Vaccinazione, l’Umbria riparte da 16mila dosi e tante incertezze. Ma è anche la settimana degli anticorpi monoclonali. Se funzionano, è svolta

21 Marzo 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Nel giorno migliore per i dati del Covid nella regione, con risultati positivi in rispetto a tutti i parametri (142 casi, 201 guariti, percentuale al 2,8%, 4 decessi, meno 8 ricoveri e meno 2 terapie intensive), continuano i balletti sulle vaccinazioni, in attesa delle dosi vere

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ping pong vaccini, tra sciocchezze, conversioni, slalom, informazioni a cubetti. Ma soprattutto tante bugie, che un giorno dovranno essere messe in fila. Sui vaccini e su tutto quello che è successo in questo incubo (ancora in corso) del Covid 19.
Quel po’ che è utile sapere.

  1. il 21 marzo è la prima giornata nella quale in Umbria si registrano dati confortanti rispetto a ogni parametro. Sono soltanto 142 i nuovi casi rispetto a oltre 5mila tamponi, con una media che è del 2,8% di incidenza. Un record dopo tanti giorni molto neri (siamo al 6,5% dell’incidenza rispetto ai soli tamponi molecolari ma non cambia in nulla l’ottimo risultato).
    I decessi scendono a 4, i guariti sono sempre un bel numero. Stavolta 201. Calano i ricoveri (-8 per 438 attuali, con un segnale chiaro che si va verso una sorta di normalizzazione). L’ultimo dato a calare è quello delle Terapie intensive, ma finalmente si rivede quota 70 (oggi -2 con 72 posti letto impegnati). Un altro segnale di uscita dalla crisi.
    Poi c’è un numero importante che va sottolineato: Perugia che è stata sopra 250 nuovi casi per 100 mila abitanti, ora è arrivata a quota 63. 50 è il limite per la zona bianca, E Perugia è un Comune molto vasto che risente anche di tutte le pressioni delle zone limitrofe. La tensione si sta allentando in maniera importante.
    Nessun errore può essere giustificato ma anche altre grandi aree come Terni e Foligno tornano a respirare. Gli ospedali non sono più sotto pressione.
  2. Giocare a scacchi con i vaccini che non ci sono ancora.
    In questo contesto c’è purtroppo tempo per fare giochi di sterile aritmetica sui vaccini in questa fase che può equivalere al riscaldamento in vista della partita vera e propria. L’Umbria è appena sotto la media nazionale delle vaccinazioni degli over 80 anni. Ma il problema sono le dosi, non la rapidità di vaccinazione e l’assurdo modo di fare comunicazione sui vaccini, come su tutto il Covid, tra terrorismo, voci dal sen fuggite di ogni scienza alle vongole, numeri lasciati andare in libertà senza alcun senso logico, ma soprattutto la più assoluta incertezza sul reperimento delle dosi necessarie per fare una vera e propria campagna di vaccinazione di massa..
    Fa impressione sentir dire, ufficialmente e a piena voce il ministro Speranza, che l’unica via d’uscita dal Covid siano le vaccinazioni. I lettori di City journal lo sapevano dal 27 novembre 2020, quando tutta Europa si esercitava in lezioni di serietà e di lockdown, che servono a salvare gli ospedali non le persone.
    Il ministro Speranza aveva assicurato all’Umbria 50mila dosi di vaccino aggiuntive. Non ci sono ancora. Si è limitato a far arrivare le 16mila che mancavano nella proporzione corretta rispetto alla popolazione.
    Su queste sedicimila riparte la campagna umbra, col massimo dell’impegno, ma col minimo delle certezze di avere le dosi sufficienti.
  3. Parte l’utilizzo sperimentale clinico degli anticorpi monoclonali.
    L’altra assurdità è che nessuno parla di cura del Covid e di passi avanti nella cura, che sarebbe l’altra via d’uscita dal Covid (ma adesso tutti hanno in bocca i vaccini, che – meritatamente – ma porteranno tanti soldi a Big Pharma, che magari così è meno concentrata sulle terapie). Le linee guida sono come fuochi fatui nella notte, si accendono e si spengono all’orizzonte. Ricordiamo che i migliori clinici indicano gli antinfiammatori subito, i cortisonici un po’ dopo, l’eparina per sicurezza, l’aspirina meglio della tachipirina.
    E’ per questo stato di confusione mentale in cui versa la lotta al Covid su un altro fronte determinante, che non vengono commentati né seguiti, come si dovrebbe, gli anticorpi monoclonali che debutteranno questa settimana in Umbria. Il Ministero ha dato il via libera, l’assessore Coletto deve sovrintendere ai risultati. Sono costosi, ma hanno dato risultati eccezionali nella prima fase. Sarebbe bello sentir parlare di questo, invece che di quanti sguardi si possono incrociare per strada tra Pasqua e Pasquetta senza incorrere – presumibilmente – in rischi di contagio.

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