in , ,

Sanità, Braganti batte la Donetti sul filo di lana. Decisivo Coletto. Allo Zooprofilattico tocca a Caputo. Sarà lui a rilanciare Monteluce?

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il nuovo direttore generale che dovrà scrivere il Piano sanitario è di Sansepolcro con una lunga carriera in Toscana (in frizione perenne con Enrico Rossi). Il manager napoletano invece dovrà realizzare il Centro vaccini animali (25 milioni e 60 posti di lavoro)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Lo strategico posto di direttore generale della sanità della Regione Umbria è di Massimo Braganti, nato a Sansepolcro, che è stato commissario per un breve periodo a fine 2019 alla Asl 2, dopo aver fatto tutta una carriera nella sanità della Toscana (sempre in costante frizione – dicono – con Enrico Rossi, prima assessore regionale alla sanità e poi presidente della Regione).

Braganti ha battuto manager di rilievo in un lungo sprint nel quale si è scelto di orientarsi più su manager di esperienza rispetto ai “professori” alla Noto, con un cursus honorum più ministeriale che in Asl e Aziende ospedale. Raccontano sia stato decisivo l’assessore Coletto quando ci si è trovati sul filo di lana, quando si trattava di decidere tra una donna manager molto accreditata come la Donetti (attualmente in forza a Viterbo) e il Braganti. L’assessore ha virato netto sul manager di Sansepolcro, che ha fatto la sua ultima esperienza nel Friuli leghista, anche se a Fedriga non è piaciuto nè il modo nè i tempi di come l’Umbria glielo ha sfilato. Braganti non viene considerato lontana dalla Lega, come l’altro nominato nella riunione con la governatrice Tesei, Vincenzo Caputo, nuovo leader dell’Istituto Zooprofilattico, viene considerato non distante da Fratelli d’Italia. Entrambi, al di là delle eventuali vicinanze (o distanze) politiche, hanno comunque curriculum di gran rilievo come manager.

A Braganti toccherà di redigere il nuovo Piano sanitario regionale, nel quale Coletto si sta per altro già esercitando da settimane. E sarà un test molto impegnativo. Non stupisce che Coletto abbia optato per avere non solo un manager che l’Umbria già la conosce e che aveva molta voglia di tornare vicino casa, ma che è anche uno che sa di cosa parla quando si dice della realtà degli ospedali e delle esigenze dei territori. Più pratica che grammatica, per dirla in sintesi. Anche se Tesei non avrebbe visto male una donna alla guida del gran caravanserraglio sanitario, la Donetti appunto. Sui dissidi di Braganti, oggi sessantenne, con Enrico Rossi in tutto il percorso della sua carriera toscana, esiste una fiorente letteratura di aneddoti. Comunque il manager di Sansepolcro ha sempre continuato a lavorare in Toscana, anche se probabilmente il suo peregrinare tra un incarico e l’altro, tra un ospedale e una Asl, probabilmente è dovuto alle frizioni con la stella polare della sanità toscana e leader della sinistra, anche se oggi appannato commissario del Pd in Umbria. Caputo lascia invece un incarico importante a Napoli ma ha una prospettiva di grande interesse professionale tra Umbria e Marche (lo Zooprofilattico serve sia Marche che Umbria, ma stavolta è stata Tesei a scegliere e il presidente marchigiano Acquaroli a dare il suo placet). Si tratta di organizzare il Centro vaccinale animale, 25 milioni di investimento e 60 persone da impiegare. E’ ragionevole immaginare che in questo contesto dovrà cambiare sede anche l’Istituto per avere vicino il Centro vaccinale. E allora: quale posto migliore di Monteluce a Perugia? Non è deciso, ma se ne parla da diversi giorni. E sarebbe una improvvisa schiarita per una questione delicatissima per il capoluogo e la regione.

#umbria #sanità #regione #zooprofilattico #marcobrunacci #polepolitik

Alviano, ok all’ordine del giorno sui cinghiali: «Emergenza vera, intervenire»

È ufficiale: Perugia è in maglia rosa