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Genitori vs Influencer, se la Generazione X incontra la Z

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Fabio Volo in comfort zone e Giulia De Lellis interpreta se stessa

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – Da dove cominciare?

La commedia, diretta da Michela Andreozzi e in questi giorni su Sky, si presenta come un’idea piuttosto originale, sicuramente molto attuale. Ma partiamo dal principio. Fabio Volo è Paolo Martinelli, un professore cosiddetto boomer (vecchio, per i boomer come lui) che, nella propria – e a quanto pare retrograda – visione della vita, combatte con i sogni adolescenziali della figlia Simone (la pronuncia è francese) in piena tempesta ormonale. Simone (Ginevra Francesconi) infatti, da grande vorrebbe diventare una influencer, professione molto nota al giorno d’oggi. Il suo idolo, tale Ele-O-Nora (Giulia De Lellis), per una serie di coincidenze fa sì che Paolo diventi un volto pubblico, un vero e proprio (anti)influencer.

L’intento dell’Andreozzi era certamente quello di mettere in contatto il mondo dei boomer appunto, o generazione x, con quello della generazione z, e mescolarli tra loro. Mettere cioè gli adulti nella condizione di capire i propri figli, i millennials – termine ormai inflazionato – e non però un viceversa: solo papà Paolo infatti si adegua al vortice del social network, venendone anche risucchiato. In questo modo il film risulta zoppo, pendendo solo da un lato, ovvero quello del web; e non si capisce se voglia essere una denuncia all’abuso dello smartphone od allo scetticismo che si palesa quando ci si domanda se quella dell’influencer possa essere definita realmente una professione.
Se l’intenzione era quella di trovare un punto d’incontro tra due mondi abbastanza opposti, la realtà dei fatti è che, la mescolanza a cui si aspirava, ha invece dato luogo ad un calderone di temi che nulla hanno in comune tra loro se non un denominatore: il politicamente corretto.

Che dire del film nella sua mera realizzazione tecnica? Le riprese si sono svolte in sole sei settimane, e per questo la qualità della pellicola è apprezzabile nel suo complesso e nel suo risultato; inquadrature semplici e fluide per un soggetto che prevalentemente è ritratto in attimi di vita quotidiana ordinaria (e stra-ordinaria, per via della trama). Ciò che è meno fluido è invece la continuità delle immagini che il direttore della fotografia e del montaggio sembra abbia messo lì un po’ di fretta, quasi non ne avesse più voglia. Comunque, ribadiamo, solo sei settimane… meglio di niente! Ci piace pensare che questo fosse un film concepito fin da subito per il piccolo schermo e non per i multisala anche se, nell’eventualità, avrebbe comunque riscosso molto successo: GDL è influencer non a caso.

E a proposito della De Lellis: non male il suo debutto come attrice, certamente meglio di quello che ci si poteva aspettare; dopotutto ha interpretato se stessa ma con un nome diverso, insomma non un eccessivo sforzo, forse non la vedremo mai in un film drammatico ma… chissà! Volo rimane invece nella sua comfort zone, né più né meno; e per fortuna ci si fa anche due risate con Nino Frassica e Paola Minaccioni, che ogni tanto una perla di simpatia la buttano là.

Se si dovesse dargli un voto, Genitori VS Influencer varrebbe un 7. Una commediola a cui dedicare del tempo ma senza troppo impegno, anche come sottofondo mentre si cucina, volendo…

#genitorivsinfluencer #sky #fabiovolo #giuliadelellis

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