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Sostegno allo sport, l’assemblea legislativa dice no

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Bocciata la mozione di Simona Meloni e Donatella Porzi (Pd)

PERUGIA – L’Assemblea legislativa ha bocciato (con otto voti favorevoli della minoranza e otto contrari della maggioranza) la mozione di Simona Meloni e Donatella Porzi (Pd) per il «sostegno al mondo dello sport in Umbria».

Illustrando l’atto, Meloni ha spiegato che «negli scorsi giorni alcune attività sportive sono state autorizzate a riprendere ma molte associazioni sportive prevedono di dover ridurre le proprie attività ed anche il numero dei collaboratori. Il contraccolpo, anche per l’Umbria, rischia di essere pesante: si sono ridotte le iscrizioni, le sponsorizzazioni ed anche gli incassi legati agli eventi. Tutto ciò mentre restano invece le utenze da pagare per gli impianti a fronte dell’impegno di molti volontari che dedicano tempo e risorse alle società sportive». Meloni ha rimarcato che «lo sport svolge un ruolo fondamentale nella formazione, nello sviluppo e nell’educazione dei giovani e dei bambini che si affacciano alla vita. Il persistere della situazione di interruzione forzata delle attività sportive e la mancata garanzia del diritto allo sport potrebbe quindi generare danni sociali con gravi conseguenze sui nostri giovani, già fortemente condizionati dall’isolamento di cui sono state vittime nel corso della crisi pandemica. È necessario intensificare le politiche pubbliche di sostegno al mondo sportivo diffuso, anche per venire incontro alle preoccupazioni espresse dal mondo dello sport di base, dilettantistico e dal mondo dell’associazionismo sportivo umbro. Chiediamo alla Giunta di valutare se il mancato utilizzo delle risorse iscritte a bilancio dalla Regione per sostenere le manifestazioni sportive possa essere utilizzato per il sostegno diretto alle società sportive, in particolare per quelle che sono impegnate nella gestione degli impianti e quindi sostengono spese fisse non facilmente comprimibili. Proponiamo l’introduzione di voucher per le famiglie, destinati a sostenere le iscrizioni dei figli ai corsi e alle attività sportive nel 2021, al fine di favorire la più ampia partecipazione dei ragazzi alla ripresa delle medesime attività, non appena consentito dalla normativa nazionale. L’Esecutivo dovrebbe attivarsi in tutte le sedi necessarie per arrivare ad una sospensione delle rate dei mutui accesi dalle società sportive presso l’istituto per il Credito Sportivo o altri soggetti bancari nonché valutare di mettere in campo gli strumenti idonei per mettere a disposizione liquidità anche per il settore sportivo con condizioni di favore».

L’assessore Paola Agabiti si è detta «consapevole dell’importante del ruolo dello sport nella formazione e nella salute dei ragazzi e dei bambini. Nel corso del 2021 abbiamo previsto il sostegno ai lavoratori dello sport, la riqualificazione dell’impiantistica sportiva e il sostegno alle associazioni dilettantistiche. Si tratta di risorse aggiuntive, non provenienti dai finanziamenti per gli eventi. Per i lavoratori dello sport è stata prevista la riapertura del bando per gli autonomi, con un contributo da 1.500 euro. Due milioni di euro andranno ai Comuni per l’impiantistica sportiva per la manutenzione straordinaria. Per il sostegno alle società dilettantistiche ci sono 2 milioni 150mila euro. Gli Uffici regionali stanno lavorando a misure per aiutare le famiglie nelle spese sostenute per i corsi sportivi dei figli. La Giunta è quindi contraria alla mozione». «Non capisco la contrarietà della Giunta – ha detto Porzi -, visto che si tratta di uno stimolo a continuare a prevedere interventi in favore delle attività e della pratica sportiva, nei modi e nelle cifre che verranno ritenuti opportuni. La nostra iniziativa e le misure della Giunta sembrano andare nella stessa direzione, quindi la contrarietà alla mozione mi sorprende». Per Fabio Paparelli, Pd, «questa bocciatura è un nuovo segnale negativo verso le società sportive, che voi avete tenuto chiuse anche di più rispetto ai provvedimenti nazionali. Migliaia di umbri hanno pagato le iscrizioni dei propri figli alle società sportive per consentirgli di fare attività che poi non si sono potute svolgere. Le politiche della famiglie sono anche quelle di sostegno alle attività sportive per coloro che hanno meno possibilità».

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