Si imposta la svolta, Tesei tiene a rapporto tutta la sanità. E oggi un altro summit per sistemare il piano vaccini. Monitorata nuova cura e liste antifurbi

23 Marzo 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Verifiche su ospedali, posti letto e contagi nei territori. Per migliorare la fascia il 7 aprile. Vaccini: nel pomeriggio arrivano le modifiche ora che Figliuolo si è impegnato ad aggiungere dosi Pfizer entro il mese. Più over 80 e fragili iniettati. Via al decisivo focus sui monoclonali

di Marco Brunacci

PERUGIA – La governatrice Tesei serra le fila, in un momento tanto delicato nella lotta al Covid. E infatti la sanità nel summit del pomeriggio era al gran completo: dall’assessore Coletto, al dg Dario, al commissario per l’emergenza antiCovid D’Angelo, al responsabile di Umbria salute Bizzarri, e tutti e quattro i direttori generali.

Si è parlato solo in generale di vaccini, ma la convocazione per i dettagli del nuovo piano, è prevista per il pomeriggio di martedì, dopo al riunione dell’Assemblea legislativa. Un altro summit ma questo tutto operativo sulla base delle dosi di Pfizer che Figliuolo manderà effettivamente in Umbria, dopo l’annuncio di un milione reperito dal governo per le regioni.
Si tratta di serrare le file, come detto: tanti motivi per riflettere, tante necessità per avere dalla sanità risposte più rapidi ed efficaci in un momento che sa di decisivo verso il finale di partita che potrebbe non essere più così lontano.
Tesei ha chiesto assicurazioni su parecchi aspetti dell’attività sanitaria dei vari ospedali, dai posti letti Covid alle terapie intensive, o sullo stato del contagio, con la relativa situazione territorio per territorio.
L’Umbria si gioca la possibilità di entrare in una fascia di rischio bassa, non prima del 7 aprile, come pare ovvio, ma dal 7 aprile. Ed è vietato distrarsi.

ATTENTI AI MONOCLONALI

Ma l’Umbria ha anche l’occasione di testare gli anticorpi monoclonali. Come abbiamo già detto e ripetuto, citando illustri scienziati, i monoclonali possono rappresentare una svolta vera e propria qualora si accerti il loro funzionamento, come tutto fa pensare, dopo le somministrazioni che ci sono state nel mondo a personaggi noti.
I monoclonali italiani sono meno cari e, a quel che si sa, più duttili di altri, ma hanno il destino di arrivare nel momento in cui tutti coloro che gridavano al rispetto della clausura e dei lockdown, adesso hanno scoperto che il lockdown è quello a tutti evidente: un buttare la palla in tribuna, in una partita strapersa contro il virus in cui si cercava solo di limitare il numero di gol subiti.
I tifosi del lockdown ad oltranza, che venivano considerate le persone “serie” dell’umanità – chissà quando si faranno i conti dei morti, dei casi gravi e dei danni economici? – adesso garriscono in ogni momento: solo con i vaccini si esce dal Covid. Evviva? No. Uno, perché dovevano farlo molti mesi fa. Due, perché anche con una cura efficace (naturalmente che non sarà mai al 100%, perché di cure di questo tipo non se ne conoscono) si esce dall’incubo. E gli anticorpi monoclonali sono candidati a essere una cura efficace, oltre ad avere l’effetto di fare scudo – per quel che finora si è potuto verificare – per almeno 2-3 mesi, funzionando per un periodo breve da “vaccino”.
Va da sé che i produttori dei vaccini, soprattutto quelli nuovi in arrivo (almeno altri 5), non saranno entusiasti. Ma qui c’è di mezzo molto di più di un buon affare.
La presidente Tesei si è impegnata a chiedere di testare con la massima attenzione i monoclonali, che in Umbria sono da questa settimana a disposizione. Un impegno da prendere molto sul serio e che non va dimenticato.

LE LISTE DEI SUPPLENTI

Nel prossimo summit, quello del pomeriggio dopo il consiglio regionale sui vaccini, si indicheranno modi e tempi per accelerare la campagna di vaccinazione delle fasce d’età e dei fragili. Non a caso Figliuolo ha promesso dosi Pfizer, che, di elezione, sono somministrate a questi soggetti.
Per accelerare, alle Regioni possono arrivare finanziamenti ingenti dal Decreto Sostegni (5 miliardi, 2,1 per acquistare vaccini, 2,9 per distribuirli in fretta). E’ ragionevole pensare che verranno utilizzati per pagare i nuovi somministratori, quindi medici specializzandi, odontoiatri ma anche farmacisti.
Dalla sanità dovrà anche arrivare un progetto per realizzare in maniera corretta e trasparente liste di sostituti per le dosi di vaccino che dovessero essere in più a fine giornata. Evitando il gran brutto vizio del “saltare la fila” che alligna in tali e tante categorie di italiani (e umbri).

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