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Vaccinazioni in cento farmacie, l’Umbria accelera. Coletto: «Le 18mila dosi al giorno obiettivo a portata di mano se arrivano le dosi»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Intesa con i farmacisti e possibilità concreta di avere entro fine mese centri vaccinali in importanti aziende del territorio. La campagna di somministrazione verso lo sforzo massimo. «Quasi completata la fascia d’età degli over 80 grazie all’Esercito che va nelle zone più remote dell’Umbria»

PERUGIA – Luca Coletto, assessore regionale alla sanità, vede miglioramenti nella situazione Covid, anche se è sempre il primo a raccomandare prudenza e rispetto delle regole. 

«Riaperture sì, ma in sicurezza», insiste. E anche sul coprifuoco lo spostamento del limite delle 22 lo vede come inevitabile.

Ma il focus di ogni intervento, in questa fase, è sui vaccini: «Sugli over 80 abbiamo fatto un lavoro importante, come ci è stato chiesto dal commissario Figliuolo. Ora sono davvero pochi in Umbria coloro i quali non sono stati vaccinati e grazie all’Esercito stiamo completando la campagna andando a cercare anziani nelle zone più disagiate della regione. Se abbiamo situazioni di no vax in questa fascia di età? Vanno verificate, dopo una indispensabile spiegazione e dopo aver chiarito bene i rischi che si corrono senza il vaccino. Credo che alla fine saranno pochissimi casi».

E intanto decolla l’intesa con i farmacisti: «Con i medici di medicina generale in campo abbiamo potuto fare un primo importante salto in alto nel numero delle vaccinazioni. Ora, con le oltre 100 farmacie che hanno dato il loro assenso alla campagna vaccinale, credo che possiamo ulteriormente incrementare la quantità delle dosi somministrate. L’obiettivo delle 18mila vaccinazioni al giorno, fissato con Figliuolo, non è lontano».

E anche sulla possibilità di andare nelle imprese a vaccinare, Coletto vede con ottimismo il futuro prossimo: «Credo che entro fine mese si potrà contare su centri vaccinali nelle aziende. Abbiamo già fatto passi importanti e ci sono molte imprese che si sono messe a disposizione e che hanno tutti gli standard di sicurezza».

Naturalmente tutto è legato all’arrivo dei vaccini: «Noi abbiamo dimostrato di essere in grado di intervenire con rapidità e in sicurezza e possiamo farlo anche h24. Il problema resta in questo momento è quello dell’arrivo di quantità di vaccini sufficienti. Se non ci sono vaccini, non si possono tenere ritmi elevati di somministrazioni».

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