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Pietro Castellitto: «MeToo monumento all’ipocrisia»

PEOPLE | Polemiche dopo l’intervista rilasciata dal giovane attore e regista in cui ha affrontato il tema delle molestie sul lavoro: «Battaglia sacrosanta, ma… »

Pietro Castellitto fa parlare di sé, non per la sua interpretazione di Francesco Totti nella serie dedicata al capitano della Roma, “Speravo de morì prima”, ma per un’intervista. In particolare, la sua posizione sul movimento MeToo hanno provocato molte reazioni.

Argomento delicato quello delle molestie sul posto di lavoro, «una battaglia sacrosanta» ha sostenuto nell’intervista al Corriere della Sera il giovane talento del cinema, ma anche un «monumento all’ipocrisia» ha aggiunto, citando il caso di Kevin Spacey, denunciato da più uomini per essere stati molestati da lui: «Se Kevin Spacey mi mette la mano sulla coscia gliela sposto, non gli rovino la vita chiedendo pure soldi». Questo il passaggio “incriminato”: «(…) Per fare l’attore devi saper dire le bugie e fare gli scherzi. Se non scherzi più, il tuo percorso è stato sacrificato alle consuetudini e al perbenismo dominante. Negli Anni ‘20 Al Capone faceva soldi gestendo alcol e droga, oggi li fai perpetuando il bene. Penso ai milioni incassati dagli studi legali attraverso il monumento all’ipocrisia del MeToo, battaglia sacrosanta, ma se Kevin Spacey mi mette la mano sulla coscia gliela sposto, non gli rovino la vita chiedendo pure soldi: io vedo la volontà di potenza che sfrutta questa crociata morale per ingrassarsi, sto parlando come amante di Nietzsche che studiai a Filosofia (…)».

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