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Più vaccini di tutti, l’Umbria (92,2) stacca il Veneto. In un giorno più di 10mila somministrazioni. E mancano ancora i farmacisti

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Bene l’apporto dei medici di base, qualche problema ancora con gli over 80. Serve l’ultimo accordo a patto che il Governo aumenti le dosi. Intanto, in attesa degli effetti delle scuole, si sgonfia il Covid: 113 casi (indice dell’1,8% rispetto ai tamponi). In calo costante ricoveri e attualmente positivi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Non è certo una gara di Formula 1, ma le classifiche fotografano la situazione: il lavoro fin qui svolto è ben fatto e la strada imboccata è quella giusta. Ecco i dati delle ultime 24 ore: l’Umbria ha somministrato 236.547 dosi, avendone avute 256.465, con una percentuale di utilizzo del 92,2%.

Per il secondo giorno consecutivo è la prima Regione in Italia. Ieri era al 91,1 e il Veneto, seconda, a 91. Oggi la proporzione è cambiata: 92,2 a 92. Non è poco, perchè i dati sono quelli di domenica e il commissario al Covid regionale, Massimo D’Angelo, molto lavoro oscuro e spesso ingrato, sapeva di poter iniettare solo poche dosi, per evitare di trovarsi senza riserve alla ripartenza di inizio settimana.
Affidabilità, velocità, scelta delle “gomme” su cui correre, rapidità nei pit stop: la macchina delle vaccinazioni dell’Umbria, sulla base dei numeri, funziona. La governatrice Tesei sa bene che è facile scivolare già in questa classifica, ma sa pure che ha un rilievo aver superato l’iperattivo e soprattutto ipercomunicativo Zaia, soprattutto per continuare il pressing sul Governo nazionale al fine di far arrivare più dosi, come garantito a suo tempo dal ministro Speranza.

PIÙ DI 10MILA DOSI IN 24 ORE

Per questo è giusto insistere e tenere il piede premuto sull’acceleratore. In 24 ore, facendo bene i conti, la macchina vaccinale umbra è riuscita a superare quota 10mila iniezioni. Merito di una organizzazione razionale, di personale motivato, di volontari che danno il loro apporto con passione, ma soprattutto grazie, in questa fase speciale, ai medici di medicina generale che saranno partiti con qualche scetticismo nell’impresa di vaccinare la categoria dei 79-70, ma poi hanno fatto più delle attese.

TOCCA AI FARMACISTI

Se si considera che manca ancora l’accordo con i farmacisti – ai quali si intende affidare la categoria 69-60, sempre che arrivino ovviamente le quantità giuste di vaccino – è chiaro che la campagna vaccinale umbra ha tutte le premesse per un ulteriore “cambio di passo”, indispensabile però per centrare l’obiettivo del milione di somministrazioni entro il 30 giugno.

I DATI DELLE ULTIME 24 ORE

I positivi numeri sui vaccini vanno insieme con i dati della situazione complessiva del Covid. Sono 113 i nuovi casi, con un’incidenza rispetto ai tamponi dell’1.8% e gli attualmente positivi che proseguono in discesa della curva (3422, -39). I decessi sono 3, i guariti sono 149. Ma il dato migliore è quello dei ricoveri 255 (-15 rispetto a ieri) di cui 34 in Terapia intensiva.
Per cui l’occupazione dei posti letto Covid è pari al 26% nei reparti intensivi (30% è considerata la soglia critica, uno dei dati migliori in Italia) e il 28% nella normale degenza (soglia critica al 40%, anche qui dato molto buono).

ZONA GIALLA ASSICURATA

La curva è quindi in chiara discesa. Magari ora inizierà il tira e molla dell’indice Rt, che sui numeri piccoli è farlocco, come affermano i migliori fisici italiani, ma se si aggiunge che ormai tutta l’Umbria è sotto quota 100 rispetto a centomila abitanti, la zona gialla è assicurata per la ripartenza del 26 aprile.

L’INCOGNITA SCUOLA

Resta una sola incognita, che è quella dell’apertura delle scuole. In Umbria, a settembre, si è pagato carissimo, in termini di contagi e quindi di ospedalizzazioni, il ritorno tra i banchi degli studenti,. Ora ci si attende maggiore consapevolezza insieme alle attenzioni indispensabili, specialmente nel tornare a casa e nel frequentare le persone anziane del proprio nucleo familiare. E poi oggi ci sono i vaccini, che vanno come un treno.

GLI OVER 80 VACCINATI PRIMA DI FINE MESE

Ieri avevamo concluso che c’erano ancora diversi over 80 non prenotati. Con l’aiuto dei militari, nelle zone disagiate, si sta ovviando ad alcuni problemi logistici. Ora sembra ci sia un po’ più di ottimismo. Si punta a concludere la vaccinazione di questa categoria di “superfragili” prima della fine del mese. Sperando di superare le eventuali posizioni “no vax”. Tutte o almeno la stragrande maggioranza.

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