Tutto pronto per il ritorno di Astrazeneca. E intanto in Umbria riparte il pressing per far riaprire le elementari

17 Marzo 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Pids (Partito ideologico della scuola) ha già accerchiato la Governatrice Tesei, anche se si tratterebbe di anticipare di pochi giorni, prima delle vacanze di Pasqua. Sulla ripresa della vaccinazione ora però si devono superare le tante resistenze della gente

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ultime dal pianeta Covid. Tutto sembra ormai segnato: dalle informazioni che arrivano, l’Ema (l’autorità di controllo sui farmaci dell’Unione europea) pare decisa a sbloccare immediatamente l’utilizzo di Astrazeneca per la vaccinazione di massa dell’Unione europea.

Più che sul “se” ci si sta concentrando – stando a quel che si dice e tenendo presente che fino all’ultimo, su una questione così scivolosa, possono esserci sorprese – sul “come” sbloccare, tenendo presente che sul “quando” hanno parlato già Macron e Draghi: «Si riprende a vaccinare appena c’è l’autorizzazione di Ema».
La soluzione più probabile, stando alle stesse fonti. potrebbe essere questa: tornare a vaccinare con Astrazeneca, ma con qualche precauzione in più ( indiscrezioni parlano di attenzioni speciali per le donne che hanno problemi di coagulazione del sangue, ma questo è tutto da verificare).
Se le anticipazioni verranno confermate, comunque, agli Stati nazionali dell’Ue e quindi all’Italia e alle sue Regioni non resterà che ripartire con lo stesso slancio di prima, ma con un problema informativo da superare.
Molti – lo dice qui accanto il professor Elmo Mannarino -, per via di una comunicazione errata ed emotiva, non vogliono farsi vaccinare con Astrazeneca. Sarà necessaria quindi una strategia comunicativa. Non è escluso comunque che potrebbero essere risolutive le “liste dei sostituti”, pronti a prendere il posto di chi rifiuta il vaccino Astrazeneca.
Poche ore per vedere.
Intanto in Umbria, in attesa di sapere come si ripartirà con la vaccinazione, la governatrice Donatella Tesei si ritrova di nuovo accerchiata dal Partito ideologico della scuola (Pids), che resta l’unico soggetto di questa pandemia impermeabile a ogni informazione che disturbi le proprie certezze, ogni dato e ogni numero serve o non serve alla causa e solo per questo viene utilizzato.
Adesso che anche il vecchio Cts aveva preso atto di quello che era sotto gli occhi di tutti – e cioè che la riapertura delle scuole comporta rischi altissimi di diffusione del virus e hai voglia a raccontare di come dovrebbero essere i trasporti -, adesso che i dati confermano come il virus sia arrivato a contagiare i ragazzi delle elementari, i quali non rischiano per loro ma in quanto pericolosi diffusori, bene, proprio adesso, è partita la campagna per far riaprire le scuole elementari in Umbria.
Si tratta di un provvedimento che potrebbe essere deciso nella riunione di giovedì alle 9, con Regione e comuni.
I motivi per lasciare tutto come sta, ci sarebbero eccome:

  1. I numeri del contagio e della malattia in Umbria sono discreti, ma non abbastanza per giustificare, al momento, eccessivo ottimismo.
  2. Si tratta di prendere un provvedimento che riaprirebbe le scuole da lunedì prossimo e farebbe tornare in classe gli alunni delle elementari umbre per poco più di una settimana. Non sarebbe piuttosto il caso di attendere ormai il dopo vacanze pasquali e la ripartenza della campagna dei vaccini a ritmi più elevati per garantire tutti gli insegnanti, ed evitare così anche che arrivino certificati medici a raffica la prossima settimana?
    Anche qui, poche ore e si vedrà cosa succede.

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