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L’Italia che fa Centro: le 5 regioni di mezzo provano a fare fronte comune per non finire schiacciate tra il Nord produttivo e il Sud assistito

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Nel giorno del varo della fermata Frecciarossa a Orte, intesa tra Zingaretti e Tesei: l’8 giugno primo incontro tra Lazio, Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo. Tante distanze ma anche progetti e occasioni di sviluppo insieme. Con l’Umbria che ha la possibilità di tornare protagonista

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nasce a Orte un asse così traballante, asimmetrico, con tali e tanti diversi interessi e prospettive, che potrebbe finire per essere un patto di acciaio.

Con ordine: Trenitalia, con collegamento Skype con la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e invece sul posto il presidente di Regione Lazio, Nicola Zingaretti (una della Lega e l’altro del Pd, se a qualcuno fosse sfuggito), si mostrano insieme per presentare la fermata del Frecciarossa a Orte, territorio della provincia di Viterbo, avamposto del Lazio verso il nord ferroviario, ma anche fondamentale per il sud dell’Umbria, per collegarsi a Roma e a Firenze.
Un bel colpo per Zingaretti, che lega a sé il viterbese, e per Tesei, che fa felice l’assessore Melasecche e tutta Terni. Nel contempo però la presidente umbra annuncia che non si darà pace – insomma, qualcosa del genere – finché non avrà messo nero su bianco anche il raddoppio del Frecciarossa da Perugia a Milano.
Tesei ha un’intesa già firmata dal leader uscente di Trenitalia Battisti. Due corse al giorno, andata e ritorno tra Perugia e Milano. Letto e sottoscritto e anche finanziato per quel che compete alla Regione. Ma ora sono cambiati i vertici di Trenitalia. Che succederà?
Se Tesei si impegna vorrà dire che ha i suoi motivi per ritenere che nulla sia cambiato e che Trenitalia si adopererà per avere in tempi brevissimi il secondo Frecciarossa. Per Perugia è moneta sonante.
Significa incoming turistico più facile, significa riprendersi un ruolo centrale nello scacchiere regionale (e solo i poveri di spirito non capiscono quanto sia importante per tutto il territorio avere una capitale riconosciuta). Significa inoltre aprire canali con la
capitale economica d’Italia.
Dicono che la Regione abbia un debole per l’Umbria sud, ma almeno in fatto di treni Perugia torna capitale, dopo aver dato a Terni uno spazio suo. Fin qui la storia sui binari. Poi succede che Zingaretti si faccia avanti e chieda un’intesa tra le cinque regioni del centro Italia. Deve nascere “l’Italia tra i due mari”. Incontro costituente l’8 giugno prossimo. “Siamo già d’accordo con Donatella Tesei”, dice il presidente del Lazio e ex leader del Pd nazionale. E la Tesei – dicono fare buon viso a cattivo gioco perché la lettera di invito del Lazio
l’aveva avuta, ma in realtà ancora non aveva risposto. La governatrice decide di partire in contropiede: l’Umbria è centrale, l’incontro dell’8 giugno lo facciamo in Umbria. Ampi sorrisi. Sapendo che tanto l’8 giugno l’incontro si farà su Zoom, quindi ognuno a casa sua.
Ma, schermaglie a parte, si capisce subito che la posta in gioco è alta, forse molto alta. Zingaretti ricorda che le 5 regioni hanno il 23% del Pil nazionale, il 22% della popolazione. Non hanno i vantaggi del Sud (anche se l’Abruzzo è a cavallo tra i sussidi), non hanno la
struttura produttiva del Nord. Hanno interessi molto diversi tra loro, tante incomprensioni che arrivano dal passato come zombie a guastare i progetti per un futuro in armonia.
Le 5 regioni non sono ancora un cartello e non hanno neanche un nome accettabile. “L’Italia dei due mari” sa di Grosseto-Fano che si è messa in grande. “L’Italia di mezzo” è stata un convegno di Rifondazione comunista ed evoca una brutta inchiesta. Proviamo con un
più competitivo: “L’Italia che fa Centro”?
In ogni caso l’intesa tra regioni del centro Italia mostra la bontà dell’intuizione della Tesei che aveva radunato a Perugia Umbria, Marche e Abruzzo, qualche giorno fa. Forse sarà la rondine che annuncia una primavera del federalismo nell’Italia del prossimo futuro. Di sicuro però di cose da fare insieme ce ne sarebbero. E in ogni progetto c’è l’Umbria che è la regione più centrale del centro. E sarebbe una gran cosa se si ritagliasse un ruolo da protagonista.

Nebbia di treni tra i due mari

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