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L’Umbria taglia il traguardo dei 7250 vaccini in un giorno. Ora si accelera con militari e farmacisti e preparandosi alla dose unica (con richiamo dopo 42 giorni)

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La guerra della campagna vaccinale nel vivo: si va a casa degli over 80 non prenotati con Pfizer, Astrazeneca a tutta velocità per la categoria ad alto rischio dei 79-70 anni e via anche anche per i 69-60. Il trend del contagio migliora ancora, riaperture il 20 a iniziare dai ristoranti fino alle 16

di Marco Brunacci

PERUGIA – Uscire dalla pandemia. Una sola strada: i vaccini. Ma molto più rapidamente di quello che è stato fatto finora. Con un ulteriore cambio di passo. La strategia va delineandosi. Le polemiche sono tutte di basso profilo di fronte al livello della sfida e alla complessità e delicatezza del momento e sono la prova provata che, in tutte le categorie e in chi informa, non si ha affatto il senso della guerra che si sta combattendo.

QUOTA 7520 VACCINI IN UN GIORNO

Allora: le 7mila vaccinazioni al giorno promesse dalla presidente Tesei sono già un numero superato, anche se ieri le 7250 dosi iniettate in 24 ore sono state raggiunte ed è un gran bel risultato. Ma qui si tratta di tenere un ritmo ancora più elevato nei prossimi giorni. E comunque si tratta di fare a tutta velocità un percorso che porti in salvo, proprio come fosse una scialuppa che lascia il Titanic, gli over 80, quelli della fascia 79-70 anni e anche coloro che hanno più di 60 anni, subito a seguire, nel mentre si chiude il cerchio per gli estremamente fragili.
In breve, partendo dalla direttiva Figliuolo, appena recepita dalla Regione Umbria, ecco tutto quello che si sta facendo per raggiungere l’obiettivo:

GLI OVER 80

Gli over 80 devono essere a giorni tutti immunizzati almeno con una dose, pena le riaperture che non potranno essere calendarizzate, neanche con i buonissimi numeri dell’Umbria. Il problema è grande perchè non ci sono ancora i vaccini Pfizer per tutti (ma Figliuolo assicura che ci saranno a breve). Ma è anche grande perchè il 22% degli over 80 umbri non si sono ancora prenotati.
La Regione teme che ci sia una quota “no vax” superiore a quella che potrebbe essere considerata fisiologica (anche legata alle condizioni di salute e alle potenziali allergie a farmaci). Per accelerare – come annunciato da City journal – il commissario contro il Covid D’Angelo ha il compito di far partire da subito una campagna, utilizzando i militari, per raggiungere gli anziani nelle zone più disagiate dell’Umbria e procedere alla vaccinazione (con Pfizer). Sono molti coloro che abitano in zone sperdute. Ma si tratterà contemporaneamente di partire con una campagna di sensibilizzazione presso tutti gli altri anziani che non sono ancora prenotati. Una settimana, dieci giorni. Questo è il limite massimo. Non di più.

LA FASCIA 79-70 ANNI

Qui è la vera emergenza. Troppe lentezze, troppi tira e mola, troppe categorie considerate “essenziali”. Colpe – va detto subito – del precedente Governo e poche storie. Però ora bisogna rimediare. I medici di famiglia protestano? Hanno mille ragioni, ma non è proprio questo il momento. La comunicazione della Ue su Astrazeneca è stata disastrosa? Certo, bisogna ovviare. L’informazione spicciola ha raggiunti livelli insopportabili di pressapochismo e inadeguatezza? Bisogna superare ogni ostacolo.
Secondo uno studio su morti e tasso di mortalità da Covid – che City journal presenterà tra breve – risulta che l’Umbria non ha avuto dalla pandemia incrementi rilevanti, se non in fasce d’età precise. Tra questa la più esposta agli effetti nefasti del virus è propria la fascia 79-70 anni.
Quindi si tratta di andare velocissimi, trovando una soluzione per chi rifiuta il vaccino Astrazeneca, vittima di pasticci comunicativi e informazioni pressapochiste. Tocca ai medici di medicina generale la patata bollente. E’ una guerra e loro sono in prima linea. E’ certo che si cercherà fin da domani una soluzione valida per ogni regione. Ma intanto bisogna solo correre e fare vaccini, a chiunque li accetti, in quella fascia. I medici capiscano quanto è delicato il loro ruolo.

