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David di Donatello, Mattarella: «Segnale di speranza»

PEOPLE | Cerimonia in Quirinale per la presentazione dell’edizione 2021 del premio

«Il David scandisce una festa importante per il nostro Paese. L’anno scorso non è stato possibile svolgere questa cerimonia quest’anno averla potuto svolgerla rappresenta un segnale di ripartenza e di speranza». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia per i David di Donatello che si è svolta oggi, 11 maggio, nel salone dei Corazzieri, al Palazzo del Quirinale. 

«Per sconfiggere il virus serviranno ancora prudenza e responsabilità nei comportamenti, ma servirà anche determinazione, iniziativa e anche coraggio d’innovazione e qualità». L’industria del cinema e dell’audiovisivo rappresenta un »patrimonio che appartiene a tutti gli italiani, è un bene indivisibile. Siamo però di nuovo chiamati a ripartire, non solo a proseguire e avvertiamo il senso di una missione comune. Tutti concordano che dopo il covid non torneremo alla realtà di prima ma ci troveremo in scenari nuovi. Adesso le sale ripartono. Le sale del cinema sono un luogo prezioso per la vita delle città, così come i teatri, i musei e tutti i luoghi della cultura. E’ giusto che le istituzioni vi sostengano in questa sfida. Istituzioni e operatori uniti nell’obiettivo di rafforzare le produzioni nazionali. Il domani del cinema sarà certamente bello», ha detto ancora Mattarella. « Desidero rivolgere un pensiero a tre grandissime personalità legate al mondo dello spettacolo che sono scomparse di recente: Ennio Morricone, Franca Valeri e Gigi Proietti. La loro morte ha reso ancora più triste il periodo della pandemia. Fanno parte a pieno titolo del patrimonio culturale del nostro Paese e non saranno dimenticati, non sarebbe possibile – ha detto il presidente della Repubblica -. Sono certo che se fossero ancora tra noi incoraggerebbero tutti ad avere e trovare la forza e la determinazione per andare avanti, per ricominciare, per mettere in cantiere i progetti rimasti nel cassetto, per restituire pienamente al lavoro le straordinarie maestranze e le tante professionalità che fanno di questo settore non soltanto una eccellenza della nostra cultura e della sua espressione artistica ma anche una industria di rilievo per l’Italia». 

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