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Pd Umbria, ecco i candidati fuori dal congresso

Il ritiro: «Partito della base mai rispettato»

PERUGIA – Come minacciato al segretario nazionale Enrico Letta con una lettera congiunta, sabato si sono ritirati dal congresso del Partito democratico 3 candidati alla segreteria regionale del PD dell’Umbria, Francesco De Rebotti, Massimiliano Presciutti e Alessandro Torrini, insieme al candidato al congresso provinciale di Perugia del PD, Carlo Elia Schoen, che hanno inviato, ciascuno con propria lettera, formale comunicazione al PD dell’Umbria del ritiro delle loro candidature congressuali, insieme alle liste a loro sostegno.

Ecco due loro comunicazioni:

Dopo più di 30 anni di militanza in questo partito, mai mi sarei immaginato di dover assistere ad uno spettacolo così deprimente quanto indegno, al quale ovviamente come preannunciato né io, né tanto meno i candidati a mio sostegno parteciperemo.
La politica è una cosa seria, il servizio più alto verso i cittadini e la comunità, quando questa si trasforma in arrivismo, carrierismo sfrenato, voglio comunque e sempre di passare sopra tutto e tutti pur di arrivare ad un obiettivo personale allora, tutto ciò si trasforma in qualcosa di altro che personalmente non mi è mai interessato.
La mia storia nel partito è fatta di militanza vera, poco più che ventenne ho avuto l’onore di guidare la mia sezione, poi per più di venti anni ho fatto il militante di base, la cosa più bella di questo mondo, nell’ultimo periodo della mia militanza ho avuto l’onore di guidare la mia comunità.
Da sindaco so bene quanto sia stato duro e complicato l’anno che ci siamo lasciati alle spalle, ma evidentemente per qualcuno non sono sufficienti 500 morti e più di 20.000 contagi al giorno per fermare la una corsa folle quanto inutile.
Già perché celebrare un congresso in piena pandemia, tra il 9 ed il 29 di aprile con norme dello Stato ed ordinanze regionali che vietano lo svolgimento di tutte le manifestazione ed iniziative pubbliche è una grave responsabilità che vi assumerete, anzi che farete assumere a quei pochi segretari o coordinatori di circolo che lo faranno, ovviamente senza il mio avallo, perché per me la salute e la sicurezza dei cittadini vengono prima dell’ansia da prestazione di qualche saltimbanco nel teatro dei burattini.
Ma la cosa più grave è il VULNUS DEMOCRATICO, che state compiendo e che rimarra’ per sempre !
Ho sperato fino alla fine in un sussulto di dignità, ma evidentemente il piano sapientemente costruito a tavolino tra pochi intimi con l’avallo dei due Commissari che si sono succeduti era e rimane troppo importante.
E dire che ci sarebbe stata la possibilità di fare un Congresso vero, aperto,inclusivo, unitario, individuando una candidatura di altro profilo, magari una donna, che avrebbe potuto rappresentare un nuovo inizio, ed invece avete preferito il colpo di mano, il blitz, chiudere tutto ed in fretta il giorno prima della scadenza del tesseramento 2020, una cosa folle, antidemocratica e non degna di una comunità come la nostra, che state ferendo a morte ed umiliando per i vostri miseri interessi di bottega.
Avete scelto di rinchiudervi nel vostro fortino coi vostri fedelissimi, ma in un partito, in una comunità democratica tutti hanno il diritto di starci con lealtà non certo con fedeltà e soprattutto ci si sta rispettando le regole ed il libero pensiero di tutti.
Già perché la ciliegina sulla torta di questa brutta pagina di storia del nostro partito è stato il silenzio di troppi di fronte ai tentativi di trovare una soluzione unitaria, che lo ribadisco c’era ed ancora c’è, basta solo volerla !!
Per questo vi dico ancora una volta fermatevi !!! Siete ancora in tempo !!!
Non vi assumente questa responsabilità enorme di distruggere una comunità per soddisfare i capricci di un bambino viziato e della sua corte di yes man !!
Ma siccome mi pare che il teatro dei burattini deve comunque andare avanti, personalmente io non farò parte di questa compagnia, rinnoverò la mia tessera il prossimo 30 aprile il giorno dopo la chiusura di questa farsa che sta per andare in scena, continuerò la mia battaglia da dentro, da semplice militante, perché per far politica non servono incarichi, magari lautamente retribuiti (forse troppo) o poltrone ma, grande passione, umiltà e coraggio, voglia di stare tra quella gente che avete da troppo tempo abbandonato e dimenticato, per occuparvi soltanto delle vostre misere carriere e della quale avete evidentemente voi si avete paura, tanto da impedirgli addirittura di partecipare.
Non temete io non scappo, noi non fuggiamo, ci sono e ci saremo, costruendo dal basso il vero Partito Democratico, fatto di partecipazione, apertura, ascolto, dove tutti avranno la possibilità di portare il proprio contributo, non staremo in quegli organismi legittimati da una esigua quanto arrogante minoranza, staremo per strada, nei luoghi di lavoro, dove c’è la sofferenza, il disagio ed il bisogno di politica, di buona politica, quella che prova a dare risposte, che si assume responsabilità, che parla di economia circolare, sanità, scuola, lavoro, digitale, crescita e sviluppo dei territori, che guarda negli occhi le persone e non le brandisce.
Per tutte queste ragioni vi comunico formalmente che né io né i candidati a mio sostegno particeperemo al Congresso così come lo avete concepito, costruito ed organizzato.
Pertanto vi chiedo formalmente di non mettere nelle schede di votazione il mio nome, stante la mia indisponibilità a partecipare al congresso, dal quale mi ritiro con effetto immediato.
Massimiliano Presciutti

Con estremo rammarico, per i motivi politici già ampiamente illustrati, e avendo ricevuto solo indifferenti rifiuti in risposta alla nota sottoscritta insieme a Presciutti, Torrini e Schoen, con la presente sono a comunicare il formale ritiro della mia candidatura alla Segreteria regionale dell’Umbria del Partito Democratico e la non partecipazione ad un congresso che, lo ripeto, considero sbagliato politicamente, e illegittimo statutariamente.
Non intendo, inoltre, essere in alcun modo corresponsabile di un congresso organizzato totalmente al di fuori delle norme anti covid vigenti e in palese contrasto con il contegno sempre tenuto dal PD durante la pandemia, improntato alla massima prudenza e al principio di precauzione.
Desidero ringraziare tutti coloro, e sono tante e tanti, che hanno condiviso questo percorso, a partire dai candidati all’assemblea regionale a mio sostegno che sono stati i primi a chiedermi un disimpegno.
Un pezzo di partito importante, fuori dalle logiche di potere, delle correnti che con passione e disinteresse ha chiesto solo ascolto e partecipazione. Quel partito della base e dei territori sempre evocato e mai rispettato. Neanche questa volta.
Francesco De Rebotti

LA REPLICA DEL COMMISSARIO ENRICO ROSSI

«Dispiace sinceramente che i tre candidati alla segreteria regionale abbiano deciso di ritirarsi dalla competizione. Ne prendo atto ma non condivido nel modo più assoluto le motivazioni. Essi, infatti, disattendono una decisione presa democraticamente dal gruppo dirigente allargato della comunità del Partito Democratico umbro, compiendo un’azione politica che personalmente giudico profondamente sbagliata. Il gruppo dirigente del partito si è espresso a larga maggioranza per tenere il congresso nel mese di aprile e quella decisione deve essere rispettata, se lo consentono le condizioni oggettive esterne legate alla pandemia». Così, in una nota, il commissario del Pd Umbria Enrico Rossi

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