LA FASCIA 69-60

Nel mentre a febbraio e marzo si chiacchierava di presunte categoria essenziali, i sessantenni stavano diventando un problema per le terapie intensive, con ricoveri in aumento. Da ieri – merito di Figliuolo -. è tutto più chiaro: i sessantenni sono a rischio se non si procede velocemente.
Anche per questa fascia l’Umbria – come anticipato da City journal – ha la sua proposta: coinvolgere fin da subito, con un altro percorso autonomo, i farmacisti. Si inizia propria la settimana con un incontro con loro. E pure loro, al pari dei medici di medicina generale, devono capire che sono una sorta di truppe di elite chiamate in prima linea, in una guerra che è di tutti e nella quale tirarsi indietro o avanzare riserve è una colpa.
Dai farmacisti può venire un passaggio decisivo nella campagna vaccinale. Da questa strada possono passare migliaia di vaccini, si può colmare il gap tra i 7-9 mila che può fare la Regione e i medici di medicina generale e 12-13 che sarebbero necessari per stare al passo con la campagna vaccinale di massa, che deve tagliare il suo primo traguardo il 30 giugno prossimo, dead line non rinviabile, perchè permetterebbe di salvare il salvabile della stagione turistica e dell’economia nazionale (in Umbria ci sono 700mila cittadini da vaccinare e un milione di somministrazioni da fare entro il 30 giugno)..

UNA DOSE SOLA, POI IL RICHIAMO A 42 GIORNI

Sapendo bene quanto sia difficile raggiungere gli obiettivi anche da noi qui elencati, ecco che l’Iss sta organizzandosi per una soluzione che City journal ha più volte prospettato a chi doveva decidere. Diciamo: una soluzione all’inglese.
Subito una dose per il maggior numero di persone possibile (tenendo presente che i più giovani – diciamo dai 16 ai 30 anni – non hanno certo le urgenze che hanno settantenni e sessantenni), che sia Pfizer o che sia Astrazeneca.
La seconda dose può essere rinviate al 42esimo giorno. Grandi studiosi (qui a Perugia la immunologa Romani) garantiscono che comunque, dai dati in possesso, già la prima dose garantisce immunità sufficiente contro l’infezione da Covid. La seconda dose può essere poi iniettata per rendere più completa e sicura la immunizzazione nel tempo.
Due parole su Astrazeneca: molti studiosi ritengono che i vaccini a vettore virale (Astrazeneca o Sputnik ma anche il monodose Johnson e Johnson, in arrivo qui in Italia a metà settimana) possono essere considerati sicuri e addirittura con minori controindicazioni in generale. Sapendo che le controindicazioni ci sono in tutti i farmaci e in tutti i vaccini.

LE RIAPERTURE E I NUMERI DELL’UMBRIA

La campagna vaccinale, con l’infaticabile dottor D’Angelo che materialmente la guida, diventa decisiva, come si è già accennato, per le riaperture del 20 aprile.
Il Governo pensa a un inizio soft con i ristoranti che possono alzare le saracinesche fino alle 16 e forse una norma con le stesse limitazioni per i bar. Poi toccherà a cinema, teatri e musei.
Infine, se non ci sono intoppi, palestre e piscine. Per concludere con l’ammettere presenze negli stadi di calcio e di altri sport, con distanziamenti e norme rigide.
L’Umbria ha già i numeri per una zona gialla che guarda al bianco (anche se Gubbio e Valnerina restano in una soglia elevata del contagio).
Per ricordare i numeri delle ultime 24 ore: 135 i nuovi casi, con un ulteriore rilevante calo degli attualmente positivi dovuti ai 210 guariti (ma anche ai due ulteriori decessi). Il tasso di incidenza, rispetto ai tamponi eseguiti, scende ancora a quota 2,2%, ma soprattutto sono -15 i ricoverati (313) e -2 i pazienti in terapia intensiva (41).

MONITORARE LE SCUOLE

Il trend è netto, ma la campagna vaccinale deve sorreggere questi numeri, che potrebbero per altro essere messi a rischio già dalla riapertura delle scuole in settimana.(sarà necessario un monitoraggio attento e costante della sanità, senza indulgenze).
Le 7250 vaccinazioni di ieri sono un primo, gran bel risultato. Ma non basta. La settimana che va a cominciare sarà decisiva.
I militari per gli anziani, i medici per i settantenni e i farmacisti per i sessantenni. Il percorso speciale per gli estremante fragili. Come in una guerra. Che si può solo vincere o perdere insieme ed è sciocco e autolesionistico tifare contro e colpevole intralciare.

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