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Tra Recovery, post-sisma, infrastrutture arrivano in Umbria 8 miliardi e 600 milioni. Un’occasione storica di rilancio

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Mettendo insieme i progetti del Pnrr umbro che sono riusciti a incrociare le linee guida nazionali e a essere finanziati, con la conferma dei grandi lavori su alta velocità e Fano-Grosseto, più i finanziamenti per la ricostruzione in arrivo un “tesoro” che è una grande responsabilità

di Marco Brunacci

PERUGIA – Allora, facciamo due conti. City journal aveva azzardato ma non voleva sbagliare. La stima è nasometrica e indubbiamente difficile da definire con precisione, ma ci muoviamo perfino per difetto. Seguiteci.

In Umbria tra Prnn vero e proprio, soldi per la ricostruzione post sisma assicurati da Draghi in persona, infrastrutture in virtù dei piani che sono passati di Governo in Governo e ora sono tutti confermati, secondo le nostre stime, fanno 8 miliardi e 600 milioni. In arrivo in Umbria. Mai successo nella storia regionale, proprio niente di simile. Avrà ragione la governatrice Tesei nel dire che questa partita va giocata con tutti in campo e col massimo della determinazione?
Come si arriva a questa cifra? Pronti a spiegare:
1.incrociando il Pnrr nazionale con quello umbro, tenendo presenti solo gli aspetti del Piano umbro che di fatto rientrano nelle scelte nazionali e vanno considerati come finanziati, lasciando in secondo piano quelle idee che ragionevolmente potranno avere un futuro nelle pieghe di scelte e di prossime decisioni statali incrociate, si arriva a un miliardo tondo tondo. E tutto fa riferimento direttamente al Recovery.
2.ma c’è anche un capitolo ricostruzione post sisma. Parliamo di poco meno di 2 miliardi per 4 regioni. 600 milioni arriveranno in Umbria. Qui la stima è realistica. I lavori riguardano la Valnerina ma non solo. Un’occasione per ridare vita a zone, per mettere mano a un vero e proprio contratto sociale con le popolazioni interessate.
3.terzo filone, il più importante, anche se è quello sul quale meno potranno incidere le amministrazione locali, una volta partiti i progetti. Parliamo di infrastrutture. Ci sono 7 miliardi in tutto in lavori che sono stati già varati e che dovranno ora essere accelerati per poter essere rendicontati entro il 2026. Parliamo di alta velocità nel tratto umbro della Roma-Ancona, con la realizzazione di una stazione di snodo a Foligno. Ma anche di ex Fcu che è in ritardo, ma a questo punto verrà realizzata con tempi record nel tratto che parte da Sansepolcro fino a Terni. Dalle ferrovie alle strade: completamento della Fano-Grosseto con un decisivo tratto nell’Alta Umbria. Ma prestare attenzione anche alle infrastrutture digitali: tutto pronto per la banda larga nelle aree interne dell’Umbria. Decisa presa.
In tutto, nasometricamente ma non troppo, fanno 7 miliardi di ricadute in Umbria.
In tutto 8 miliardi e 600 milioni, come detto all’inizio. Significa che, come City journal segnalava parecchio tempo fa, l’amministrazione Tesei avrebbe avuto il compito di gestire un flusso di risorse dal Governo centrale senza precedenti. Francamente la realtà di oggi ha superato le più positive previsioni di ieri.
La responsabilità che avrà questa Giunta regionale e la sua presidente è enorme. L’occasione irrIpetibile. Bisogna fare presto e bene e non lasciare nulla per strada. Come ha detto Draghi, ma che vale anche per Tesei: nessuno freni, per miopi interessi di parte. Via, si comincia.

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