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Schiarita Covid/ L’Umbria verso la zona bianca dal 7 giugno, mantenendo il record dei tamponi giornalieri

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Partono Molise, Friuli e Sardegna. Poi Veneto, Liguria e Abruzzo. Naturalmente se non si inverte il trend. Record positivi in cure e ricoveri. Lo scenario vaccini: la macchina funziona con 450.880 somministrazioni. Tante seconde dosi, platea ancora un po’ ristretta per finire a luglio. Over 90 al 100% e over 80 al 95%, ritardi soltanto nella fascia 69-60

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il 14 maggio aveva un’incidenza di casi Covid pari a 75 ogni 100mila abitanti. Il miglioramento era già cominciato nella scorsa settimana e si è evidenziato ancora più nettamente in questa. Mantenendo il trend evidenziato, senza miglioramenti, per altro auspicabili e pure prevedibili, l’Umbria il 7 giugno sarà zona bianca insieme ad Abruzzo, Liguria e Veneto.

L’1 giugno, sempre tenendo presenti i possibili scostamenti e repentini balzi della curva – e con l’infido virus non si sa mai – toccherà a Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna.
Non è un caso, però, che queste tre regioni non siano da record per tamponi eseguiti. Mentre l’Umbria è rimasta in cima a tutte le classifiche nazionali sia per i molecolari che per gli altri test, davanti anche al Veneto, che pure ha tenuto ritmi molto elevati.

CROLLO RICOVERI E TI

Va aggiunto che nelle nuove forme di monitoraggio, dove finalmente pare sia ridotto solo a comprimario il farlocco (almeno sui numeri piccoli) indice Rt, ce ne sono altre che premiano l’Umbria e confermano la qualità della risposta alla crisi Covid, qui ripartita in forma vigorosa a gennaio con le varianti. Viene indicata come regione virtuosa quella che può vantare un livello al di sotto del 30% dell’occupazione dei posti letto Covid normali e del 20% delle terapie intensive. Con l’ultimo dato disponibile, entrambi questi parametri premiano l’Umbria.
Per le terapie intensive (16 occupate su 144 disponibili) la regione si pone come la migliore in Italia, a dimostrazione che anche con cure e terapie qui ci si muove relativamente bene.

POLEMICHE STRAVAGANTI

Ora, in questo contesto, risulta davvero stravagante la polemica sui vaccini, una volta preso atto che la fascia di età della presidente Tesei (60-69) è stata quelle più penalizzata, in un contesto per altro chiaro: l’Umbria ha preferito dedicare tutte le sue prime energie, nell’emergenza, per immunizzare i super fragili, quindi anziani oltre i 70 anni e gli estremamente vulnerabili di tutte le età, con relativi caregiver. Che a sinistra questo non stia bene è per lo meno curioso: che non ci sia più la sinistra di una volta?

CRONACHE MARZIANE

Rientra invece di diritto nelle cronache marziane la polemica che è stata inscenata sul titolo approssimativo fatto sulla intervista alla presidente Tesei da un grande quotidiano nazionale (La Repubblica) che è per altro lo stesso che riferisce correttamente dei nuovi parametri da zona bianca dell’Umbria.
L’Umbria non è maglia nera di nulla – come qualcuno prova a scrivere – se non della fascia 69-60, come detto (34,9% di immunizzati), ma è anche maglia rosa delle fasce over 80-90 (qui siamo al 100%) ed è sul podio in tutte le atre fasce di età tranne i 59-50 (28,1% di immunizzati, 14esimo posto in Italia), che è agganciata ai sessantenni.
Complessivamente 450.880 dosi somministrate, un buon risultato, con una percentuale di utilizzo oltre il 90%. Con la nota a margine che le somministrazioni, quando la macchina funziona come qui, sono strettamente legate alla rapidità di approvvigionamento delle dosi, che non sempre il commissario nazionale Figliuolo è in grado di garantire, anche all’Umbria.

TANTE SECONDE DOSI

Se la parte più millenarista dell’opposizione, invece di annunciare la imminente fine del mondo sanitario in Umbria, si volesse dedicare a fare obiezioni ragionevoli, potrebbe avanzare l’idea che qui si è scelto di fare molte seconde dosi (in 181.884 sono completamente immunizzati) invece di allargare la platea, che è al momento è occupata da 268.996 mila umbri. Non così tanti come potrebbero essere. Va ricordato infatti che si tratta di arrivare a 700mila vaccinati, almeno con prime dosi, entro luglio, per realizzare l’annunciato en plein.
Anche qui l’Umbria è stata forse troppo ossequiosa delle linee dettate del Governo nazionale, come già successo con l’indimenticabile duo Conte-Arcuri.

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