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Vaccini, l’Umbria prima in sei fasce di età su 9. Ed è partita la rincorsa per i sessantenni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Resta nel gruppo delle regioni migliori la percentuale di somministrazione rispetto alle dosi arrivate, mentre intoppi sono sorti per il coinvolgimento dei farmacisti in tempi rapidi e un maggior utilizzo dei medici di famiglia. Tre settimane allo sprint (sempre che arrivino le dosi)

di Marco Brunacci

PERUGIA – La solidità della campagna vaccinale made in Umbria nelle tabelle a raffronto con le altre regioni del centro Italia che qui pubblichiamo.

Risulta che l’Umbria, in 6 delle 9 fasce di età prese in considerazione, è la prima regione in assoluto che ha somministrato una dose di vaccino (quindi si tratta di immunizzazione a tutti gli effetti, come ormai risulta dalla stragrande maggioranza degli studi scientifici internazionali) e però a tempo (perciò, per allungare gli effetti nel tempo, occorre la seconda dose). In una fascia di età l’Umbria risulta seconda, in un’altra è terza (50-59) mentre resta il vulnus della fascia 69-60 nella quale è ultima. Per altro da oggi si parte con un tour de force che dovrebbe ridurre di molto, se non proprio annullare, il gap dell’Umbria anche tra i sessantenni.
La percentuale di somministrazione dei vaccini rispetto a quelli arrivati nella regione, rimane molto elevato. Anche qui, man mano che passano le settimane, è più difficile fissare un dato che dia l’idea precisa di quello che sta succedendo, ma l’Umbria si è mantenuta sempre con le regioni migliori, intorno o sopra il 90 per cento delle somministrazioni.
La variazione di questo indicatore è però continua perchè i vaccini arrivano di giorno in giorno e poi è necessario inserirli nella “macchina” vaccinale.

Va sottolineato come i primati umbri in certe categorie di età fanno riferimento anche alla grande attenzione che c’è stata in Umbria per gli estremamente vulnerabili e relativi cargiver, mentre parlano da soli gli ottimi risultati raggiunti con ottantenni e novantenni, che pure in Umbria sono oltre 91mila, quindi percentualmente una cifra molto impegnativa e per i quali viene considerato molto utile (come per i sanitari) operare anche con la seconda dose in tempi brevi.
Si proseguirà inoltre con la scelta dei “vaccino day”, visti i buoni risultati ad oggi ottenuti, mentre c’è qualche battuta d’arresto nella strategia che si proponeva di mettere in rete rapidamente i farmacisti e tramite i farmacisti coinvolgere ancora di più, rispetto ad ora, i medici di medicina generale che comunque sono pronti a entrare in gioco sia per i cinquantenni che per i sessantenni.

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