«Se in Umbria i contagi sono da zona gialla, Draghi faccia riaprire bar e ristoranti»

8 Aprile 2021

La nota del presidente dell’Assemblea legislativa Marco Squarta

PERUGIA – «La norma nazionale che abolisce la zona gialla fino al 30 aprile è un’assurdità se i numeri dei contagi in Umbria sono decisamente migliorati e non rientrano più nei parametri della fascia arancione. I titolari di bar e ristoranti sono ormai allo stremo, serve una data certa per le riaperture perché in questo modo rischiamo di perdere circa 1.500 attività commerciali e quindi decine di migliaia di posti di lavoro»: lo dice il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta.

«Nella nostra regione – spiega in una nota – i dati relativi ai contagi continuano a migliorare giorno dopo giorno, interi territori rientrerebbero perfino in zona bianca, perciò sempre prestando attenzione agli sviluppi del quadro epidemiologico è bene che il Governo nazionale ripensi la norma consentendo finalmente ai nostri operatori di rialzare le saracinesche». Squarta critica il decreto vigente che omologa tutte le regioni sulla fascia arancione indipendentemente dall’esito dei contagi e invita l’Esecutivo Draghi a «tornare sui propri passi per modificare il provvedimento: ristoratori, commercianti e baristi in zona arancione, a causa del divieto di spostamento tra Comuni, hanno assistito a un calo drammatico del proprio fatturato. Non ce la fanno più, i ristori elargiti, quando sono arrivati, si sono dimostrati insufficienti. L’unica via – conclude Squarta – è permettere agli imprenditori di riaprire in sicurezza le loro attività per tornare, piano piano, purtroppo solo per chi ce l’ha fatta, a rimanere in piedi senza issare bandiera bianca, alla normalità».

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