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Sanremo, terza serata tra Lucio Dalla, cover e un pensiero ai lavoratori dello spettacolo

PEOPLE | Ibra arriva in moto (e in ritardo) e duetta con Mihajlovic sulle note di “Io vagabondo”. Grande emozione con il monologo di Antonella Ferrari sulla sclerosi multipla. Ermal Meta in testa alla classifica

Una serata/maratona quella dedicata alla cover con i 26 big in gara alle prese con brani della storia – recente o meno – della musica italiana e tanti ospiti a intervallare le esibizioni.

La serata del giovedì è inaugurata da Giuliano Sangiorgio che canta per Lucio Dalla la sua immortale “4 marzo 1943”, poi si comincia. Noemi e Neffa partono malino, sembra per un problema tecnico, ma poi si riprendono, con il rammarico di un’esibizione “mutilata” che sarebbe stata, al contrario di tutt’altro spessore. Fulminacci stupisce con “Positivo” di Jovanotti accompagnato da Roy Paci alla tromba (sotto lo giacca una maglietta con la foto di Enrico Greppi, storica voce della Bandabardò recentemente scomparso) e Valerio Lundini, i Maneskin a tutto rock con Manuel Agnelli celebrano la poetica di Giovanni Lindo Ferretti con “Amandoti” dei Cccp. La Rappresentante di lista portano sul palco Donatella Rettore in un’esibizione che ha convinto ampiamente sul valore del duo siciliano, non una novità anche all’Ariston, ma per la prima volta in gara. Arisa si fa accompagnare da Daniele Bravi, che sta riprendendosi piano piano la carriera dopo un periodo decisamente nero. Lo Stato Sociale, con Emanuela Fanelli e Francesco Pannofinoscelgono “Non è per sempre” degli Afterhours per portare l’attenzione sui lavoratori dello spettacolo, da un anno praticamente fermi e li portano con loro sul palco per un messaggio di solidarietà che merita l’applauso dell’orchestra e dei presenti al teatro. Ghemon “rispolvera” i Neri per Caso, Coma_Cose con Alberto Radius e Mamakass celebrano Lucio Battisti, Irama, negativo al tampone, si deve affidare alla prova generale registrata, con Cyrano impreziosita da un’incisione originale di Francesco Guccini. Tutti gli artisti in scena con una spilla dedicata al mondo della musica messo ai box dalla pandemia. Achille Lauro è una statua greca, duetta con Emma Marrone e chiude con un nuovo messaggio: Dio benedica gli incompresi. Musica, ma anche teatro. Con Antonella Ferrari protagonista di un emozionante monologo sulla sclerosi, un messaggio di speranza come quello di Sinisa Mihajlovich che ha raccontato la sua storia e l’amicizia con Ibrahimovic, di nuovo a Sanremo, ma con tre ore di ritardo, a causa di un incidente – spiegherà – che lo ha costretto a chiedere un passaggio a un motociclista (con tanto di video). Poi il duetto, che diventa quartetto con Fiorello e Amadeus, dei due calciatori sulle note di “Io vagabondo” dei Nomadi. Si finisce che sono quasi le due. La classifica secondo l’orchestra: Ermal Meta, Orietta Berti, Extraliscio e Davide Toffolo, Willie Peyote, Arisa, Maneskin, Annalisa, Max Gazzè, La rappresentante di lista, Ghemon, Lo Stato sociale, Gaia, Irama, Colapesce-Dimartino, Fulminacci, Malika Ayane, Noemi, Madame, Francesco Renga, Fasma, Francesca Michielin e Fedez,  Aiello, Bugo, Giò Evan, Random,Coma_Cose. Top ten generale al termine delle due serate:  Ermal Meta, Annalisa,Willie Peyote, Arisa, Irama, Lo Stato sociale, Malika Ayane, Extrasliscio e Davide Toffolo, Orietta Berti, Maneskin. Ermal Meta in testa anche alla classifica generale provvisoria.

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