte le scorte di Pfizer. Ne chiediamo ancora. La macchina sta funzionando. E’ l’efficienza ad essere importante e a fare la differenza. L’Umbria ha compiuto delle scelte delicate: avere gli anziani e gli estremamente vulnerabili come primario obiettivo ha permesso di abbassare l’ospedalizzazione in maniera rilevante ed ottenere risultati che contano. In queste fasce abbiamo uno dei tassi di adesione tra i più alti in Italia. Naturalmente dobbiamo fare anche i conti con la demografia. L’Umbria, a dimostrazione che qui si vive bene, ha un tasso di anziani rispetto alla popolazione molto elevato. Ricordo che solo gli over 80 sono più di 90mila su 870mila abitanti. Altre Regioni non hanno lo stesso tasso demografico e quindi si sono orientate più rapidamente verso le fasce di età più basse, ma si dovrà comunque vedere alla fine se le persone più a rischio sono state davvero tutelati e le forme Covid severe evitate».
Sempre che i vaccini arrivino nelle quantità proporzionate, si potrà – assicura D’Angelo – azionare di nuovo l’acceleratore nelle prossime 2-3 settimane. Non per gare mediatiche, show, fiere propagandistiche, ma per immunizzare più gente possibile, partendo da chi ne ha più bisogno (però la sessantenne presidente della Regione bisognerà farla in fretta, no?).

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