Umbria a grandi passi verso la riapertura di bar e ristoranti dal 20, con possibilità di arrivare in zona bianca. Ma Draghi conterà anche i vaccini

8 Aprile 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’Umbria ha il secondo miglior Rt italiano e scende verso quota 50 contagi su 100mila abitanti. Il premier ha assicurato alla Governatrice Tesei che le Regioni saranno coinvolte nel Recovery plan con task force locali. «C’è necessità di stare vicini a chi è stato più colpito dal Covid»

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ufficialmente, nell’incontro appena terminato tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e la governatrice dell’Umbria e capofila di tutti i governatori d’Italia per il Recovery plan, non si è parlato di zone a colori e riaperture d attività, ma solo di come sarà lo scenario che si apre col Recovery.

E però sono tanti i segnali positivi che portano a pensare che il 20 aprile potrebbe essere il giorno del ritorno in zona gialla dell’Umbria,. Di più: Per alcuni epidemiologi, se il trend attuale verrà confermato dai numeri, si potrà arrivare addirittura a una zona bianca, visto l’ottimo Rt attuale (0,70), il secondo migliore d’Italia, e l’indice di contagio che è ora sui 100 ogni centomila abitanti ma in progressiva e però costante decrescita, con le zone finora focolaio che stanno facendo i progressi più evidenti (dall’Alto Tevere alla Valnerina).
Bar e ristorante aperti in Umbria quindi dal 20 aprile? Presto per dire. Ma anche Salvini, anche lui ricevuto da Draghi qualche minuto prima delle Regioni, ha inserito nel suo elenco – stilato in base ai dati – l’Umbria in cima alla classifica dei migliori numeri sul Covid d’Italia.
Dall’incontro tra Draghi e Salvini tra l’altro è emersa la volontà del Governo di prendere in considerazione le riaperture finora negate. La data non è fissata ma la seconda metà di aprile è da considerare probabile. Anche se è prevista una ripartenza a step
Se l’Umbria prosegue con il trend di ora il risultato è sicuro. Si potrebbe parlare anche di cinema e teatri aperti, con precisi protocolli, meno possibilità per le palestre.

VACCINI A OVER 60 E FRAGILI

Il premier Draghi nella conferenza stampa a fine giornata ha posto sul tavolo, prima di parlare di riaperture e di fissare date, la questione vaccini.
Come si sa, da oggi Astrazeneca viene indicato come il vaccino per gli over 60 anni, ma ragionevolmente fino a 79, anche se non sono escluse sortite oltre gli 80 anni. Draghi guarda a queste fasce di età e agli estremamente vulnerabili e alle loro vaccinazioni per decidere se riaprire o no questa o quella regione. E’ chiaro che il focus adesso dovrà cambiare e con il focus lo sforzo della macchina vaccinale delle regioni. L’Umbria ieri è scivolata verso il fondo della classifica delle Regioni per l’alto numero di vaccini Pfizer (per buona sorte) arrivati. Ora si tratta di ripartire con forza per raggiungere all’inizio della prossima settimana la posizione di classifica di prima di Pasqua. Sarà determinante per le riaperture.

RECOVERY CON TASK FORCE LOCALI

Infine: sul Recovery plan Draghi ha coinvolto, a differenza del precedente governo, le Regioni con impegni molto precisi: si parla di task force locali con il dovere di seguire lo sviluppo dei vari piani e i lavori. Poi l’indicazione del premier: «Gli enti territoriali dovranno aiutarci a stare vicini a persone e categorie che sono state più colpite dal Covid».

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