Sviluppumbria dimagrisce, Umbriajazz si scopre ricca, Umbriafiere ringiovanisce: così cambiano le società partecipate regionali

26 Marzo 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La finanziaria della Regione molla turismo e Sase e mantiene la sola mission di assistenza alle imprese, mentre si orienta a non sostituire lo storico direttore Agostini. Per il marchio della musica fieno in cascina per i due anni del rilancio. A Bastia un modello innovativo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Scene dalla guerra della presidenza Tesei contro il Moloch a più teste delle società partecipate regionali che dispone di un esercito di 1500 dipendenti e che ha finora sconfitto ogni tentativo di venirne a capo.

Scrutando l’orizzonte segnali positivi, nella insidiosa sfida, ora davvero cominciano a intravedersi, merito delle idee chiare (magari potranno essere pure sbagliate ma chiare sono chiare) e della determinazione con la quale vengono perseguite.

DA UMBRIAFLOR A UMBRIAFIERE

Risultati? Sviluppumbria dimagrisce e si abbronza pure col suo focus esclusivo sull’assistenza alle imprese, Umbria jazz, in realtà per la prima volta nella sua storia, si ritrova con i soldi in tasca alla fine di un percorso di risanamento, e risanamento in corso c’è anche a Umbriafloor, ma lì ci vorrà più tempo e tanta pazienza, visto com’è messa. La nuova Villa umbra si intravede già, mentre per Gepafin si attende l’accelerazione decisiva. Grandi manovre ancora su Sase e l’aeroporto (ma deve finire il Covid) e su Umbriafiere, ma questo è un campo di battaglia da secret service, nell’ombra, misterioso, ma potrebbe uscirne – dicono – anche un modello innovativo, niente male. E comunque un po’ di ottimismo ci vuole. Finora il Moloch ha sempre vinto, ma si stanno cominciando a incrinare le certezze, tra un affondo, una stoccata e un ritocco. Due parole su Umbriajazz, prima di dedicarsi al caso del giorno che è quello di Sviluppumbria.

UMBRAJAZZ, SECONDA GIOVINEZZA

Allora: il prestigioso marchio la prossima settimana concluderà in assemblea il percorso di risanamento. Potrà tornare così a disporre di un bilancio sostanzialmente florido e non è un caso che per la prima volta il fondatore Pagnotta non litiga con un governo regionale. Con queste premesse si potrebbe fare anche un bel cartellone se il Covid desse tregua, ma ormai si pensa già ad un 2021 che sarà propedeutico per un 2022 di rilancio, Covid ri-permettendo.

SVILUPPUMBRIA, PUNTO E A CAPO

Ora l’appuntamento di ieri su Sviluppumbria. La governatrice Tesei, nella battaglia contro il Moloch di cui sopra, è convinta di farcela, seguendo, per andare all’essenziale, tre linee guida: 1) Equilibrio economico finanziario, che le società partecipate non avevano prima del suo avvento. 2) Diminuzione della spesa pubblica e quindi dell’onere a carico dei cittadini, soprattutto quando la spesa è fatta per mantenere la partecipata e non per la qualità dei servizi ai cittadini. 3) Ridefinizione chiara e comprensibile per il cittadino del ruolo della partecipata. Quindi, in una parola, chiarezza sulla mission della società.

GLI 800MILA EURO DI SBILANCIO

Tre linee guida insieme a piani industriali ben definiti e con un arco temporale verificabile tra il 2021 e il 2023. Parlando di Sviluppumbria, Tesei ha detto che “il problema è stato quello di chiudere in pareggio il bilancio che ci siamo trovati. Anzi il bilancio appariva in forte disavanzo per oltre 800mila euro a causa di alcune commesse che apparivano non rendicontabili, oltre che a causa del taglio del fondo regionale per circa 300mila euro. Probabilmente il bilancio di quest’anno chiuderà ugualmente in perdita ma – ha continuato Tesei – la base di ripartenza è più solida”.

Quindi a seguire: “Questo nuovo piano non trova solo un nuovo equilibrio economico finanziario per Sviluppumbria, non solo spending review, ma anche un diverso posizionamento della società al servizio delle imprese”.

NIENTE PIÙ SASE E NIENTE TURISMO

Ed ecco la mission indicata: “Sviluppumbria si focalizza nell’essere il braccio operativo dell’assessorato allo sviluppo economico, occupandosi di servizi alle imprese nei settori dell’innovazione e trasferimento tecnologico, internazionalizzazione, attrazione degli investimenti, gestione di crisi d’impresa. Proprio per focalizzarsi sui servizi alle imprese Sviluppumbria, pur mantenendo in portafoglio alcune partecipazioni per conto della Regione (Sase, Umbriafiere, ndr), non dovrà più preoccuparsi di gestirle e finiranno in capo alla presidenza della Regione e del Servizio società partecipate”. Stessa storia col turismo, che Sviluppumbria non gestirà più. Ecco quindi il completamento della cura dimagrante e il focus impostato sull’esclusiva assistenza alle imprese.

NON SOSTITUIRE AGOSTINI

Tesei ha quindi invitato la amministratrice unica Sciurpa, per avere l’auspicato cambio di passo, a «valorizzare il personale della società». E tutto hanno capito che intendeva suggerire di non investire soldi pubblici in una inutile sostituzione del direttore storico Mauro Agostini, che ha recentemente lasciato il suo posto, ma far crescere in un collegio di direzione le risorse interne. Non stiamo a dire quanto il discorso sia stato apprezzato dai dipendenti.

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