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Provaci ancora DC: stasera c’è Shazam!

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | L’appuntamento da non perdere (anche se si è del #teamMarvel)

PERUGIA – Wonder Woman e poi Justice League. Aquaman, poi Shazam!. A DC piace stare in equilibrio su una gamba, a bordo di una roller coaster in movimento, e stasera Italia 1 trasmette, in prima serata, l’ultimo progetto sul giro della morte, prima della discesa con Birds of prey, Wonder Woman 1984, e l’ultimo di Snyder, il nuovo Justice League.

Billy Batson (Asher Angel), adolescente vivace ed irrequieto, rimane orfano quando ancora piccolo; habitué nel fuggire da tutte le famiglie affidatarie, e proprio per andare a cercare la madre, il ragazzo trova finalmente pace in una casa famiglia dove, in Freddy Freeman (Jack Dylan Grazer), troverà non solo un fratello, ma anche un grande amico, nonché suo “manager”.
Quando, in un universo parallelo, il Mago Shazam è costretto a cercare il “campione” a cui dare i propri poteri, per sconfiggere il perfido Dottor Sivana (Mark Strong), ecco che si imbatte nel malcapitato Billy. Questi si trasforma in un supereroe dotato dei poteri degli dèi. Quali poteri, e di quali dèi? Shazam! Il DCEU (DC Extended Universe), dopo l’enorme successo di Aquaman, ha tentato di proporre Zachary Levi in qualità di supereroe, senza però mantenere la stessa continuità in termini di audience (esclusi i fedelissimi) e di qualità. E questa sembra essere diventata una vera e propria abitudine da parte di DC, di essere, come dire, zoppa? Certamente di passi giusti ne compie uno ogni due.
Ma d’altro canto, invece, v’è una fedeltà disarmante rispetto al fumetto originale, e per la maggior parte della pellicola, anche se Shazam dovrebbe, in realtà, chiamarsi Capitan Marvel, e di Capitan Marvel, si sa, ce n’è uno solo, una sola, anzi. La Marvel, infatti, giocando d’anticipo, sul finire degli anni Sessanta era riuscita ad ottenere i diritti del nome a discapito di DC.

Interpretazioni piuttosto ordinarie; Zachary Levi, adatto evidentemente più a formati televisivi che cinematografici, fa comunque del suo meglio, anche se non trova alcun punto di appoggio che possa aiutarlo a sollevare l’asticella di un film che scommette poco anche sui dialoghi, non lasciando margine d’improvvisazione. Diverso invece il discorso per i costumi, ai quali è sempre dedicata particolare attenzione; ben sei settimane (per non parlare del budget) per realizzarli. Eh, se DC mettesse il medesimo rigore anche in tutto il resto…
E forse questo budget era terminato, perché fotografia ed effetti speciali sembrano addirittura l’anello debole di tutto il film: l’uso del digitale è fin troppo evidente, e sembra che nessuno abbia tentato di rimediare. D’altro canto, e finalmente, DC si dissocia dalle solite cromie spente, grigie, preferendo colorazioni più accese e vivaci.
Benjamin Wallfisch sancisce qui una “tripletta” nella collaborazione con il regista David F. Sandberg: la colonna sonora, infatti, porta di nuovo la sua firma. Certo non ha comunque evitato di avvalersi di pezzi storici degni di nota quali Don’t Stop Me Now, dei Queen, o Eye of the Tiger, dei Survivor, anche se, certo, difficile cantarla senza pensare a Rocky Balboa che massacra la carcassa di un suino.
Lo stand alone è carico di riferimenti a supereroi DC più noti: Batman e Superman. E su questo la regia gioca con un simpatico sarcasmo, quasi prendendo in giro se stessa. Almeno il senso dell’ironia c’è.

Complessivamente, l’ennesimo prodotto DC non si colloca né sopra, ma neanche al di sotto della media; vale la pena vederlo almeno per la casa da cui nasce, pure che si sia seguaci esclusivi Marvel.
Certamente Shazam! sembra più una faticosa rincorsa ad un giusto obiettivo, anche se tramite scelte stilisticamente sbagliate.

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