in , ,

Dalla Telemedicina al Super bus, dalle bioplastiche alla clinica al Serafico: cosa chiede la Tesei a Draghi

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | 3 miliardi 120 milioni, 1,4% delle risorse che arriveranno dalla Ue. Difficile averli tutti, ma i 45 progetti per il Recovery dell’Umbria, prima Regione a presentare le sue proposte, puntano su digitale e transizione ecologica, sono innovativi e pronti all’uso e contano sulla capacità di pressing della Governatrice. L’intesa con l’Ateneo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dei 645 progetti di ottobre scorso, masticati come un chewing e qualcuno francamente sfibrato e molti ormai senza sapore alcuno, neanche l’ombra. Nella proposta per il Piano nazionale sul Recovery, che in queste ore l’Umbria ha inviato, prima regione in Italia, al presidente Draghi, ce ne sono soltanto 45, tutti nuovi di zecca, comunque profondamente rivisitati. Valore complessivo 3 miliardi e 120 milioni, l’1,4% dei 209 miliardi complessivi, che è poi la quota che spetta di solito all’Umbria nel riparto dei fondi nazionali.

DRAGHI FA DA SÈ

Cityjournal ha spiegato la scorsa settimana che Draghi non ci pensa nemmeno di dividere i 209 miliardi con le Regioni, e allora trattasi di un elenco di lodevoli e pie intenzioni? No: è un elenco di proposte, concrete, che difficilmente (molto difficilmente) verranno finanziate tutte insieme ma che consentono all’Umbria di entrare nelle linee guida nazionali, pronti a cogliere l’attimo, subito o magari tra qualche tempo. Contando sulla (nota) grinta della governatrice Tesei per farsi prendere in considerazione.
Segni particolari dei progetti umbri? Sono tutti molto specifici, dettagliati, pronti all’uso, in grado di essere rendicontati entro il 2026 come chiede l’Ue, coerenti però con una visione di rilancio dell’economia e della società umbra, che si può condividere o no ma è chiara e facile da rintracciare, riga dopo riga, nel documento.

LE DUE GAMBE

Il piano dell’Umbria corre su due gambe, che sono per altro le priorità del Recovery, la digitalizzazione e la transizione ecologica.
Sa a qualcuno suonano vuote e insensate le definizioni, ecco l’esempio che spiega. Il primo dei progetti del Piano umbro si chiama digitalizzazione degli archivi della pubblica amministrazione. Che uno dice subito: ma chissene importa? Sbagliato. Sapete che succede quando si va a chiedere il superbonus del Governo sul 110% per i lavori di ristrutturazione delle case? Che bisogna mettersi gambe in spalle e un Moment in tasca per fare il giro degli archivi e venirne fuori senza mal di testa. Se ci fosse una P.A. digitalizzata basterebbero una richiesta via computer e una settimana di tempo per avere la risposta.

L’UNIVERSITÀ SUPERSTAR

Convinti? E allora proseguiamo. L’Università va a braccetto con la Regione e ci sono fior fiore delle sue idee in prima linea, La governatrice Tesei e il rettore Oliviero non trovano il tempo (e il modo) per firmare la benedetta convenzione sanitaria ma sul resto si intendono a meraviglia.
E allora: si chiedano 10 milioni per la Telemedicina (onore e vanto della governance Oliviero), altri milioni per ricerca di avanguardia in medicina ma anche 4,5 milioni per il progetto sulle onde gravitazionali (a Perugia c’è il numero uno al mondo), ma anche 17 milioni per realizzare il Polo vaccinale animale, magari vicino alla Zoopropfilattico, a Monteluce.

LA CITTÀ DELLA SCIENZA

E poi il super progetto di via del Giochetto, la città della scienza e interventi a Pentima, a Terni, con la possibilità di sviluppare qualche ricerca anche a Foligno.
Per le infrastrutture l’Umbria ha già incassato l’intervento per l’ammodernamento della ex Fcu e l’alta velocità per la linea Roma-Ancona, con la fondamentale stazione di Foligno. Ora si tratta di chiedere una stazione (in lotta per aggiudicarsela sono i Comuni di Perugia, Assisi e Bastia) che sia di riferimento per l’aeroporto e per Umbriafiere, polo che sarà digitalizzato secondo un’idea avveniristica made in Michele Fioroni.

GROSSETO-FANO COMPLETATA

Se si resta nel campo delle infrastrutture, l’Umbria ha incassato anche il completamento della Grosseto-Fano, strada oggetto dei disideri di intere generazioni di automobilisti. Ora si fa.
Ma la Regione prova anche a muoversi su un progetto che ha Perugia e il suo Comune come capofila (e il sindaco Romizi appassionato assertore) il Brt, che sta per busrapidtransit, ma Perugia è anche interessata ai progetti su parcheggi sotterranei del centro storico per liberarlo dalle auto in sosta. In questo progetto c’è anche Assisi e forse è in vantaggio su Perugia.

UNA CLINICA AL SERAFICO

Assisi chiede anche un nuovo palasport, ma qui siamo a cose antiche, mentre ha più chance l’innovazione sostanziale, nel contesto di un’Umbria piccola regione, capace però di sviluppare ricerche di nicchia.
Si attende – a questo proposito – tutta l’attenzione del Governo sulle bioplastiche e il polo chimico green da sviluppare a Terni. Avanguardia assoluta.
Non sarà d’avanguardia ma è necessario per l’Italia ed è di sicuro una proposta che merita successo: la realizzazione all’Istituto Serafico di Assisi di un Centro clinico per i disabili.
Del capitolo degli interventi proposti per le imprese umbre scriveremo domani. Ma lì c’è tutta la filosofia del Defr, il credo della Tesei: imprese che innovano e che assumono vanno aiutate in tutto e per tutto.

#pnrr #umbria #regione #marcobrunacci #polepolitik

Zone gialle, spostamenti tra regioni e scuola: la bozza del nuovo decreto del governo

In fuga dal Centro di permanenza di Potenza, trovato a Terni