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Vaccinazioni, l’Umbria supera quota 200mila, il traguardo del milione il 30 giugno non è così lontano

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Se c’è il cambio di passo sull’arrivo delle dosi e scendono in campo subito i farmacisti. Ma serve anche il.richiamo a 42 giorni. La Regione e’ ottava in Italia con 86,4 di utilizzo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il dato assume un rilievo particolare: l’Umbria ha superato quota 200mila (200.218) di vaccini somministrati, ma potrebbe facilmente fare di più in poche ore perché sta mantenendo più di 30mila altre dosi come riserva.

In Italia è l’ottava regione in classifica con l’86.4% su una media nazionale dell’85.3) tenendo presente che sono solo due le regioni che stanno correndo, senza aver riguardo per le riserve, e sono Veneto e Val d’Aosta (col 94%). Una precisa scelta politica che però le ha già costrette a uno stop di due giorni.
Comunque: il dato è rilevante perché, se nella campagna vaccinale scendono in campo prima possibile i farmacisti e i militari riescono a portare agli anziani in zone disagiate il siero, il traguardo del milione di somministrazioni in Umbria al 30 giugno non e’ così lontano.
Il lavoro incessante e oscuro del commissario D’Angelo potrebbe dare risultati anche su Astrazeneca: messi davanti alla scelta concreta di scivolare in fondo alla lista delle somministrazioni o di accettare il vaccino anglosvedese, che e’ testato positivamente dagli istituti di controllo, i settantenni umbri stanno scegliendo la seconda via.
Per D’Angelo si tratta di porre in essere le condizioni per assicurare 7mila vaccinazioni al giorno. In realtà fin da ora l’Umbria è in grado di fare parecchio di più. Anche oltre le 9mila finora ipotizzate. Ma il Governo deve mandare dosi.

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