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Vaccino day per gli over 80, obiettivo raggiunto e partita chiusa. Ora le 19mila dosi in più per immunizzare 70enni e 60enni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Superata quota 5mila vaccini e categoria dei più fragili umbri immunizzata almeno con una dose entro la settimana. Pronto il cambio di passo con le altre due fasce d’età che hanno rischi. D’Angelo è pronto per l’affondo che porta alle 18mila dosi giornaliere

di Marco Brunacci

PERUGIA – Vaccino day, è stato un successo oltre le attese. Alle 17 erano 4.183 gli over 80 vaccinati e 932 gli over 90. Si pensava a un target di 5000 persone, che è stato invece superato. Ora si può andare a chiudere con le 19mila dosi in più di Astrazeneca con la fascia 79-70. La corsa qui è contro il tempo per davvero: si tratta delle persone più fragili, che sono le più colpite dagli effetti più gravi e da quelli mortali del virus.

Ora che si riapre (un po’ i ristoranti e i bar ma soprattutto tanto la scuola che nel settembre scorso è stata decisiva per moltiplicare i contagi) sarà fondamentale creare una barriera protettiva in queste fasce d’età.
In verità si sta pagando ancora un prezzo altissimo alle assurdità dell’inizio della campagna vaccinale, che, con dosi minime di vaccini, ha finito per essere spalmata su categorie che non correvano rischi particolari e che non hanno portato ad alcun vantaggio sociale, ritardando colpevolmente le immunizzazioni dei fragili e fragilissimi, appunto gli over 75 anni che ancora sono a metà del guado.
La svolta del 25 aprile ha permesso però all’Umbria di recuperare per intero il gap sugli over 80: a fine mese saranno tutti immunizzati con almeno una dose. Resta la questione degli over 70 e soprattutto quella degli over 75. Anche qui il commissario D’Angelo si è mosso con decisione chiedendo 19mila dosi di Astrazeneca in più per l’Umbria entro i primi di maggio, promettendo di chiudere la partita di quella fascia di età in tempi rapidissimi (18mila dosi al giorno è in grado somministrare la piccola Umbria sempre che i vaccini arrivino).
Gli accordi con le industrie, con le aree commerciali e con le farmacie attendono di essere onorati con dosi di vaccini sufficienti e gli stessi medici di medicina generale, che hanno dato un impulso decisivo al rilancio della campagna vaccinale, chiedono di essere messi in grado di operare di più.
Ecco perchè adesso la classifica delle Regioni che più vaccinano non ha più molto senso (anche se l’Umbria è sempre tra le prime con oltre il 90% dell’utilizzo delle dosi che va considerato ottimale), il focus si sposta invece sul reperimento delle dosi. Qui entra in ballo il Governo. E qualche segnale positivo comincia ad arrivare. A fine maggio ci sarà anche CureVac, il vaccino tutto tedesco. E magari anche in Germania cambieranno registro. Un paio di settimane e tutto sarà più chiaro.
Sembra però a tutti evidente che stavolta non si torna indietro: le riaperture sono decisive e la campagna vaccinale anche. Si tratta solo di “cambiare passo” di nuovo. E ci sono le condizioni per farlo.

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