Pd, Schoen inchioda Rossi: il congresso in presenza non si può fare, violerebbe le ordinanze anti Covid sulle associazioni

1 Aprile 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La battaglia sul congresso regionale fissato il 29 aprile forse a una svolta. Il Pd nazionale ha detto che non si può votare on line per il nuovo segretario, ma farlo in presenza significherebbe agire contro tutte le disposizioni. Non sarebbe forse illegale?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Carlo Elia Schoen magari non avrà un carattere facile, ma dalla sua Foligno bombarda con missili difficili da respingere con qualunque Patriot la decisione di far comunque svolgere il congresso regionale del Pd il 29 aprile, presa dal commissario Enrico Rossi.
E sapete perché? Perché tutto fa pensare che abbia ragione.

La sua obiezione di fondo si riassume così: il congresso deve eleggere il segretario regionale, ma non può utilizzare il voto on line, per decisione del partito nazionale. Ma c’è fior fiore di ordinanze nazionali e locali antiCovid che vietano alle associazioni di riunirsi in presenza.
Considerando che, secondo i migliori costituzionalisti italiani (tanti iscritti al Pd), i partiti vanno considerati associazioni, del genere non riconosciute, ecco che il congresso può andare fin da subito a farsi benedire.
A meno che segretari di circolo si prestino ad azioni che hanno un certo qual sapore dell’illegalità.
Ricorda – Schoen – che a causa del Covid si è deciso di rinviare le elezioni amministrative, non un semplice congresso del Pd.
Di fronte a questo macigno le altre osservazioni di Schoen suonano perfino concilianti. Per esempio rimarcare il fatto che Enrico Rossi con lui, segretario provinciale di Perugia, non ci ha nemmeno parlato.
E che l’unica spiegazione per tanta fretta è solo quella di conservare una elite che decide tutto e quella elite, della gente e di nuovi eventuali tesserati, ha paura.
Ma Schoen si spinge anche a indicare “nel mantenere il poltronificio” il fine ultimo del congresso il 29 aprile. Un’accusa pesante che però la dice lunga su quanto sia pesante la battaglia interna in corso di svolgimento. È vero che finché c’è lite, il Pd ha speranza. Ma qui siamo alle botte da orbi (e solo perché non abbiamo citato la lettera aperta del candidato alla segreteria regionale, sindaco di Gualdo Tadino, Presciutti, che ha menato fendenti da Terminator). Questo clima non è affatto un ricostituente per un partito determinante per l’opposizione in Umbria.

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