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Draghi parla e l’Umbria sogna: dalla Clinica al Serafico all’idrogeno alla Telemedicina tutti gli ok ai progetti (e i colpi mancati)

Palazzo Donini, sede della giunta regionale

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’occasione del Pnrr: una quindicina delle proposte presentate dalla Tesei (con altre in rampa di lancio) sono andate a buon fine. Dalla digitalizzazione ai bus innovativi per Perugia e Terni ecco un elenco ragionato. Mancano politiche attive del lavoro e imprenditorialità femminile

di Marco Brunacci

PERUGIA – Quali ricadute del Pnrr di Draghi sull’Umbria? Detta meglio: quanti soldi del fiume da 235 miliardi di euro del Pnrr nazionale si incroceranno con il Piano dell’Umbria, molto velocemente presentato e forte di una serie di progetti pret-a-portait, facili di indossare e accuratamente dentro le linee guida del Piano nazionale?

Beh, Cityjournal, dopo attento esame, conclude che difficilmente la piccola regione cuore d’Italia poteva ambire ad avere di più. Anzi: può perfino sognare, visto che i suoi piani incrociano quelli nazionali in non meno di una quindicina di progetti (sui 45 presentati). E per un altro paio bisogna solo attendere il secondo round, mentre per tutta la questione infrastrutture (che all’Umbria assegnano la Fano-Grosseto e l’alta velocità con la Roma-Ancona) si deve immaginare che restino validi i grafici dell’ex premier Conte e le opere possano essere considerate come acquisite.
Pronti per il iniziare il viaggio. Intanto: l’Umbria paga la scelta nazionale di premiare il sud: il, 40% del totale va a 8 regioni. Quanto ci sia di illusione dirigistica e quanto sia invece una grande svolta strategica di rinascita lo diranno gli anni a venire.
Ma è la stessa Umbria che festeggia per aver azzeccato non tanto le missioni indate nel Pnrr nazionale quanto piuttosto le “componenti” delle missioni, quelle che non servono per fare il titolo al paragrafo ma dove si nascondono i soldi.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALIZZATA

E allora si comincia: si immagina la presidente Tesei al settimo cielo quando il premier Draghi parlava di digitalizzazione la Pubblica amministrazione. Nel Pnrr nazionale ci sono 7 miliardi, volete che non si trovino quelle poche decine di milioni previsti per la digitalizzazione degli archivi dell’Umbria?

IMPRESE 4.0

Grande capitolo, 6 miliardi, di sicuro ci stanno le autostrade digitali chieste dall’Umbria e la connessione pet tutto il territorio regionale. Mentre toccherà all’assessore Big Mike Fioroni capire se ci possono trovare risorse in questo capitolo di spesa per due grandi investimenti come sono il polo delle bioplastiche di Terni e quelle delle nonotecnologie dell’Appennino.

A TUTTO IDROGENO

Fioroni per altro ha di sicuro fatto un salto di gioia quando ha sentito che l’Italia sterza con vigore verso l’idrogeno, ma questo in parte si sapeva. Invece la sottolineatura che vuole l’idrogeno nei Poli dismessi è come ci fosse scritto che si investe in Umbria, partendo da Gualdo Cattaneo. E sono tanti soldi: 23 miliardi per tutta Italia e una bella fetta per il il progetto umbro.

MOBILITÀ ALTERNATIVA

Festa a casa dei sindaci di Perugia e Terni: Romizi e Latini possono esser quasi certi che i loro Brt (Bus di nuova generazione) potranno arrivare. Ci stanno 3,6 miliardi in tutto, abbastanza per star dietro a tutte le richieste italiane.

POLO SCIENTIFICO OK

Il polo scientifico dell’Università si fa. Eccome. La Medicina 4.0 poi trainerà anche le Car-T, tutti ne sono certi, così l’Ateneo potrà aiutare a far correre l’Umbria, come sognava il rettore Oliviero e si augurava la governatrice Tesei

AREE INTERNE ED ECOQUARTIERI

Per la aree interne ci stanno 830 milioni, l’Umbria ne ha chiesti 60. Si può fare. Sulla Rigenerazione urbana con tanto di ecoquartieri la fetta regionale è ancora più modesta, ed è un altro progetto che va a dama.

