in , ,

Diavoli, in attesa della seconda stagione, ripassiamo la prima

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | La serie tv su Sky Atlantic. Non fate il nostro errore: ci sono Alessandro Borghi e Patrick Dempsey…

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | La serie tv su Sky Atlantic. Non fate il nostro errore: ci sono Alessandro Borghi e Patrick Dempsey…

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – Con un ritardo di un anno facciamo coming out: no, la serie tv su Sky Atlantic, Diavoli, ci era proprio sfuggita. Poi, insomma, serviva impegno visti i due interpreti Alessandro Borghi e Patrick Dempsey…

Abbiamo comunque fatto ammenda, recuperando l’intera prima stagione così, letteralmente dalla sera alla mattina, sopravvivendo fino alle prime luci dell’alba, e non certo per poter scrivere questo breve articolo, ma perché era davvero impossibile distogliere lo sguardo dallo schermo.
Ma cos’è Diavoli? Attenzione, da qui in avanti potrebbero esser presenti spoiler, perciò se non sai di cosa si sta parlando torna quando avrai “pareggiato i conti”.
Diavoli è, come anticipato, una serie televisiva tratta dall’omonimo romanzo di Guido Maria Brera, in cui il tema dominante è quello del trading, nell’epoca in cui la crisi finanziaria imperversa in tutta Europa.
In questo contesto si inserisce Massimo Ruggero (Borghi), un italiano meridionale emigrato a Londra e responsabile proprio del trading presso la New York-London Bank (NYL), per la quale sta fatturando centinaia di miliardi grazie alle speculazioni. Dominic Morgan (Dempsey) è la figura più vicina ad un padre che Massimo abbia mai conosciuto, è lui che l’ha preso sotto la sua ala accogliendolo anche in famiglia, ma più che altro dal punto di vista professionale. Massi – come viene soprannominato – sembra essere ad un passo dalla posizione di vice-CEO ma, trovandosi coinvolto in un’ambigua situazione che vede la sua ex-moglie implicata come escort, Dominic gli nega la promozione, preferendo il rivale banchiere Edward Stuart. Fermo nella convinzione d’esser stato incastrato, Ruggero vuole scoprire cosa c’è davvero sotto finché Ed Stuart muore misteriosamente, e Massimo si rende conto che qualcosa di davvero molto grosso soggiace ad una situazione apparentemente normale.

DA AFFASCINANTE NEUROCHIRURGO A DIABOLICO CEO; DA COATTO BORGATARO A BANCHIERE AMMANICATO

Occupiamoci anzitutto di colui che è per lo più conosciuto come “dottor Stranamore” (e a dir la verità ancora deve farsi perdonare per la sua dipartita dal medical drama Grey’s anatomy) che non si vedeva così cattivo, perfido e calcolatore forse dall’ultima – e non poco recente – serie tv sul caso Harry Quebert. Dempsey è infatti camaleontico in base alla situazione in cui, scena dopo scena, viene catapultato; un po’ perché probabilmente lo richiede il ruolo, e un po’ perché dimostra così d’essere un interprete assolutamente versatile. Volto per lo più austero, critico nei confronti del “figlioccio” Massimo quando ne avverte l’improvviso spirito ribelle (proprio come i figli adolescenti con i genitori), ma comunque pronto a sfoggiare un credibile sorriso di circostanza che riesca a fugare qualsiasi dubbio, anche laddove conscio di un torto subito.
Dempsey è quindi un co-protagonista molto valido (protagonista assoluto è infatti Alessandro Borghi), e va qui a completare una coppia televisiva che risulta essere di grande spessore.
E proprio con riferimento a Borghi, questi già aveva dimostrato la sua unicità attoriale riconfermata peraltro nei più recenti Sulla mia pelle dove, visibilmente smagrito in perfetto stile Christian Bale e analoghi, Borghi presta se stesso al tragico racconto della carcerazione di Stefano Cucchi, o nell’ancora più recente serie tv Suburra, nel ruolo di Aureliano Adami.
Qui ritroviamo invece un Alessandro Borghi ben più maturo, lontano dall’incoscienza dell’Aureliano che vuole conquistare Roma “whatever it takes” (citazioni a caso mai), ma persiste una situazione di angoscia e di fantasmi da dover ancora scacciare. Bello e dannato, incorrotto e tentatore, lui è in pratica l’antitesi di se stesso.

DIAVOLI COME DENUNCIA SOCIALE DEI POTERI FORTI

Riteniamo e, anzi, crediamo fortemente che dietro all’adattamento televisivo di Diavoli si nasconda (e neanche troppo) una forte ed importante denuncia sociale al cosiddetto “sistema”. Il racconto verosimile, infatti, riguardo a cosa si possa celare dietro ad una crisi finanziaria, mette in luce un’inquietante verità sul come in realtà siano gli interessi ai vertici a guidare qualsiasi decisione, anche quando questi ledano la prosperità di un intero Paese.
Diavoli sembra allora essere il titolo perfetto: se diabolico è sinonimo di corrotto, malvagio, immorale, diabolica è la condotta di chi detiene (o pensa di detenere) il potere. Chiunque può essere corrotto. Un plauso generale alla riuscita del progetto – non ancora concluso – è d’obbligo, infine, anche per un cast che ben si spende nel coadiuvare la struttura portante per assicurare una buona tenuta; Kasia Smutniak, che sembra avere ormai stretto un patto di collaborazione con Sky (in arrivo, infatti, il prossimo 14 maggio con Domina), è un elemento chiave. Sguardo profondo ed insieme tragico, spento da una vita di dolori e freddezza, se non per fugaci attimi di chiarore.
In attesa della seconda, buona la prima!

#diavoli #sky #skyatlantic #alessandroborghi #patrickdempsey #vistidavittoria

Arma in lutto, oggi l’ultimo saluto al luogotenente Ferrante

A tavola oltre il coprifuoco, ristorante chiuso per 5 giorni