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Soldi veri per la ricostruzione e 90 miliardi destinati a Regioni e Comuni dal Pnrr. Tesei: «La partita inizia ora. Tutti in campo»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Delle ricadute sui progetti umbri abbiamo detto, ora Draghi conferma il flusso dei denari e aggiunge una sorta di chiamata alle armi. Difficile quantificare ma si tratta, per l’Umbria, di centinaia di milioni. La Governatrice: «Occasione da non mancare»

di Marco Brunacci

PERUGIA – Lo sforzo del Pnrr dell’Umbria, i suoi molti successi, ile sue occasioni mancate le abbiamo messe tutte in fila nel pezzo che i lettori di Cityjournal hanno avuto modo di vedere con ore di anticipo sulle comunicazioni e sulle riflessioni ufficiali.

Adesso si tratta di capire cosa c’è nello scrigno dei denari in arrivo in Umbria, quanto di promesse, quanto di solide realtà, quanto di occasioni da cogliere, quanto di progetti potenziali e appuntamenti da non mancare.
E allora via con le buone notizie: Draghi sarà – come dice chi lo conosce – alla fine un allievo di Federico Caffè e di Franco Modigliani, quindi keynesiano fin al midollo, con la grande forza e tutti i limiti di chi comunque riserva allo Stato centrale un ruolo di player principale nella contesa economica, ma il Pnrr nazionale e i chiarimenti del premier arrivati oggi sono una dolce musica all’orecchio delle Regioni, in particolare dell’Umbria.
Per chi se le fosse perse le affermazioni decisive sono due:

  1. lo avevamo già accennato nell’articolo di ieri, ma adesso è stato chiarito e sottolineato con la penna blu: per le 4 regioni che hanno avuto danni dall’ultimo sisma c’è un fondo definito e già esigibile di 1,78 miliardi da spendere in ricostruzione vera, pesante, fin dentro le vite delle famiglie. Soldi sonanti, dopo tanti ritardi, denaro per investire sulla permanenza delle gente in quei luoghi che sembrano oggi destinati all’abbandono. Tesei si è mossa con determinazione e avendo chiaro in mente di ciò che parlava, ma va dato per merito al commissario Legnini di averf fatto il passo decisivo presso il precedente Governo per ottenere che si desse un taglio alle chiacchiere e si passasse ad una linea di intervento senza se e senza ma. Ora il governo Draghi conferma e sblocca i fondi. L’Umbria ha un’occasione di investimenti in tutta la Valnerina fino a Spoleto. Occasione da non mancare, appuntamento al quale la Regione non arriva impreparata e questo è giusto dirlo.
  2. Dopo tanto sud ecco che Draghi, in sede di replica alla Camera dopo aver illustrato il Pnrr, ha messo nero su bianco che 90 miliardi dei 225 del troncone principale dei fondi da stanziare saranno destinati a Regioni e Comuni. Il ruolo degli enti locali, all’interno delle rigorose linee guida scelte dal Governo, ma in base ai Piani presentati, diventa tangibile e il flusso di denaro può cambiare la vita delle comunità. A partire da quella umbra.
    Queste sono le novità che sono poi conferme, però stavolta lette e sottoscritte. Draghi ha chiuso il passaggio alla Camera ottenendo una pioggia di voti a favore e solo l’astensione di bandiera di Fratelli d’Italia. Segno che tutti sono convinti che quella indicata dal suo Governo è l’unica strada per ripartire dopo la tremenda prova della pandemia e dei suoi interminabili strascichi.
    In verità le misure nel dettaglio difficilmente potevano essere migliori, data la situazione. Se ci sono dubbi, sono quelli sulla filosofia dell’intervento e sulle convinzioni che guidano alcune mosse. L’aver scelto il sud con tanta determinazione può essere l’alba di una svolta di rilancio oppure l’ennesima illusione dirigista di poter cambiare realtà per decreto e aprendo le cateratte dei finanziamenti pubblici. E ancora: se si prende atto della profonda insoddisfazione dei giovani, della loro poca voglia di metter su famiglia ma soprattutto di fare figli, creando una vera emergenza sociale per la decrescita demografica, e si pensa che la soluzione sia un posto fisso purchessia, magari si è indietro di un giro nel Monopoli dell’Occidente attuale. Perché non si prende atto che quei giovani hanno vissuto in una società dai consumi elevati e raffinati e che non intendono rinunciarci. Vorrebbero avere occasioni per guadagnare di più, secondo meriti, e non le hanno. Non i mille euro più scatti e tutta la vita garantita, che è poi il vecchio sogno socialdemocratico. Piuttosto, come ha spiegato in maniera burbera come sanno fare i turbocapitalisti, il ceo di Blackrock in una intervista a Repubblica, i giovani con qualità scelgono il mondo anglosassone perché hanno le occasioni che nella vecchia Europa non trovano più.
    Filosofia a parte resta la concretezza delle scelte e la determinazione con la quale sono state applicate a protocolli incisivi e con tempi certi.
    Di qui passa la ripresa. Ha mille ragioni Donatella Tesei che, dopo aver spiegato le opportunità dell’Umbria con il suo Pnrr innestato sulle linee guida nazionali del Pnrr di Draghi, ha concluso che in quesTo frangente ci si gioca il futuro dell’Umbria, non di un governo regionale e delle sue scelte. E ha invitato a fare fronte comune. “Da oggi inizia la partita” – ha detto – “serve l’impegno di tutti”. Vediamo che succede.

    #pnrr #umbria #marcobrunacci #polepolitik

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