ATTRATTIVITÀ DEI BORGHI E TURISMO DIGITALE

Due progetti nella stessa direzione, la mappatura digitale dell’Umbria è cosa buona e giusta e relativamente a buon mercato per il Pnrr nazionale e sul fatto che i borghi dell’Umbria siano belli e da tutelare non ci sono storie. Doppio colpo. Sarà invece andato a vuoto il tentativo di finanziare il mega progetto parchi presentato dalla Regione? Ci sono solo 300 milioni a livello nazionale e il progetto umbro ne vale la metà. Troppo. Però attenzione a dare per morta questa idea: il progetto parchi può attingere anche ai finanziamenti delle piste ciclabili. Mica poco.

SISMA E RISCHIO IDROGEOLOGICO

Da quando mondo è mondo e Italia è Italia non c’è un piano nazionale che non contempli i problemi delle zone sismiche e quelle del rischio idrogeologico. L’Umbria rientra di diritto in entrambi i capitoli, sapendo che il lavoro del commissario Legnini ha finalmente portato una quantità di risorse sufficienti per una ripartenza delle zone delle 4 regioni colpite dall’ultimo terremoto. Una quantità di denaro che bilancia un po’ lo squilibrio di finanziamenti verso il sud Italia.

IL TRASIMENO C’È

Un capitolo del Pnrr parla di irrigazione ed è particolarmente criptico, ma permette di sognare a quelli del Trasimeno. L’Umbria ha chiesto soldi per far arrivare l’acqua al lago, che, come si sa, non ha immissari. Leggendo e rileggendo, consultando e riconsultando pizie ed esperti, tutto concordano che in quel criptico capitolo ci possono essere i soldi per il progetto Trasimeno dell’Umbria.

L’AGRICOLTURA E LE FILIERE

Tesei non si è limitata ad inserire nel suo Pnrr il ciclo delle olive e ha fatto bene: ha chiesto 30 milioni e fatto felici gli agricoltori umbri che insistevano. Sostenibilità e circolarità verranno premiate da un capitolo che prevede 2 miliardi. E 14 ne ha in bilancio il rilancio dell’agricoltura in generale.

ECOBONUS VELOCI

La conferma dell’ecobonus 110% per il 2022 e la possibilità di aggiungerci tutto il 2023 è una bella notizia per le Regioni. Può essere una spinta allo sviluppo, ammesso che l’ente locale sia in grado di essere rapido negli iter autorizzativi. E questo è invece un impegno. Se si fallisce si traduce in gravi danni economici.

LA CLINICA PER I DISABILI

Cityjournal aveva segnalato come uno dei progetti più benemeriti del Piano umbro quello del Centro clinico per disabili da realizzare all’Istituto Serafico di Assisi. Nel Pnrr nazionale c’è un miliardo e mezzo per la disabilità. I 4,5 milioni per il Centro sono da considerare acquisiti. Tesei e Di Maolo, una volta avversarie, potranno adesso essere soddisfatte per un risultato tanto importante.

I COLPI MANCATI

E però bisogna chiudere con quel che non è riuscito al piano della Regione. E’ mancato completamente il bersaglio nelle Politiche attive del lavoro, per il quale c’è un grosso stanziamento ma nessun segnale umbro, e per l’imprenditorialità femminile, entrambi cavalli di battaglia della sinistra regionale, da Sgalla, Cgil, e Agostini, Pd. Ma anche nel settore scuola e nel settore sanità i progetti si sono dimostrati troppo “antichi” nel senso di essere legati alle realizzazioni edilizie. Forse in questi ultimi due comparti qualche denaro può essere recuperato. Nei primi due, l’occasione è persa.

CONCLUSIONE

Con i limiti che abbiamo detto, tenendo presente che City journal aveva più volte sottolineato che l’unica strada per ottenere denari da Draghi e dal suo Pnrr era quella di entrare nelle linee guida già decise, il risultato dell’Umbria è più che soddisfacente. Tanto che c’è da immaginare che c’è stato prue qualche “suggeritore” che ha ha aiutato a fare i compiti a casa. Ora non resta che concretizzare, ma la strada del rilancio passa per questi soldi e dalla capacità prima di assicurarseli e poi di spenderli rapidamente e con successo.

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