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«Città del libro e 25 aprile, Todi ancora un caso nazionale»

La lettera dell’Associazione partigiani al sindaco sul patrocinio a un’associazione vicina ad Altaforte

di Sezione Anpi “Cap. Carlo Barbieri” di Todi
(riceviamo e pubblichiamo)

TODI (Perugia) – Caro Sindaco Ruggiano,
tre anni fa la Giunta che a lei fa capo tolse, per la prima volta nella storia della nostra città, il patrocinio all’A.N.P.I. per la celebrazione del 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo. Ne seguì un acceso dibattito a livello nazionale. Lei dichiarò che il 25 aprile dell’A.N.P.I. era un 25 aprile di parte perché ci schieravamo contro vecchi e nuovi fascismi. Confermammo allora di essere certamente di parte, partigiani anche nel nome, sempre dalla parte dell’antifascismo e della Costituzione e le chiedemmo invano, più volte, di dirci quale fosse invece la parte con cui voleva stare lei, ogni giorno della sua legislatura e ancor più il 25 aprile.

Da allora sono passati tre anni, solo l’anno scorso, in un drammatico 25 aprile in pieno lockdown, ci siamo finalmente ritrovati fianco a fianco, A.N.P.I. e Istituzioni a commemorare quel momento fondamentale della storia del nostro Paese. Ci salutammo con la promessa di ritrovarci nel 2021 ancora insieme a rendere omaggio al monumento in Piazza del Popolo. Certo non potevamo allora prevedere che l’emergenza sanitaria sarebbe stata ancora così alta. Tantomeno potevamo prevedere che il problema sarebbe nato questa volta dalla concessione di un patrocinio.
Ci riferiamo naturalmente alla concessione di patrocinio e contributo al festival “Todi – Città del Libro”, iniziativa organizzata da un’ignota associazione sovrapponibile alla casa editrice Altaforte guidata da Francesco Polacchi.
Nell’intervista rilasciata a Giovanni Dozzini sul Corriere dell’Umbria lei ha dichiarato “Se sono fascisti è un problema, se sono vicini a CasaPound no…”, ora ricorderà le vicende del Salone del Libro di Torino 2019 ma forse le sfuggono le conseguenti dichiarazioni dello stesso Polacchi alla trasmissione radiofonica La zanzara. Gliele vogliamo rammentare: “Sono un militante di Casapound, anzi il Coordinatore regionale della Lombardia. E sono fascista, sì. Lo dico senza problemi” e ancora “L’antifascismo è il vero male di questo Paese”, “Mussolini è stato sicuramente il miglior statista italiano. […] Ritengo che il fascismo sia stato assolutamente il momento storico e politico che ha ricostruito una nazione che era uscita perdente e disastrata dalla prima guerra mondiale. Ha trasformato una nazione che era prevalentemente agricola in una potenza industriale. Anche con la dittatura? A volte servono le maniere forti. Poi, se vogliamo prenderci in giro, possiamo pure farlo.”
La linea editoriale della casa editrice Altaforte rispecchia il pensiero del suo responsabile, ci sembra chiaro anche scorrendo le pagine del sito in tutte le sue sezioni dai libri ai fumetti alla rivista Primato Nazionale. La maggior parte dei relatori presenti nel programma del festival ha pubblicazioni all’interno dello stesso sito.
Ora noi le chiediamo:
come potremmo celebrare la memoria di chi si è battuto, anche a costo della vita, per la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, continuando poi a lottare per rendere l’Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro e su una Costituzione antifascista, nata proprio dalla Resistenza, al fianco di chi mette il logo della Città su una simile iniziativa?
Il Consiglio Comunale, lo scorso 12 aprile, ha conferito la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre, ne siamo felici e orgogliosi, ma come può conciliare questo riconoscimento alla Presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, organismo nato proprio per contrastare anche le parole d’odio, con il patrocinio a chi con quelle parole riempie libri e riviste?

Tornando alle vicende del 2018, si fece presente allora che la non concessione di logo e patrocinio da parte delle Istituzioni può avvenire solo in caso di iniziative “contro la Costituzione e le leggi dello Stato o lesive dell’immagine e della dignità del Comune”. Ebbene se non riesce a riconoscere l’incostituzionalità di certe posizioni, le chiediamo di fare un passo indietro per l’immagine e la dignità della Città, come fecero il Presidente Chiamparino e la Sindaca Appendino in occasione del Salone del Libro di Torino.
Noi sentiamo ogni giorno la grande responsabilità del nome che i protagonisti della lotta di Liberazione e della Resistenza ci hanno permesso di condividere con loro. Ci impegniamo quotidianamente a essere Partigiani, nella lotta per mantenere vivi e attuali i valori dell’antifascismo e per la piena attuazione della Costituzione.
Come tre anni fa dunque ribadiamo che questa è la parte da cui stiamo ma anche quella da cui dovrebbero stare le Istituzioni e chi le rappresenta giurando di osservare lealmente la Costituzione italiana. Lei da che parte sta?
Speriamo di averla al nostro fianco domenica 25, dopo aver annunciato il ritiro del patrocinio al festival “Todi – Città del Libro”.

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